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Dopo Assofin, anche ABI lancia la moratoria sui prestiti al consumo

Pubblicato il 29/04/2020

Il decreto “Cura Italia” prevede la sospensione delle rate dei prestiti solo per le piccole e medie imprese e i professionisti, ma nulla per i consumatori.

In mancanza di un provvedimento, gli istituti di credito non sono tenuti a concedere la sospensione delle rate dei finanziamenti, ma se lo fanno in autonomia occorre che ci sia una guida che ne regoli la procedura.

È stato così con la moratoria disposta da Assofin, Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare, che lo scorso 17 aprile ha trasmesso un testo ufficiale proponendo agli intermediari finanziari una moratoria sui prestiti al consumo, la cui adesione è delegata alla volontà delle singole finanziarie o banche.

La nuova moratoria di ABI sui prestiti

Alla moratoria proposta da Assofin, ha fatto seguito un’iniziativa di ABI che, di concerto con le Associazioni dei consumatori, il 23 aprile ha lanciato la sospensione delle rate dei finanziamenti a rimborso rateale con una modalità molto simile.

Secondo quanto dichiarato nel comunicato stampa dell'Associazione Bancaria Italiana, gli ambiti di intervento dell’Accordo riguardano:

  • i mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso, erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale. Questi mutui non devono rientrare nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o, pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale, non devono presentare le caratteristiche idonee all’accesso al Fondo Gasparrini;
  • i prestiti non garantiti da garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.

Le sostanziali differenze tra la moratoria di ABI e quella di Assofin riguardano:

  • la durata della sospensione: fino a un massimo di 12 mesi. La precedente moratoria è di massimo 6 mesi, con durate anche inferiori che possono essere concordate tra intermediario e cliente.
  • La modalità della sospensione: riguarda solo la quota capitale, mentre gli interessi devono essere ugualmente corrisposti dal cliente. Nel caso di Assofin, la sospensione dell’intera rata o della sola quota capitale era delegata alla decisione del finanziatore.
  • Le date di decorrenza: per ABI il 31 gennaio è il limite per l’erogazione dei finanziamenti ammissibili alla moratoria e per la regolarità dei pagamenti. Per Assofin il limite di ammissibilità coincide con il lancio della moratoria, quindi il 20 di aprile, mentre per la regolarità dei pagamenti si risale al 21 febbraio.  
  • Le eccezioni: la moratoria ABI esclude dalla sospensione i finanziamenti concessi con la formula della cessione del quinto. Assofin copre, a determinate condizioni, anche la cessione del quinto.

Chi ha diritto ad accedere alla moratoria?

Così come per l'intervento di Assofin, anche in questo caso gli eventi che consentono di beneficiare della sospensione del finanziamento sono:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto;
  • la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;
  • la morte o la soppraggiunta non autosufficienza;
  • la riduzione di un terzo del fatturato per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi, causata dal diffondersi della pandemia.

Qual è la moratoria migliore?

Come riporta il comunicato diffuso da Assofin, “è piena facoltà degli operatori adottare l’una, l’altra, o entrambe le moratorie, a seconda delle proprie politiche nella gestione dei rapporti con la clientela e delle proprie peculiarità operative”. 

Entrambe le disposizioni di sospensione sono valide, seppure complementari e come visto, con alcune caratteristiche differenti: sta agli intermediari avvalersi dell’una o dell’altra e motivare la scelta, anche perché l’adesione alla moratoria e le informazioni pertinenti andranno comunque notificate alla Banca d’Italia, pure nel caso in cui si scegliesse di aderire all’iniziativa di Assofin.

Infine, per quanto rimanga la libertà da parte di banche e intermediari finanziari di aderire alla moratoria, l’invito della Banca d’Italia è “pubblicizzare, attraverso ogni strumento d’informazione disponibile, le soluzioni adottate per gestire l’emergenza”.

A cura di: Paola Campanelli

Parole chiave

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