Gli italiani restano prudenti nella pianificazione finanziaria: ben quattro su dieci – davanti alla crisi generatasi dall’emergenza sanitaria - dichiarano di porre maggiore attenzione al controllo del proprio budget.
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Studiosi ed economisti provano a sondare il sentiment delle famiglie. Quello che ne emerge è una condizione di paura per almeno 6 italiani su 10, che si dicono pronti a controllare ogni spesa per far fronte alla condizione di difficoltà.
In quest’articolo affrontiamo quindi alcuni aspetti che, doverosamente, è bene chiarire, per poter poi decidere se davvero la cessione del quinto rappresenta la miglior soluzione per l’esigenza individuale.
Gli italiani restano prudenti nella pianificazione finanziaria: ben quattro su dieci – davanti alla crisi generatasi dall’emergenza sanitaria - dichiarano di porre maggiore attenzione al controllo del proprio budget.
Stop ai ritardi sui prestiti alle imprese. La Banca d’Italia chiede alle banche, infatti, una risoluzione rapida "per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze". E lo fa con una missiva indirizzata agli istituti di credito.
Il Superbonus al 110 per cento è una misura eccezionale che ha riscosso subito un grande successo, aumentando le richieste di interventi di riqualificazione energetica, in special modo la realizzazione del cappotto termico.
Per la Federazione autonomi bancari italiani le richieste di finanziamento, coperte da garanzia pubblica e inoltrate da piccole e medie imprese e da partite Iva, potrebbero arrivare fino a 2,5 milioni per fine anno.
Segno più per i prestiti a famiglie e imprese. Nel mese di aprile 2020, rispetto allo scorso anno, questi finanziamenti sono aumentati dell’1,4 per cento. A rivelarlo è il rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana.
Le domande di credito da parte delle imprese italiane sono più che raddoppiate da quando è iniziata la Fase 2, confermando chiari segnali della voglia di ripartire del Paese. È quanto emerge da una recente ricerca di Crif.
Nei primi mesi del 2020, secondo la relazione annuale di Banca d'Italia, il reddito e i consumi della famiglie sono calati per l'impatto della pandemia da coronavirus. E intanto cresce il numero dei debitori in difficoltà.
Il Coronavirus ha spostato l'attenzione delle famiglie verso le esigenze più immediate. È quanto emerge dal più recente Osservatorio di PrestitiOnline.it, che conferma il primato delle richieste di prestiti per liquidità.
Raggiungono quota 2,3 milioni le domande di adesione alle moratorie sui prestiti. Si contano, invece, più di 280mila richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari destinati a micro, piccole e medie imprese.
Con l’inizio della Fase 2 si registrano decisi segnali di ripresa dell’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane. I prestiti finalizzati, secondo le rilevazioni di Crif, sono già sopra i livelli pre-crisi.
Nel nuovo Dl Rilancio è stato introdotto il Bonus Vacanza. Come funziona? Sono previsti tre livelli, a seconda della numerosità dei componenti familiari. Riservato a chi ha un Isee sotto 40mila euro.
Si contano 165mila domande di prestiti fino a 25mila euro inviate dalle banche al Fondo di garanzia. L'Abi fa sapere che l'impegno degli istituti bancari proseguirà per supportare imprese e cittadini penalizzati dall'emergenza coronavirus.
I prestiti devono avere una durata fino a 72 mesi; prevedere un periodo di pre-ammortamento di 24 mesi (l’impresa paga gli interessi in questo arco temporale) e l’importo finanziato non può superare il 25% dell’ammontare.
In campo un pacchetto di misure per facilitare l'erogazone del credito. Potenza di fuoco da 1800 miliardi. Maggiore flessibilità sulla valutazione del rischio di famiglie e imprese da parte delle banche.
Due richieste su tre sono state avanzate dalle società di capitali. È quanto emerge da un'analisi condotta da Crif su 73mila linee di credito. La rata media mensile sospesa grazie alla moratoria risulta pari a 4.619 euro.
Il Governo ha varato un poderoso bazooka per aiutare mercato, con il decreto Cura Italia e con quello specifico sulla Liquidità. Per Banca d’Italia le garanzie pubbliche sono lo strumento adatto per il rilancio delle imprese.
Serve liquidità per le imprese e serve subito. Dal FinTech sono in arrivo una serie di prodotti ad hoc per le imprese in emergenza, ma anche le buone pratiche digitali da condividere con le banche per snellire i processi.
L'effetto Coronavirus inizia a vedersi anche nel mondo dei prestiti. Crescono richieste ed erogato con le finalità "Liquidità" e "Consolidamento". Un trend destinato a proseguire sull scia del "Decreto Liquidità" varato dal governo.
I prestiti alle famiglie in febbraio sono aumentati del 2,5 pct sui dodici mesi (in linea con il trend di gennaio), mentre sono diminuiti quelli alle imprese (-1,3 pct). Nello stesso periodo i tassi di interesse sui mutui sono diminuiti all'1,74 pct.
Più di 400 miliardi di euro di prestiti garantiti. Il decreto, approvato lo scorso 6 aprile, è stato definito dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, come un vero e proprio bazooka di liquidità.
Le misure del Governo a favore delle famiglie, nell’ambito degli sforzi che sta compiendo per fronteggiare l’emergenza, sono insufficienti: lo sostiene Confconsumatori, secondo cui dovrebbe intervenire anche sulle tariffe tlc e del credito.
In febbraio l'industria del risparmio gestito ha registrato una raccolta netta negativa per 406 milioni di euro, dopo -4,7 miliardi di gennaio. Lo ha reso noto Assogestioni. Il patrimonio gestito è diminuito a 2.292 miliardi di euro.
Allo studio per imprese e famiglie in difficoltà un finanziamento condiviso e garantito dallo Stato. Chi non ha perso il lavoro può optare per la cessione del quinto. Valutare anche l'opzione "surroga+liquidità".
Bisogna aiutare l'accesso al credito da parte delle imprese italiane, con nuove iniziative. Lo sostiene la Cgia di Mestre, secondo cui c'è la necessità di agire con urgenza altrimenti le Pmi rischiano di chiudere i battenti.
Misure straordinarie per le famiglie e per le imprese. Le banche italiane tendono una mano a tutti i cittadini in un periodo in cui il nostro Paese si trova a fare i conti con la diffusione del Coronavirus. Numerose le misure di sostegno.
Nei dati di febbraio ancora non si vede l'effetto coronavirus. Atteso un impatto sui tassi di interesse e sull'importo medio richiesto ed erogato. Intanto, in ripresa i finanziamenti verso il Sud Italia.
Ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 viene data l’opportunità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall'emergenza Coronavirus.
I prestiti al settore privato sono ancora in aumento, mentre continuano a calare quelli verso le imprese. Lo ha reso noto Banca d'Italia, rilevando l'andamento del mercato in gennaio. In calo le sofferenze bancarie e i tassi di interesse sui mutui.