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Moratoria, a chiederla sono soprattutto le più grandi

Pubblicato il 05/05/2020

Ad "approfittare" della moratoria varata dal governo con il Decreto "Cura Italia" sono state soprattutto le imprese di dimensioni più grandi. È quanto emerso dall'analisi condotta da Crif su 73mila linee di credito, riconducibili a imprese individuali e società di capitali, per le quali è stata fatta richiesta di sospensione delle rate. Nello specifico, 2 richieste su 3 sono state presentate da società di capitali, a fronte di una quota pari al 28,2% per le società di persone e del 2,4% per le ditte individuali. Per le società di capitali la rata media mensile sospesa grazie alla moratoria risulta pari a 4.619 euro, a fronte di un importo residuo di quasi 284mila euro. Decisamente più contenuta la rata mensile delle società di persone, pari a 1.774 euro (699 euro quella delle ditte individuali).

Il dettaglio

Delle 73mila linne di credito analizzate, 20.500 riguardano mutui immobiliari, 6.027 prestiti personali, 1.372 prestiti finalizzati e quasi 2.456 contratti di leasing e altri prodotti rateali. La componente maggioritaria è però rappresentata da mutui di liquidità, con oltre 42.200 richieste. Per quanto riguarda l'onerosità delle diverse forme tecniche, ovvero l'impegno mensile e il debito residuo, per i mutui immobiliari per cui è stata ottenuta la sospensione dei rimborsi grazie alla moratoria, la rata media mensile è risultata essere pari a 3.850 euro, mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di oltre 500mila euro. Per gli altri mutui la rata mensile dei contratti per cui è stata ottenuta la moratoria è invece pari a 3.730 euro, a fronte di un debito residuo di oltre 138mila euro, contro i 3.889 euro dei prestiti personali e i 3.293 euro dei contratti di leasing. La rata media sostenuta dalla imprese per i presti finalizzati, invece, supera di poco i 500 euro.

La moratoria, come funziona

Per sostenere le esigenze delle imprese che stanno subendo in modo diretto i riflessi della crisi derivante dall’emergenza sanitaria, la moratoria varate dal governo con il decreto “Cura Italia” consente alle imprese che decidono di aderire, su base volontaria, di sospendere il rimborso dei propri finanziamenti rateali, nonché il congelamento dei finanziamenti non rateali fino al prossimo 30 settembre. Nel mese oggetto della sospensione, dunque, nulla è dovuto da parte delle imprese. Di conseguenza, per i contratti per cui è stata accordata la moratoria cambia la data di fine rapporto: il piano di rimborso viene allungato e le rate sospese verranno restituite al termine della scadenza naturale del contratto. Inoltre, viene congelato il conteggio degli eventuali giorni di scaduto già in essere al momento della richiesta della moratoria (fatto salvo il rispetto dei criteri per accedere allo stesso provvedimento), al fine di non deteriorare in alcun modo il merito creditizio dell'impresa. Grazie alla moratoria, le misure di sospensione delle rate sono considerate un evento del tutto neutrale nella storia creditizia del beneficiario, che dunque non potrà essere segnalato a sofferenza.

Il futuro

Per le future richieste di credito, la sospensione delle rate ottenute attraverso la moratoria non inciderà negativamente e, al contrario, darà la possibilità ai consumatori di referenziarsi di fronte agli intermediari finanziari dimostrando che la loro affidabilità è elevata e che la sospensione è stata richiesta per far fronte a una temporanea difficoltà dovuta agli effetti della pandemia e non per altre ragioni.

A cura di: Gabriele Petrucciani

Parole chiave

prestiti mutui leasing imprese

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