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Quanto si può ottenere con la cessione del quinto

Con un prestito di cessione del quinto il traguardo del Quinto massimo e il limite di 30.000 euro di un tradizionale prestito sono superabili. In particolare le solide garanzie necessarie consentono di ottenere cifre più alte, mentre è possibile ricorrere al rinnovo o al prestito delega.

Con la cessione del quinto si può ottenere più del previsto ricorrendo al rinnovo

La Cessione dei Quinto è una forma di finanziamento che ha delle caratteristiche grazie alle quali è possibile ottenere cifre più elevate rispetto al prestito personale tradizionale, perché presenta un profilo di rischio inferiore rispetto a quest’ultimo per la banca o la finanziaria erogante.

Questo è la diretta conseguenza di due fattori. Il primo è rappresentato dall’obbligo della trattenuta alla fonte a carico del datore di lavoro, previsto espressamente dal Decreto Legislativo n° 180 del 1952, che elimina il rischio di rate impagate dal richiedente il prestito, mentre il secondo fattore è quello per il quale l’accessibilità a questa forma di prestito è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti o ai pensionati, quindi a percettori di redditi stabili e costanti.

La presenza di queste condizioni consente agli istituti finanziatori di superare il limite del massimo erogabile di 30.000 euro, previsto per la maggior parte dei prestiti personali presenti sul mercato; infine la possibilità di procedere su durate che arrivano fino ad un massimo di 10 anni fornisce al potenziale cliente l’opportunità concreta di avere l’accesso ad importi considerevoli.

I fattori che influiscono sull’importo del prestito

Se si elimina il rischio delle rate impagate a carico del richiedente, le garanzie del buon fine del prestito ricadono così sul datore di lavoro. La conseguenza pratica di questa regola è che maggiore è l’affidabilità del datore di lavoro, minore è il rischio e quindi minore il costo del danaro praticato.

Ecco spiegato il motivo per cui i dipendenti diretti dello Stato, degli Enti Locali ed i Pensionati hanno la concreta possibilità di accedere a proposte con cifre elevate a fronte di tassi molto contenuti, in virtù del fatto che il loro datore di lavoro ha le massime garanzie di affidabilità sotto il profilo del pagamento delle rate.

Il TFR e la valutazione dell’azienda

Stabilito il principio per cui maggiore è l’affidabilità del datore di lavoro minore è il rischio, come lo si applica ai dipendenti privati? Il problema di questi ultimi è rappresentato dal fatto che il datore di lavoro è un’impresa e in quanto tale, se mal gestita può fallire, con la ovvia conseguenza della perdita del posto di lavoro e quindi della garanzia fondamentale sul prestito. Questo rischio si traduce in un aumento dei tassi praticati e spiega la differenza di costo in più rispetto ai dipendenti Statali e pubblici.

La presenza di un vincolo sul TFR accantonato e la copertura con un’assicurazione sulla perdita del lavoro, compensano in parte il rischio di rate impagate dovuto alla perdita dell’impiego, ma per poter accedere al credito, l’analisi sull’affidabilità del datore di lavoro è il tassello finale, rappresentando la concreta possibilità di ottenere il finanziamento con la cessione del quinto.

Nel caso di prestiti con cessione del quinto per dipendenti privati quindi, l’accesso al prestito sarà condizionato da più fattori:

  • importo della busta paga che determinerà la rata massima;
  • rating di affidabilità della sua azienda;
  • somma delle quote di TFR accantonate, che viene impiegato come ulteriore garanzia.

All’aumentare di ognuno dei tre fattori indicati, corrisponderà una conseguente crescita della cifra ottenibile.

Come ottenere somme più elevate con la cessione del quinto?

La cifra massima ottenibile nella cessione del quinto incontra il suo limite di erogabilità nella misura della quinta parte della retribuzione netta del dipendente o del pensionato. La legge è chiara al riguardo ed il traguardo del Quinto massimo non è superabile, tuttavia esistono modalità pratiche per ovviare al problema, in particolare la possibilità di procedere con il rinnovo della cessione o con il prestito delega o Delegazione di pagamento. Vediamoli brevemente.

Il RINNOVO è la possibilità di estinguere anticipatamente la cessione esistente con un’altra ex novo, che consente di azzerare il debito precedente e fornire la differenza in liquidità al richiedente.

Attenzione però, perché è possibile procedere solo se si è già pagato almeno il 40% delle rate previste nel piano di ammortamento originario, per una espressa previsione di legge a tutela del consumatore. La procedura di estinzione della vecchia cessione e di accensione della nuova deve avvenire a cura della nuova banca o finanziaria erogante, liberando dall’incombenza della chiusura del vecchio impegno il cliente.

La DELEGA DI PAGAMENTO è una forma di prestito esattamente identica alla cessione del quinto, praticabile mediante una seconda trattenuta sulla busta paga fino ad un massimo pari al 40% della retribuzione netta, che consente di raddoppiare la somma ottenibile (spesso viene infatti definita doppio quinto) ma con caratteristiche di applicazione differenti.

Se la cessione del quinto è un obbligo a carico dell’amministrazione o dell’azienda, la delega di pagamento è ottenibile solo se il datore di lavoro acconsente all’operazione, essendo infatti possibile da parte dello stesso rifiutarsi di procedere. Attenzione: può essere concesso solo ai dipendenti in quanto l’INPS non autorizza mai la seconda trattenuta sulla pensione.

Ultimo aggiornamento giugno 2021

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