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Auto: servono incentivi per sostenere la manutenzione

Non tutti gli italiani possono beneficiare degli incentivi per acquistare una nuova auto a causa di problemi economici. Per questo le officine chiedono bonus per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. Ne trarrebbero beneficio anche l’ambiente e la sicurezza della circolazione.

Pubblicato il 10/10/2020

Il mercato delle autoriparazioni è in grave sofferenza a causa del coronavirus e chiede di essere aiutato con incentivi, in sintonia con quanto deciso dal Governo con l’Ecobonus. Gli effetti della pandemia nel settore sono stati pesanti. Per fare solo un esempio, la spesa per le revisioni nel primo semestre è crollata del 21,2% annuo a 397,4 milioni di euro, considerando che – per effetto del Dl Semplificazioni – le scadenze per le revisioni sono state scaglionate al 28 febbraio del prossimo anno. Tra gennaio e giugno, infatti, gli automobilisti hanno fatto revisionare poco meno di 6 milioni di vetture, contro le 7,5 milioni del 2019.

Bonus destinato a chi non può permettersi un’auto nuova

Ma è anche una gran parte della spesa destinata alla manutenzione ordinaria dell’auto che è mancata in questa prima parte dell’anno, con le famiglie che hanno cercato di posticipare il più possibile una voce in uscita differibile in un periodo di crisi come quello attuale. E molti dei migliaia di operatori del settore, a loro volta, sono entrati in crisi. E l’Osservatorio Autopromotec lancia un appello alle istituzioni a tutti i livelli: serve un bonus per la manutenzione e la riparazione delle autovetture, destinato a chi non può permettersi l’acquisto di un’auto nuova. Ne trarrebbero beneficio anche l’ambiente e la sicurezza della circolazione.

Un aiuto all’ambiente passa anche dalle officine

Questa misura, favorendo l’efficienza di un’auto, darebbe un importante impulso alla sicurezza stradale e allo stesso tempo sarebbe nella direzione della sostenibilità ambientale. Per questo non si può fare a meno di sostenere anche la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli, per più di un motivo. In primis, in un periodo di crisi come l’attuale, ci sono molte famiglie che, anche in presenza di incentivi, non possono sostituire il proprio veicolo e non per scelta, ma per necessità economiche. C’è poi da considerare anche che il parco circolante è di quasi 40 milioni di unità e che il rinnovo riguarderà comunque una minima percentuale.

Gli interventi per la micro-mobilità toccano solo le città

Sono sicuramente positivi gli interventi a sostegno della micro-mobilità, che vanno nella direzione di offrire all’utenza delle grandi città una soluzione ecologica ed economica alle necessità di spostamento. Tuttavia, fanno notare in Autopromotec, risulta evidente come queste soluzioni mal si adattino ai bisogni di chi non vive in città, o che deve comunque utilizzare necessariamente un’autovettura come mezzo di spostamento. In questi casi, che riguardano la maggior parte dei cittadini, occorre trovare soluzioni diverse che si orientino a rendere il più economico possibile il mantenimento in efficienza del proprio veicolo.

Un sostegno ai lavoratori del settore

Secondo gli osservatori appare quindi urgente un intervento mirato da parte del Governo per sostenere la spesa dei privati nella manutenzione e nella riparazione dell’auto, così da prevenire le conseguenze negative dell’invecchiamento del parco circolante. Tale provvedimento sarebbe utile anche per sostenere le centinaia di migliaia di lavoratori impegnati nel settore dell’assistenza agli autoveicoli. Un settore, questo, che tra l’altro fornisce un notevole apporto all’economia nazionale, oltre a rappresentare un patrimonio per l’intera comunità.

Autopromotec propone la forma della detrazione fiscale

Venendo all’entità del bonus, l’Osservatorio Autopromotec propone l’inserimento delle spese di manutenzione e riparazione dell’autovettura a uso privato tra quelle detraibili nella dichiarazione dei redditi 2022. L’agevolazione verrebbe riconosciuta in riferimento al periodo di imposta 2021 per una somma pari al 50% dell’esborso sostenuto per manutenere e/o riparare il veicolo e per un ammontare non superiore a 500 euro per ciascun veicolo nel limite delle risorse disponibili, a fronte di apposita documentazione fiscalmente valida (fattura o ricevuta fiscale) e con pagamento avvenuto con modalità tracciabili (POS, bonifico bancario, ecc.). Tale misura consentirebbe anche di limitare fortemente il fenomeno dell’evasione fiscale, che danneggia la maggioranza delle aziende, che sono sane e in regola.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

officine manutenzione incentivi crisi

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