Quanto si può ottenere con la cessione del quinto?
Con la cessione del quinto, su PrestitiOnline.it è possibile richiedere importi fino a 60.000 €. La somma effettivamente ottenibile dipende soprattutto dalla quota cedibile (pari a un quinto dello stipendio o della pensione), dalla durata del finanziamento (fino a 10 anni) e dal costo complessivo indicato nel TAEG.
La Cessione dei Quinto è una forma di finanziamento che ha delle caratteristiche grazie alle quali è possibile ottenere cifre più elevate rispetto al prestito personale tradizionale, perché presenta un profilo di rischio inferiore rispetto a quest’ultimo per la banca o la finanziaria erogante.
Questo è la diretta conseguenza di due fattori. Il primo è rappresentato dall’obbligo della trattenuta alla fonte a carico del datore di lavoro, previsto espressamente dal Decreto Legislativo n° 180 del 1952, che elimina il rischio di rate impagate dal richiedente il prestito, mentre il secondo fattore è quello per il quale l’accessibilità a questa forma di prestito è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti o ai pensionati, quindi a percettori di redditi stabili e costanti.
La presenza di queste condizioni consente agli istituti finanziatori di superare il limite del massimo erogabile di 30.000 euro, previsto per la maggior parte dei prestiti personali presenti sul mercato; infine la possibilità di procedere su durate che arrivano fino ad un massimo di 10 anni fornisce al potenziale cliente l’opportunità concreta di avere l’accesso ad importi considerevoli.
Da cosa dipende l’importo che puoi ottenere?
La cessione del quinto è un finanziamento rimborsato tramite trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino pensione. Per questo l’importo si costruisce “a ritroso” partendo dalla rata massima consentita.
Quota cedibile: perché la rata è il punto di partenza
La rata della cessione del quinto non può superare un quinto (20%) del netto mensile. Questa regola rende la rata più prevedibile, ma definisce anche il perimetro dell’importo ottenibile.
La quota cedibile dipende dal reddito netto e da eventuali trattenute già presenti. La valutazione concreta viene effettuata sulla documentazione e sulle regole applicate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.
Durata: fino a 10 anni cambia l’importo finanziabile
La durata può arrivare fino a 10 anni. A parità di rata, una durata più lunga consente in genere di finanziare un importo più elevato, perché il rimborso è distribuito su più mesi.
La durata va scelta in base all’obiettivo. Una durata più lunga può rendere la rata compatibile con il quinto, ma può aumentare il costo totale.
Tassi, TAEG e costi: cosa incide sull’importo
L’importo “ottenibile” non va confuso con la rata. L’importo dipende anche dal costo del credito, che si legge nel TAEG. Il TAEG include interessi e principali spese.
Nella cessione del quinto possono essere presenti costi legati a:
- gestione della pratica;
- eventuali commissioni;
- polizze assicurative richieste dalla tipologia di prodotto, soprattutto per i lavoratori dipendenti.
A parità di rata e durata, condizioni economiche più favorevoli tendono a consentire un importo finanziabile più alto.
Come stimare l’importo in modo semplice
Se vuoi una stima ragionata, il percorso corretto è partire dalla rata massima e poi capire quale importo è coerente con durata e condizioni.
Step 1: individua il netto di riferimento
Usa lo stipendio netto o la pensione netta su cui avverrà la trattenuta. La cessione del quinto si aggancia a quel valore.
Step 2: calcola la quota cedibile
La quota cedibile è, in linea generale, pari a 1/5 del netto. Quella è la rata massima teorica della cessione del quinto.
Step 3: scegli una durata coerente
Scegli una durata che ti permetta di ottenere la somma necessaria restando nel quinto. Considera che la durata massima è 10 anni.
Step 4: confronta i preventivi sul TAEG
Per capire “quanto ottieni davvero”, guarda il TAEG e le principali voci di costo. Il confronto sul TAEG rende più facile valutare soluzioni diverse a parità di durata e rata.
Cosa cambia tra dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati?
La meccanica di base è la stessa: rata trattenuta alla fonte e limite del quinto. Cambiano però alcuni elementi che influenzano valutazione e possibilità di aumentare l’importo.
Dipendenti privati: ruolo di TFR e valutazione dell’azienda
Nel caso di prestiti con cessione del quinto per dipendenti privati, oltre al reddito contano:
- TFR accantonato, perché rappresenta una componente rilevante nella struttura della cessione del quinto;
- valutazione dell’azienda e stabilità del rapporto di lavoro, che possono influire sulle condizioni applicate.
Dipendenti pubblici: trattenuta e regole dell’ente
Nei rapporti con enti pubblici la trattenuta segue procedure consolidate. Anche qui l’importo dipende da quota cedibile, durata e condizioni economiche.
Pensionati: trattenuta su pensione e vincoli specifici
Per i pensionati il rimborso avviene tramite trattenuta sul cedolino pensione. L’importo dipende sempre dal quinto, dalla durata e dal costo complessivo. Alcune opzioni, come la delega di pagamento, non sono applicabili alle pensioni.
Per approfondire, leggi l'articolo: Cessione del quinto per pensionati: come funziona, requisiti e opzioni.
Come ottenere somme più elevate con la cessione del quinto?
Quando l’obiettivo è aumentare l’importo disponibile, le due leve principali sono rinnovo e, per alcuni dipendenti, delega di pagamento.
Rinnovo della cessione del quinto: quando è possibile
Il rinnovo significa sostituire la cessione in corso con una nuova operazione. In generale, il rinnovo è possibile quando è stata rimborsata una parte significativa del piano.
Un riferimento operativo diffuso è che si possa rinnovare dopo aver pagato almeno il 40% delle rate. Il rinnovo richiede valutazioni e il ricalcolo dell’operazione, perché va considerata l’estinzione del finanziamento precedente.
Delega di pagamento (doppio quinto): quando aumenta l’importo
La delega di pagamento è un secondo finanziamento rimborsato con trattenuta, che si aggiunge alla cessione del quinto. In presenza di delega, la trattenuta complessiva può arrivare fino al 40% della retribuzione netta (cessione + delega).
La delega non è automatica. La delega richiede che il datore di lavoro la consenta e che sussistano le condizioni per sostenerla.
Nota importante: l’INPS non autorizza la delega di pagamento sulle pensioni.