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Prestiti a famiglie e imprese col segno più a giugno

Pubblicato il 24/07/2020

Più prestiti alle famiglie e alle imprese nel mese di giugno. L’aumento è pari al 2,8% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), che nel mese di maggio aveva già evidenziato una crescita dell’1,6%.

Un dato che viene fuori anche dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, riguardanti i finanziamenti alle famiglie e alle imprese. Il calcolo è stato fatto includendo i prestiti cartolarizzati.

Nel mese di maggio 2020 - si legge nel rapporto targato Abi - i prestiti alle imprese registrano una crescita dell’1,9% su base annua. Segno più anche per i prestiti alle famiglie: l’aumento, in questo caso, è pari all’1,3%.

I tassi di interesse sui prestiti

I tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento sono rimasti molto bassi anche nel mese di giugno. Palazzo Altieri fa sapere che a giugno 2020:

  • il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,37% (2,40% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007)
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,26% (1,33% a maggio 2020, 5,72% a fine 2007)
  •  il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,28% (1,21% il mese precedente; 5,48% a fine 2007)

Qualità del credito

Dal rapporto mensile redatto dall’Associazione Bancaria italiana risulta che le sofferenze nette, ossia al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a maggio 2020 sono 26,2 miliardi di euro. Si registra, dunque, un calo rispetto ai 32,6 miliardi di maggio 2019 (-6,4 miliardi pari a -19,5%). Ancor più evidente il calo rispetto ai 50,8 miliardi di maggio 2018 (-24,6 miliardi pari a -48,4%).

E se paragonate al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto nel mese di novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 62 miliardi. Si stima, dunque, un -70,5%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali - fa sapere l’Abi - è dell’1,51% a maggio 2020. Risultava pari all’1,87% a maggio 2019, al 2,93% a maggio 2018 e al 4,89% a novembre 2015.

Crescono i depositi

A crescere in Italia sono i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine). A giugno 2020 l’aumento è di oltre 93 miliardi di euro rispetto ad un anno prima. Un dato già emerso nel rapporto di aprile scorso.

L’Abi rileva una variazione pari a +6,1% su base annuale, mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 9 miliardi di euro in valore assoluto. La discesa è pari a -3,9%. La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta - si legge nel rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana - in crescita del +4,7% a giugno 2020.

Nel rapporto mensile di giugno 2020 l’Abi dà spazio anche al tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela: somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie.

Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela è in Italia lo 0,56%, (0,55% nel mese precedente) ad effetto:

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,35% (0,35% anche nel mese precedente);
  • del tasso sui PCT, che si colloca a 1,10% (1,21% il mese precedente);
  • del rendimento delle obbligazioni in essere, 2,15% (2,11% a maggio 2020)

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie - conclude Abi nel suo rapporto - permane in Italia su livelli particolarmente infimi. A giugno 2020 risulta di 181 punti base. Erano 184 punti base nel mese precedente. Riscontrato, dunque, un marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

A cura di: Tiziana Casciaro

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