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Prestiti: quali previsioni a fine moratoria?

Sul totale dei finanziamenti accesi dalle famiglie che hanno ottenuto la sospensione il 37,6% è riferito ai mutui immobiliari, il 18,6 ai mutui di liquidità e il 19,1 ai prestiti personali. CRIF stima che con la fine della moratoria i default torneranno a crescere.

Pubblicato il 28/06/2021
Analisi mercato del credito e conseguenze della fine della moratoria sui prestiti

La posticipazione al 31 dicembre 2021 (Decreto Sostegni bis) della moratoria (istituita col Decreto Cura Italia) contribuisce a dare una mano importante alle famiglie e alle imprese italiane nel pagamento delle rate.

Tuttavia, con l’esaurirsi del provvedimento e senza una solida ripresa, è da mettere già in conto un rialzo del tasso di default. Lo stima Antonio Deledda, direttore credit bureau solutions di CRIF, secondo cui malgrado la progressiva ripresa dell’economia, che nei prossimi mesi beneficerà anche dei fondi in arrivo da Bruxelles, dobbiamo attenderci un peggioramento della rischiosità del credito una volta che cesseranno gli effetti della moratoria e le misure di sostegno ai redditi.

In netto calo la rischiosità delle famiglie

In assenza di uno scenario congiunturale positivo e permanente, per quanto riguarda i mutui alle famiglie nel 2022 il default – precisa Deledda - si dovrebbe assestare attorno all’1,8% contro il 2,5% del credito al consumo.

Come emerge dall’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, il tasso di default a 90 giorni del credito alle famiglie considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) ha segnato un ulteriore calo, dall’1,4% di fine 2020 all’1,2% di marzo 2021. Il tasso di default del credito al consumo è passato dall’1,9% di settembre 2020 all’1,8% di dicembre, per scendere fino all’1,6% del primo trimestre 2021. Per i mutui immobiliari, il tasso di default è sceso dall’1,4% di settembre all’1,3% di fine anno, per attestarsi all’1,2% a marzo.

CRIF, il 2,6% dei contratti risulta sospeso

Su questa dinamica ha certamente inciso anche la moratoria, che ha consentito di mitigare parzialmente gli effetti della pandemia sui bilanci delle famiglie: stando ai dati CRIF, il 2,6% dei contratti rateali risulta essere stato sospeso. Nel dettaglio, il 4,6% dei mutui immobiliari ha beneficiato della moratoria contro il 9,7% dei prestiti di liquidità e il 7,2% dei contratti di leasing.

Più contenuta l’incidenza per i prestiti personali (pari all’1,9% del totale) e per i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (0,9%). Nel complesso, sul totale dei finanziamenti accesi dalle famiglie che hanno ottenuto la sospensione delle rate, il 37,6% è rappresentato da mutui immobiliari, contro il 18,6% dei mutui di liquidità e il 19,1% dei prestiti personali.

Le famiglie lombarde in prima fila nell’usufruire della moratoria

Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 673 euro, mentre il debito residuo in carico alle famiglie in relazione ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è di 54.513 euro.

Per quanto riguarda l’applicazione della moratoria sui finanziamenti alle famiglie a livello regionale, il 20% dei contratti sospesi si concentra in Lombardia, che precede il Lazio (10,3% del totale), l’Emilia-Romagna (8,9%) e la Toscana (8,6%). Rispetto a una media nazionale del 2,6%, la regione in cui risulta più elevata la quota di contratti per i quali i consumatori hanno ottenuto la sospensione delle rate risulta la Valle d’Aosta, con una quota del 3,6% dei contratti attivi, che precede le Marche (3,4%) e l’Abruzzo (3,3%).

19,1% i prestiti alle imprese oggetto di sospensione delle rate

Tra le imprese che hanno usufruito della moratoria, la dinamica rilevata da CRIF segnala che il 19,1% dei finanziamenti ricevuti ha beneficiato della sospensione, con ampie differenze però rispetto al tipo di società. Nello specifico, quasi 3/4 dei contratti che hanno ottenuto la sospensione delle rate è riferito a società di capitali, contro una quota del 23,2% delle società di persone e dell’1,7% per le ditte individuali. Un altro rilevante dato riguarda l’importo medio della rata mensile sospesa e il debito residuo, pari rispettivamente a 2.530 e a 123.206 euro.

Dall’analisi emerge che il 41,2% delle sospensioni delle rate ottenute dalle imprese si riferisce a mutui immobiliari (che per altro vedono la sospensione delle rate applicata a più del 21% dei contratti) contro una incidenza del 21,7% dei mutui di liquidità e del 20,4% dei contratti di leasing. Nel dettaglio, per i mutui immobiliari per i quali è applicata la moratoria la rata media mensile è risultata di 3.412 euro, mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 330.522 euro.

A cura di: Fernando Mancini

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