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Bankitalia batte i pugni: basta ritardi sui prestiti

Pubblicato il 18/06/2020

Stop ai ritardi sui prestiti alle imprese. A dichiararlo con forza è Bankitalia che, sebbene i dati raccolti stiano evidenziando ultimamente un veloce miglioramento, si è fatta promotrice di una comunicazione a un gruppo di banche che presenta un numero di erogazioni di prestiti inferiore rispetto alle domande ricevute nel sistema. Con la lettera, inviata a molti istituti di credito italiani, si prova a dare una maggiore spinta perché famiglie e imprese possano beneficiare della liquidità necessaria per far fronte alle conseguenze della pandemia da coronavirus.

La Banca d’Italia chiede, infatti, una risoluzione rapida “per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze”. Il responsabile della vigilanza di Banca d'Italia, Paolo Angelini, in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, ha inoltre affermato che nella lettera vengono chieste agli istituti “informazioni sulle cause dei ritardi, pur sottolineando la loro piena autonomia nella decisione di concedere o meno i finanziamenti".

Il capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia ha anche sottolineato che i ritardi "non sono legati al capitale o alla liquidità" delle banche. A causare rallentamenti sarebbero, infatti, l'organizzazione, l'elevato numero di domande, le norme e le difficoltà della pandemia. Insomma, un mix di fattori che va poi a frenare l’erogazione dei prestiti.

Dai dati rilevati dalla Banca d’Italia viene fuori pure un rapido miglioramento dei tempi di erogazione dei crediti garantiti da parte delle banche, ma al contempo emerge pure una certa eterogeneità fra i diversi istituti. Per Angelini tale situazione “non si sta per il momento attenuando”.

Il dirigente della Banca d’Italia ha poi aggiunto che nonostante il sistema bancario sia partito con alcuni ritardi, la situazione andrà a migliorare grazie agli emendamenti al decreto Liquidità. Il tasso di interesse medio applicato sui prestiti fino a 25mila euro è pari all’1,2% (soltanto nell’1% dei casi si arriva all’1,9%). Il tasso medio applicato agli altri finanziamenti, previsti dai decreti Cura Italia e Liquidità, è del 2,4% circa.

Bene per le moratorie, difficoltà superate

Il dirigente della Banca d’Italia traccia un bilancio anche sui prestiti con garanzia dello Stato, esprimendo inoltre un giudizio positivo sulle moratorie che, a detta di Angelini, “hanno funzionato in modo rapido ed efficiente”.

“Disfunzioni - ha spiegato - sono state registrate prevalentemente all’avvio del processo, quando i canali di ascolto organizzati dalla Banca d'Italia e da altri organismi, compresa questa Commissione d'inchiesta, hanno intercettato lamentele da parte della clientela circa l'addebito di rate relative alla scadenza di marzo”.

“Anche in risposta a sollecitazioni della Banca d'Italia, le banche si sono impegnate a riaccreditare sui conti della clientela le rate dei finanziamenti che erano state addebitate nell'attesa del perfezionamento della moratoria. In molti casi, alcune moratorie su prestiti sono state temporaneamente concesse sulla base di iniziative volontarie e sono state poi convertite in moratorie ex lege al ricorrere dei presupposti”, rende noto Banca d’Italia.

C’è da dire che, per ridurre i tempi di lavorazione, le banche hanno cercato di fortificare i processi interni e hanno adottato nuovi sistemi organizzativi: sono stati creati gruppi di lavoro, si è fatto ricorso a risorse del back-office e ancora sono state adottate procedure informative.

Banche a rischio crisi

I riflettori, però, non sono stati accesi soltanto sulle piccole e medie imprese. Per il capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, infatti, anche le banche saranno vittime della crisi. Le prime simulazioni non darebbero, infatti, esiti molto incoraggianti. "Una perdita del 9% del Pil quest'anno non potrà non incidere sulle imprese e, a catena, sulla banche che sono esse stesse imprese", ha dichiarato Angelini in audizione alla commissione d'inchiesta sulle banche.

Domande al Fondo di Garanzia

L'ABI segnala intanto che, alla giornata dell’11 giugno, le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato le 600 mila (605 mila) e che i finanziamenti richiesti hanno superato i 30 miliardi di euro. Parliamo di oltre un miliardo in più rispetto al giorno prima. Di queste, 547mila sono le domande pervenute dalle banche per finanziamenti fino a 25mila euro, superando gli 11 miliardi di euro.

A cura di: Tiziana Casciaro

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