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Fine della moratoria sui prestiti: cosa si può fare ancora

Si chiude il periodo di sospensione stabilito lo scorso aprile da Assofin per il credito al consumo. Ma ABI rassicura che questo non comporta l’immediata richiesta di pagamenti da parte degli istituti, che avranno autonomia nel valutare di volta in volta il da farsi.

Pubblicato il 21/11/2020

È scaduta la moratoria sul credito al consumo istituita nello scorso aprile. Per 541.000 famiglie è tempo di valutare la ripresa del pagamento delle rate, oppure contrattare con la propria banca un ulteriore periodo di sospensione.

24 miliardi di prestiti sospesi fino a questo momento rischiano di mettere in grave difficoltà le famiglie che nel frattempo non hanno migliorato la loro condizione e, al contrario, continuano a trovarsi in situazioni economiche spesso ancora più pesanti.

Cosa prevedeva la sospensione dei prestiti

Predisposta da Assofin, Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare, la moratoria sui piccoli prestiti prevedeva la facoltà per banche e intermediari del credito di concedere la sospensione delle rate ai clienti trovatisi in difficoltà con il rimborso delle rate in seguito al diffondersi dell’epidemia di coronavirus.

I soggetti che potevano beneficiarne erano coloro che avessero subito la cessazione o sospensione del rapporto di lavoro, come anche la riduzione dell’orario lavorativo. La misura riguardava anche i liberi professionisti e i lavoratori autonomi che avessero registrato un calo del fatturato almeno del 33% rispetto all’anno precedente.

La regola stabiliva che la sospensione della rata potesse avvenire per un periodo massimo di 6 mesi e per finanziamenti di importo superiore a 1.000 euro e durata superiore a 6 mesi.

A discrezione delle banche, la sospensione poteva riguardare la sola quota capitale della rata oppure l’intera rata, interessi inclusi.

Cosa si può fare ancora

La decadenza del periodo di sospensione stabilito lo scorso aprile non significa che le banche non possano decidere caso per caso le misure da intraprendere per ogni differente situazione. È infatti la stessa ABI a rassicurare che la chiusura del periodo di moratoria non comporta l’immediata richiesta di pagamenti da parte degli istituti, che avranno autonomia nel valutare di volta in volta il da farsi.

Quanti sono i prestiti in corso in Italia

Una questione, quella della sospensione delle rate del credito al consumo, che riguarda quasi un italiano su due, ben 41,3% della popolazione pari a 20,7 milioni di persone che hanno un prestito in corso, stipulato per acquistare spesso un elettrodomestico, un’auto o una casa, ma sempre più spesso, in questi ultimi tempi, per richiedere liquidità.

La moratoria sui mutui

La sospensione delle rate del credito al consumo promossa da Assofin e in seguito anche da ABI con una maggiorazione della durata fino a 12 mesi, arriva dopo il provvedimento più importante stabilito dal Decreto Cura Italia: la moratoria dei mutui. Secondo quanto rilevato da Bankitalia, sono state 218.000 le domande di sospensione delle rate di mutuo sulla prima casa, per un importo medio di 94.000 euro.

Se si valuta l’ammontare totale di finanziamenti sospesi, è di 25 miliardi di euro, mentre ABI e Assofin hanno accolto in totale 550.000 domande di sospensione di prestiti e mutui.

A cura di: Paola Campanelli

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