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Cessione del quinto e prestiti, più flessibilità dall'Europa

Pubblicato il 06/05/2020

Dalla cessione del quinto, ai prestiti per famiglie e Pmi. Dall’Europa arriva uno scivolo al credito per rendere più facile e veloce il sostegno bancario alla luce della "situazione eccezionale" causata dalla pandemia. La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure che riguarda le banche anticipando, di fatto, l’entrata in vigore di alcune norme che prevedono di ridurre i requisiti di capitale richiesti agli istituti di credito in caso di prestiti alle Pmi, alle famiglie sotto forma di cessione del quinto dello stipendio, e nel caso di investimenti in infrastrutture. Inoltre, i prestiti con garanzia pubblica non saranno classificati Npl. 

Maggiori prestiti per 1800 miliardi

La Commissione presenterà una comunicazione interpretativa per il settore bancario. In dettaglio, la Vigilanza bancaria della Banca Centrale Europea ha deciso "un trattamento prudenziale più flessibile dei prestiti garantiti da misure pubbliche", e attivato misure che libereranno 120 miliardi di euro di capitale aggiuntivo, in grado di gettare le basi per ulteriori 1.800 miliardi di nuovi prestiti. «È cruciale che le banche facciano pieno uso della flessibilità esistente per continuare a dare credito all’economia», ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in audizione alla commissione Problemi economici del Parlamento Ue.  La Commissione proporrà «modifiche legislative mirate ad aspetti specifici del quadro prudenziale - ha detto - per sbloccare la capacità di prestito all’economia reale», che comprendono, ad esempio, «misure transitorie che consentano alle banche di mitigare l’impatto delle predite attese sul loro capitale in base al principio contabile Ifrs 9». 

Le aree di flessibilità 

Le nuove norme riguardando tre aspetti principali: in particolare, saranno più flessibili le regole su come le banche valutano il rischio che un debitore possa non ripagare il prestito in una situazione di crisi come la pandemia, e le ricadute che questo ha sul capitale che le banche devono accantonare per coprire le perdite. Una flessibilità che coinvolge anche le regole prudenziali sulla classificazione degli Npl, laddove sono state fornite da Stati o banche misure speciali come schemi di moratoria o garanzie. Il terzo elemento riguarda, invece, il trattamento contabile dei ritardi dei pagamenti dei prestiti: la comunicazione chiarisce che l'applicazione delle misure concesse a famiglie o aziende per coprire esigenze di liquidità, come ritardi di pagamenti, non devono automaticamente portare a trattamenti contabili più duri di quei prestiti. Il meccanismo, che prende il nome di Ifrs 9, obbliga gli istituti a mettere a bilancio una parte degli accantonamenti già all’inizio del prestito per poi incrementarli nel tempo all’aumentare della rischiosità del prestito, una probabilità che per diverse imprese aumenta per effetto della pandemia. 

Valutazioni quantitative e qualitative

In sostanza, dunque, sul fronte dei prestiti le banche sono invitate a una valutazione non solo quantitativa, ma anche qualitativa che va calata nella temporanea realtà di un momento emergenziale. Al fine di aiutare i cittadini e le imprese a superare le perturbazioni causate dalla pandemia di Coronavirus, gli Stati membri hanno introdotto misure temporanee che generalmente consentono ai mutuatari individuali e alle imprese di differire il rimborso dei loro prestiti per un periodo di tempo limitato (ad esempio tre o sei mesi ). Questa opzione è disponibile per i prestiti al consumo e alle imprese, compresi i mutui. Queste moratorie [ad es. una sospensione dei rimborsi] rappresentano uno strumento efficace per affrontare le difficoltà di liquidità a breve termine. La comunicazione interpretativa chiarisce il trattamento più flessibile di tali moratorie al fine di garantire condizioni di parità in tutta l'Ue in modo che le famiglie, le imprese e le banche beneficino di maggiori possibilità e di un'armonizzazione.

A cura di: Sofia Fraschini

Parole chiave

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