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Banca d'Italia, effetto Covid su ricchezza e consumi

Pubblicato il 04/06/2020

Cambiano le abitudini di consumo delle famiglie italiane, in netto calo quest'anno, soprattutto per determinate categorie di beni. Ma non solo, si sono contratti anche il reddito e la ricchezza complessiva, oltre alle compravendite immobiliari. È quanto emerge dalla relazione annuale di Banca d'Italia, che ha analizzato gli effetti sulla prima parte del 2020, della sospensione delle attività, necessaria per fronteggiare l'emergenza sanitaria da coronavirus. Nello specifico, secondo quanto riportato da Palazzo Koch, "gli indicatori segnalano una notevole contrazione della spesa, in particolare in alcuni comparti dei servizi e per l'acquisto di autoveicoli, di beni destinati alla casa e alla cura della persona; si è invece ampliata la spesa per i beni alimentari. Indicazioni di un deciso calo dei consumi provengono anche dall'andamento dei prelievi e dei bancomat effettuati attraverso Pos".

Tra reddito e ricchezza

Gli effetti della pandemia di Covid-19 si sono fatti sentire anche sul reddito delle famiglie, oltre che sulla ricchezza finanziaria, il cui valore di mercato è diminuito per la caduta dei corsi azionari e obbligazionari. Entrando più nel dettaglio, alla fine di aprile il valore delle attività finanziarie delle famiglie italiane era più basso di circa 130 miliardi (il 2,9%) rispetto alla fine del 2019. "Gli strumenti finanziari il cui valore è più esposto alle tensioni sui mercati sono detenuti prevalentemente dai nuclei familiari che appartengono alle classi di reddito più elevate - si legge nel rapporto di Banca d'Italia - Il peggioramento delle prospettive di crescita e l’incremento dell’incertezza, hanno comportato una maggiore avversione al rischio e una preferenza verso strumenti liquidi". Inoltre, "secondo i risultati di un recente sondaggio, nel mese di marzo oltre la metà dei nuclei familiari con più di 25mila euro di attività finanziarie ha dichiarato di non volere investire in attività rischiose; una quota in netto aumento rispetto ai due anni precedenti (42% e 39% all’inizio del 2019 e del 2018). A completare il quadro, un calo delle compravendite immobiliari, che si è riflesso in una contrazione delle erogazioni di mutui residenziali. "L’espansione del credito al consumo potrebbe risentire di una minore spesa per beni durevoli", recita il rapporto, che ha poi evidenziato come nel mese di marzo i debiti bancari delle famiglie si siano ridotti del 6,9% rispetto a febbraio.

Crescono le difficoltà

Intanto, la contrazione del reddito pesa sulla capacità delle famiglie di far fronte ai propri obblighi finanziari, con gli individui finanziariamente più solidi, ovvero che dispongono di risorse sufficienti per fare fronte alle loro spese almeno sino alla fine dell’anno, che sono circa un terzo del totale. Secondo i dati dell’indagine straordinaria presso le famiglie condotta dalla Banca d’Italia, ad aprile il 38% dei mutuatari ha affermato di avere difficoltà nel pagare le rate a causa dell’epidemia di Covid-19; una percentuale che cresce rispettivamente al 52% e al 6% tra i lavoratori autonomi e quelli impiegati nel settore del commercio e della ristorazione. Tra gli indebitati per finalità di consumo, invece, la quota di quelli in difficoltà nel pagamento delle rate è, in media, lievemente più contenuta, al 34%. Gli individui che hanno dichiarato di avere accumulato risparmi sufficienti per i consumi essenziali (come cibo, riscaldamento, igiene) e, se indebitati, per il pagamento delle rate per non più di tre mesi, sono il 38% del totale; la percentuale sale a oltre il 50% nel caso in cui il soggetto sia un lavoratore con un contratto a termine o il reddito familiare si sia più che dimezzato in conseguenza della pandemia.

Gli strumenti anti-crisi

Le famiglie indebitate che si trovano in una condizione di temporanea difficoltà nel pagamento delle rate possono fare ricorso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (Fondo Gasparrini), la cui dotazione è stata recentemente ampliata dal Governo. Per una parte dei nuclei familiari è anche possibile ottenere la sospensione dei pagamenti o l’allungamento della durata dei prestiti attraverso l’attivazione delle clausole già previste dai contratti. Ci sono anche iniziative di carattere privato che consentono di alleviare l’onere del debito delle famiglie, come la moratoria per il credito ai consumatori promossa da Assofin e l’accordo raggiunto tra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le associazioni dei consumatori. Sulla base di una specifica rilevazione avviata dalla Banca d’Italia, all’8 maggio si stima che fossero pervenute alle banche poco più di 105mila domande di sospensione delle rate del mutuo per la prima casa collegate al Fondo Gasparrini, per un debito residuo di poco superiore a 9 miliardi; le domande accolte sono state oltre 32mila, quelle rigettate poco più di 5.500; le rimanenti sono in corso di lavorazione. "Considerando le risorse del Fondo non ancora utilizzate - si legge nel rapporto di Banca d'Italia - si stima che sarebbe possibile concedere circa 300mila ulteriori sospensioni. Le domande di sospensione delle rate dei finanziamenti con scopo di consumo erano quasi 400.000, per un ammontare superiore a 6,5 miliardi; la maggior parte delle domande esaminate sono state accolte".

A cura di: Gabriele Petrucciani

Parole chiave

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