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SIC - Sistemi di informazioni Creditizie

Aggiornato il 28/10/2019

I SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) sono banche dati private che raccolgono e scambiano informazioni con gli operatori creditizi sui rapporti di credito che soggetti privati e aziende hanno con gli operatori stessi, con il fine principale di fornire una approfondita base di valutazione sull’affidabilità creditizia di chi richiede un finanziamento.

Per tale motivo i SIC vengono spesso anche definiti impropriamente Centrali Rischi, richiamando il nome del sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia, che costituisce la più grande banca dati pubblica. Tra i SIC più noti vi sono Crif, Cerved, CTC ed Experian.

I SIC raccolgono informazioni sempre aggiornate sulle richieste e le erogazioni di finanziamento dei singoli clienti del sistema creditizio, comprese eventuali irregolarità di pagamento nelle rate del finanziamento. In questo modo gli operatori del credito possono gestire in maniera più precisa e personalizzata le proprie politiche di credito, differenziandole per cliente e migliorando le condizioni e la qualità complessiva del credito concesso, rafforzando così anche la stabilità finanziaria del sistema creditizio nel suo complesso. 

Banche e società finanziarie possono in tal modo svolgere un’istruttoria di credito più dettagliata e sicura, valutare se concedere un finanziamento e a quali condizioni. Il sistema premia così la clientela meritevole e affidabile, che può ottenere il finanziamento richiesto più rapidamente, a migliori condizioni e spesso senza necessità di garanzie aggiuntive.

La quasi totalità delle informazioni riguarda finanziamenti che vengono regolarmente rimborsati, quindi essere inseriti in una banca dati SIC non comporta essere qualificati come cattivi pagatori. Va però tenuto presente che, se un soggetto ha dei finanziamenti già in essere, gli istituti di credito terranno conto della sua situazione debitoria e del suo reddito qualora egli dovesse richiedere un ulteriore finanziamento, anche di forma, importo e durata diversi, e se la sua esposizione debitoria totale dovesse essere valutata eccessiva il finanziamento potrebbe non essere approvato oppure concesso ma per importo e/o costi diversi.

I dati positivi, ovvero su richieste, erogazioni e pagamenti regolari di finanziamenti, possono essere tenuti in memoria per 36 mesi dalla data di fine del rapporto di credito o di scadenza del contratto. I dati negativi, relativi ai mancati o ritardati pagamenti, hanno tempi diversi di conservazione:

  • Un mese per la richiesta di finanziamento rifiutata dall’istituto o abbandonata dal cliente
  • Fino a 6 mesi per la richiesta di finanziamento in attesa di esito istruttoria
  • 12 mesi: morosità poi sanate di due rate o due mesi, dalla data di regolarizzazione
  • 24 mesi: morosità maggiori poi sanate, sempre dalla data di regolarizzazione
  • 36 mesi: morosità o altri gravi inadempimenti non sanati: dalla data di scadenza del contratto o dell’ultimo aggiornamento in caso di accordi o altri eventi legati al rimborso
  • 36 mesi: rapporti creditizi regolari, se nello storico del soggetto figurano altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati.

È possibile richiedere alle singole banche dati se si è iscritti in esse e quali dati risultano tramite la visura, procedura del tutto gratuita. E’ bene quindi diffidare di operatori e intermediari che offrono l’accesso o addirittura la cancellazione dei dati dietro compenso.

 

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