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Dieselgate: a qualcosa è servito, le emissioni sono calate

02/10/2019

Dieselgate: a qualcosa è servito, le emissioni sono calate

Le pressioni delle associazioni ambientali e la crescente disaffezione degli automobilisti per le auto a gasolio, dopo l’esplosione del ‘dieselgate’ nel 2015, stanno raccogliendo i loro frutti. Lo annuncia Altroconsumo che, a quattro anni dallo scandalo Dieselgate, ha effettuato alcuni test sulle emissioni di inquinanti e CO2 delle automobili. Oggi, rispetto alle indagini condotte due anni fa, l’Associazione dei consumatori riferisce infatti come “i produttori abbiano subito una sorta di ‘effetto dieselgate’: le emissioni di inquinanti dei motori diesel infatti sono diminuite molto, proprio per consentire alle auto che hanno questo tipo di motore di superare le più stringenti prove di omologazione”. Il ‘dieselgate’ esplose quando l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale aveva denunciato il gruppo Volkswagen per aver ingannato i suoi clienti, vendendo auto che emettevano più ossido di azoto (NOx) di quanto dichiarato e aggirando le normative ambientali sulle emissioni dei diesel.

Oggi un buon motore diesel inquina meno di uno a benzina

Alla luce dei più recenti test, invece, siamo arrivati a un paradosso: “la situazione tra diesel e benzina - secondo Altroconsumo - è quindi risultata quasi ribaltata: oggi un buon motore diesel inquina meno di un equivalente a benzina”. Problema diverso, ma sempre ‘inquinante’, lo presentano le vetture ibride che sono risultate migliori solo se usate in città, mentre sui percorsi extraurbani inquinano quanto un’auto a benzina visto che l’apporto del motore elettrico diventa trascurabile.

Perché le auto elettriche “inquinano”

Quando parliamo di auto elettriche, le cui emissioni sono pari a zero (solo sulla carta), dobbiamo fare riferimento anche all’inquinamento legato alla produzione dell’elettricità che le alimenta: “se arriva da combustibili fossili – sottolinea Altroconsumo, a questo proposito - non vi è un vantaggio per l’ambiente”. Nel nostro Paese, la produzione di elettricità è frutto di un mix energetico di fonti rinnovabili e fossili per cui le migliori vetture elettriche comportano emissioni di CO2 al di sotto dei 50 g/km, inferiori a quelle delle vetture tradizionali. Su questo punto è giunta l’ultima analisi dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), da cui emergono due rilevanti informazioni. La prima riguarda che nel secondo trimestre del 2019 la stima tendenziale delle emissioni dei gas serra prevede un incremento dello 0,8% annuo a fronte di una diminuzione del Pil pari a -0,1%. Questo divergenza non è molto confortante per l’ambiente perché, spiegano dall’istituto, l’incremento previsto è principalmente dovuto alla crescita dei consumi di combustibili per la produzione di energia elettrica (+4,4%), dovuta prevalentemente alla riduzione della produzione dai fronti idroelettrico ed eolico. Il secondo rilievo è che “risultano in decremento i consumi – e quindi le emissioni – di carburanti nel settore trasporti (-0,8%) e di gas naturale nel settore del riscaldamento domestico”.

Nuovo standard Euro 6D Temp

Altroconsumo, che ha condotto i test assieme alle principali organizzazioni europee di consumatori e ad Adac (uno dei maggiori automobil-club europei), ricorda come lo scandalo abbia portato alla luce l’inadeguatezza dei sistemi di controllo delle emissioni, che sono risultati aggirabili dalle case automobilistiche: da allora gli standard di omologazione sono cambiati e proprio da poche settimane è entrato in vigore lo standard Euro 6D Temp che non solo fissa limiti di emissioni, ma rende anche più stringente ed efficace il modo in cui queste emissioni vengono misurate.

Bando dunque alla demonizzazione del diesel: è dunque giunto il momento per ripensare al nostro mezzo di trasporto preferito, l’auto, anche alla luce dei risultati conseguiti dai test di Altroconsumo. Chi intendesse accedere a un prestito per acquistare la nuova vettura, diesel o benzina che sia, può consultare PrestitiOnline.it, dove può comparare le varie offerte delle banche e istituti finanziari convenzionati, disegnare un finanziamento su misura e anche sottoscriverlo. Anche per cogliere l’attimo favorevole, come descritto dalla notizia dal titolo “Tassi dei prestiti in calo: le famiglie ne approfittano”.

A cura di Fernando Mancini
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