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Assofin sulla cessione del quinto: pronto il protocollo d’intesa

Pubblicato il 06/05/2020

Per far fronte alla mancanza di una misura che prevedesse la sospensione dei prestiti al consumo, Assofin prima e ABI subito dopo hanno lanciato una moratoria sui finanziamenti a tutela dei consumatori.

La moratoria disposta da Assofin, Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare, lo scorso 17 aprile ha disposto con un testo ufficiale agli intermediari finanziari la possibilità di concedere la sospensione dei prestiti non garantiti da garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020. L’adesione da parte degli intermediari finanziari è facoltativa, e presume la piena di libertà per i soggetti finanziari coinvolti.

Allo stesso modo, il 23 aprile ABI ha emesso una moratoria analoga con tempi previsti più lunghi (fino a 12 mesi contro i 6 mesi di Assofin) e per la sola quota capitale (nel caso di Assofin, la sospensione dell’intera rata o della sola quota capitale era delegata alla decisione del finanziatore).

Un’altra differenza sostanziale tra le due proposte riguarda il campo di applicazione: quella di Assofin, a determinate condizioni, copre anche la cessione del quinto.

Il protocollo di intesa sulla cessione del quinto

Proprio con la finalità di tutelare i consumatori che richiedono la cessione del quinto, Assofin insieme alle Associazioni dei consumatori ha sottoscritto un dettagliato protocollo di intesa per promuovere la trasparenza e le buone pratiche nella gestione dei rapporti tra intermediari finanziari che operano nel comparto della cessione del quinto e clienti. Il fine è di prevenire il sovraindebitamento e fornire un chiaro prospetto dei costi da sostenere e delle caratteristiche del prodotto.

Come si legge nel documento pubblicato da Assofin, “al protocollo hanno aderito massicciamente banche e intermediari finanziari associati ad Assofin, che operano nel comparto CQSP o che, semplicemente, hanno voluto sostenere l’iniziativa. Il protocollo è aperto all’adesione di altre Associazioni dei Consumatori, ad Associazioni di imprese finanziarie nonché a singoli intermediari bancari e finanziari”.

I punti dell'accordo

L’accordo stabilisce “buone prassi” nella commercializzazione di prestiti concessi con la formula della cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Questi i punti salienti:

  • valutazione del merito creditizio, con la previsione di un questionario di autocertificazione che contenga una serie di domande concordate con le Associazioni dei Consumatori firmatarie, effettuando anche verifiche su tutte le informazioni raccolte relative al richiedente; inoltre gli intermediari dovranno rispettare come soglia minima per ogni tipologia di clientela l’importo della “Pensione minima Inps” al netto di qualsiasi eventuale impegno con il sistema bancario e finanziario;
  • esplicitazione delle voci di prezzo del finanziamento nella documentazione precontrattuale e contrattuale, specificando le spese di istruttoria, gli oneri fiscali, le commissioni di intermediazione alle rate del cliente, il TAN (Tasso Annuo Nominale);
  • sistema di remunerazione in caso di rinnovi, perché gli intermediari che addebiteranno al cliente commissioni di intermediazione, lo facciano in maniera proporzionata allo sforzo professionale e alla liquidità ottenuta dalla clientela;
  • modalità di comunicazione al cliente dei conteggi di estinzione anticipata, al fine di garantire maggiore rapidità ed efficienza. Il limite da rispettare è di 10 giorni dalla richiesta, utilizzando i canali di emissione più veloci come la mail e la PEC.

Gli altri impegni degli intermediari

L’accordo prevede anche una serie di ulteriori impegni che gli intermediari devono assumersi con la sottoscrizione del Protocollo di intesa, dalla garanzia della correttezza e trasparenza nei confronti della clientela, all’informazione dell’esistenza di un’eventuale copertura assicurativa, fino all’acquisizione del portafoglio clienti esclusivamente da altri intermediari che hanno sottoscritto l’accordo.

Infine, il protocollo sancisce l’istituzione di un controllo annuale, che misuri gli effetti di questa autoregolamentazione sottoscritta. Questo avverrà con la costituzione di un Osservatorio composto da due rappresentanti nominati dall’Associazione dei Consumatori e due nominati da Assofin.

A cura di: Paola Campanelli

Parole chiave

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