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Credito: Crif, richieste boom da parte delle imprese

Pubblicato il 05/06/2020

Il peggio è alle spalle: “l’Italia riparte”. Così titola il più recente rapporto di Crif sull’andamento delle richieste di credito delle imprese. Le domande, con l’inizio della fase 2, sono infatti più che raddoppiate, confermando “chiari segnali della voglia di ripartire” da parte delle società. Nello specifico il numero delle richieste di credito presentate nelle ultime settimane rispetto a quella compresa tra il 9 e il 15 marzo, quando sono entrate in vigore le misure di lockdown per contenere la diffusione della pandemia, hanno fatto registrare una violenta impennata, con un +290% in quella compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio e rispettivamente un +247% e un +249% nelle due successive.

Forte carenza di liquidità dopo il lockdown

Dietro il boom c’è il fatto che ben “il 37% delle imprese si sta trovando ad affrontare questa fase di emergenza partendo da situazioni di liquidità già delicate, mentre un ulteriore 7% non ha particolari margini di manovra, determinando un fabbisogno di liquidità pari a 60 miliardi di euro”. Di questi solo 15 miliardi potranno essere coperti dai flussi di cassa, mentre i restanti 45 miliardi dovranno arrivare dal mercato bancario e/o dei capitali. C’è anche un fattore fisiologico nel rimbalzo, visto che la debolezza delle richieste è perdurata ininterrottamente da metà marzo a metà aprile, con il picco negativo nella settimana del 13-19 aprile, con i volumi attestatisi al 70% di quelli pre-lockdown.

L’inversione di tendenza partita dal 20 aprile

Dopo l’atteggiamento comprensibilmente prudente adottato durante il blocco alle attività imposto dal Governo, a partire dalla settimana del 20 aprile, è stata registrata una brusca inversione di tendenza che ha portato a una impennata delle richieste presentate agli istituti di credito, con volumi ben al di sopra di quelli pre-lockdown. “La dinamica registrata – rileva però la ricerca - non è però omogenea e mostra accentuazioni differenti sia per quanto riguarda l’entità sia la velocità di recupero”. Un altro dato interessante che emerge dall’analisi prodotta da CRIF riguarda la tipologia di intermediario finanziario al quale le imprese si sono maggiormente rivolti in queste settimane.

Andamento delle richieste di mutui immobiliari

Entrando maggiormente nel dettaglio, per quanto riguarda i mutui immobiliari, dopo aver visto le richieste delle imprese quasi dimezzarsi nella 13.ma settimana dell’anno, quando i volumi si sono attestati al 57% rispetto a quelli che si registravano prima del lockdown, a partire dalla settimana iniziata il 20 aprile abbiamo assistito a un’accelerazione delle richieste al 285% rispetto alla settimana di riferimento. È stato solo l’inizio del rimbalzo che, secondo lo studio di Crif, è proseguito sino a toccare un picco pari a 826% nella settimana compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio, per poi ripiegare parzialmente nelle due successive (rispettivamente al 608% e al 505%).

Riprendono vigore i prestiti personali e quelli finalizzati

Anche l’andamento dei prestiti personali ha mostrato un recupero più veloce e organico, con richieste che già nella settimana del 30 marzo erano tornate sui valori precedenti il lockdown, salvo poi andare oltre il 150% nelle ultime 3 settimane contemplate. Per quanto riguarda i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, questa forma è quella che più di tutte ha risentito della chiusura delle attività disposta dal Governo, con una evidente debolezza durata per oltre un mese (con un picco negativo del 19%). Ci sono comunque chiari segnali di recupero, con i volumi che nelle ultime settimane si sono attestati rispettivamente al 150% e al 213% rispetto a quelli della settimana indice.

Nei prossimi mesi necessarie robuste iniezioni di liquidità

In Italia, ha osservato Antonio Deledda, direttore credit bureau di Crif, “quasi la metà delle imprese si sta trovando ad affrontare la crisi causata dalla pandemia globale partendo da condizioni finanziarie già precarie e nei prossimi mesi avranno bisogno di robuste iniezioni di liquidità per ripartire. Questo spiega le ragioni per cui, dopo una fase di fisiologico stallo successivo al varo del lockdown da parte del Governo, abbiano ripreso a rivolgersi in modo vigoroso agli intermefiari finanziari”.

A cura di: Fernando Mancini

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