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Più ossigeno alle imprese con l'allungamento e la sospensione dei prestiti

Pubblicato il 20/03/2020

Più ossigeno alle imprese in un periodo davvero critico per l’Italia, afflitta dalla diffusione dell’epidemia del Coronavirus che sta creando danni rilevanti all’intera economia, oltre ai disagi al sistema sanitario nazionale. Non sono poche, infatti, le micro, le piccole e le medie imprese che hanno dovuto interrompere o ridurre il proprio carico di lavoro.

Da qui l’estensione della misura "Imprese in ripresa 2.0" ai finanziamenti in essere al 31 gennaio in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica. Questo provvedimento consente di sospendere fino ad un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e allungarne la scadenza.

Alle nuove moratorie sottoscritte dall’ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno aderito le banche - si legge in una nota dell’Associazione Bancaria Italiana - che già rappresentano il 90% in termini di totale dell’attivo, con una presenza in tutte le parti d’Italia. Arriva, dunque, un lieve sospiro di sollievo da parte delle piccole e medie imprese.

Cosa prevedono le nuove moratorie

L’Associazione Bancaria Italiana ha inoltre già informato i cittadini che l’Addendum all’Accordo per il Credito 2019, pubblicato lo scorso 7 marzo, è operativo. Nei giorni scorsi, infatti, l’Abi ha spedito ai propri associati la lettera circolare per dare informazioni per la piena operatività delle moratorie. 

Ma cosa prevedono precisamente le nuove moratorie? Ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 viene data l’opportunità di chiedere la sospensione o l’allungamento. "La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica COVID-19. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento", spiega l’Associazione Bancaria Italiana. 

Il discorso cambia per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione: in questi casi, infatti, il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni. 

Cosa possono fare le banche

Nell’intesa firmata da ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese c’è scritto che gli istituti bancari possono anche applicare misure più favorevoli per le imprese rispetto a quelle già previste nell’accordo stesso. Inoltre viene richiesta la massima tempestività nella risposta e procedure di istruttoria più veloci. Viene, dunque, reclamata la riduzione significativa dei termini generali previsti e viene chiesto che, ove possibile, vengano offerte condizioni migliorative rispetto a quelle previste esplicitamente dall’accordo al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti. Non cambiano le altre condizioni già previste dall’accordo.

Nell’Addendum, ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiedono, inoltre, di "ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI e misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito. Al fine di favorire la realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti, l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le misure di tolleranza (cosiddetto forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale".

Nell’accordo viene dunque chiesto a gran voce di ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI, aumentando la quota garantita per le linee di credito a breve, "in considerazione delle possibili tensioni sul fronte della liquidità delle imprese, e per creare le condizioni per facilitare un allungamento delle scadenze dei finanziamenti garantiti, il tutto con riferimento alle operazioni oggetto di moratoria connesse agli effetti del diffondersi del Coronavirus".

A cura di: Tiziana Casciaro

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