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Dl Liquidità, Fabi: 2,5 milioni di richieste di garanzia entro fine anno

Pubblicato il 09/06/2020

Per la Federazione autonomi bancari italiani le richieste di finanziamento, coperte da garanzia pubblica e inoltrate da piccole e medie imprese e da partite Iva, potrebbero arrivare fino a 2,5 milioni per fine anno. È questa la previsione della Fabi sulle domande di prestiti coperte dal paracadute pubblico per dicembre 2020, quando scadranno i termini stabiliti dal decreto Liquidità. Finora il 20% delle istanze è stato presentato in Lombardia, in Calabria solo il 2,6%.

Il pericolo - a detta della Fabi – è che l’operazione possa penalizzare il Mezzogiorno, favorendo le sole aree settentrionali d’Italia. Al momento infatti la metà delle richieste è stata presentata in quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il fenomeno riguarda una platea potenziale di 5 milioni di pmi e partite Iva: di questi, secondo le stime della Federazione autonomi bancari italiani, 1,5 milioni saranno esclusi in partenza dagli strumenti di garanzia, mentre un altro milione potrebbe restare fuori per mancanza di requisiti o, al contrario, perché provvisto di mezzi finanziari adeguati.

L’analisi

Le previsioni della Fabi prendono il via dai dati sull’andamento dei fascicoli finora ricevuti dagli istituti bancari, relativi ai finanziamenti accompagnati da coperture statali. Dall’analisi emerge che oltre il 20% delle domande di prestiti, sia quelli fino a 25.000 euro sia quelli di importo fino a 800.000 euro, è stato presentato in Lombardia. Parliamo di quasi 70.000 richieste sul totale di oltre 329.000 dossier, pari a 3,5 miliardi di euro su complessivi 14,9 miliardi. In Calabria, considerata una delle regioni meridionali più in affanno, le istanze sono in tutto 8.264, pari al 2,6% del totale per complessivi 236 milioni.

“Alcune banche, per loro convenienze, stanno penalizzando determinati territori e ne stanno favorendo altri: il risultato è che in specifiche aree del Paese, soprattutto del Sud, si sta allargando il rischio usura per le imprese, perché chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalità organizzata. Sarebbe interessante conoscere i dati relativi ai tempi di erogazione da parte dei singoli gruppi bancari”, commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

A detta della Fabi, il totale delle domande di finanziamento fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro – ossia quelli gestiti con il Fondo centrale di garanzia - oscillerà tra i 2 e i 2,5 milioni. Sotto la lente c’è il totale di 5 milioni di partite Iva e pmi, da cui va sottratta una quota di circa 5-600 mila soggetti ritenuti inattivi e che, quindi, non presenteranno mai alcuna domanda di liquidità.

Un altro mezzo milione di partite Iva - secondo quanto emerge dalle stime della Fabi - non può accedere a queste forme di finanziamento poiché in stato di difficoltà o dissesto già prima dell’emergenza Covid-19, ovvero prima del 31 gennaio 2020. E altre 500.000 pmi hanno incassi dichiarati di 15.000 euro annui: dall’analisi viene fuori che, considerando il tetto al 25% dei ricavi per i finanziamenti fino a 25.000 euro, questo mezzo milione di imprese potrebbe ottenere crediti di importo particolarmente contenuto. Dei restanti 3,5 milioni di soggetti, 1 milione di imprese potrebbe non avere le carte in regola per presentare domanda oppure avere in cassa liquidità sufficiente e, quindi, non aver bisogno di credito aggiuntivo.

In Lombardia una richiesta su cinque

Al momento sono state presentate 329.393 domande per un importo complessivo di 14,9 miliardi. Il dato è aggiornato al 21 maggio. Sono 295.780 le richieste di finanziamento fino a 25.000 euro per un totale di 6,1 miliardi. Complessivamente sono state presentate 69.589 domande in Lombardia (il 21,1% del totale): è la regione con il più alto numero di richieste per complessivi 3,3 miliardi. A piazzarsi in seconda posizione è l’Emilia-Romagna con 33.449 domande (10,2%) per 1,4 miliardi; la terza regione per numero di richieste è il Lazio con 30.424 fascicoli (9,2%) per 1,3 miliardi.

La prima regione meridionale, che si piazza al settimo posto della classifica, è la Campania: le richieste sono 20.829 (6,3%) per 1,1 miliardi. Sempre al Sud c’è poi la Puglia con 18.269 domande (5,5%) per 719 milioni; a seguire la Sicilia con 16.185 domande (4,9%) per 760 milioni. Dodicesima posizione per la Calabria con 8.631 richieste pari al 2,6% del totale e 236 milioni complessivi. Quattro regioni - scrive Fabi in una nota - hanno fatto la parte del leone: Lombardia (21,1%), Emilia-Romagna (10,2%), Veneto (8,7%) e Piemonte (7,6%) hanno quasi la metà delle operazioni (47,6%).

Per quanto riguarda i prestiti fino a 25.000 euro, sinora le domande presentate sono state 295.780 per complessivi 6,1 miliardi di euro e un importo medio di 20.861 euro. Anche in questo caso, il maggior numero di richieste in banca è arrivato in Lombardia: 63.792 domande per 1,3 miliardi. Al secondo e terzo posto si piazzano Emilia-Romagna e Lazio con 30.377 (10,3%) e 27.249 (9,2%) domande per 577 milioni e 512 milioni.

Campania (18.043 richieste pari al 6,1% del totale), Puglia (16.859, 5,7%) e Sicilia (13.156, 4,4%) occupano il settimo, ottavo e nono posto nella graduatoria con domande di crediti per 376 milioni, 345 milioni e 271 milioni. Decima posizione per la Calabria con 8.264 richieste pari al 2,8% del totale e 161 milioni complessivi.

A cura di: Tiziana Casciaro

Parole chiave

Decreto Liquidità coronavirus garanzia

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