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Carte revolving e opzione, attenzione alle insidie 

Pubblicato il 25/02/2020

Aggiornato il 06/03/2020

Chi attraversa una fase di scarsa liquidità o deve sostenere un acquisto importante e non vuole intaccare i propri risparmi può avvalersi dell'uso di una carta revolving, o carta rateale, con cui il rimborso della cifra spesa non avviene a saldo nel mese successivo, ma viene spalmato nel tempo con rate mensili addebitate sul conto corrente. Sul mercato sono disponibili sia delle carte revolving pure, con cui il rimborso è sempre e comunque rateale, ma anche e soprattutto le cosiddette carte opzione, con cui al momento della transazione si può scegliere tra la modalità di rimborso a saldo – tipico delle normali carte di credito – e quella a rate

Una soluzione comoda, senza dubbio, perché di fatto con la richiesta di una revolving si ottiene una linea di credito dall'istituto che ha emesso la carta, con una somma che si può utilizzare potenzialmente all'infinito: si possono fare acquisti, nei negozi e online, e prelievi fino al raggiungimento del plafond, e lo stesso plafond viene poi reintegrato con il pagamento delle rate mensili, che includono anche gli interessi. Ci sono anche dei prodotti che permettono di personalizzare le rate, fermo restando l'obbligo di corrispondere ogni mese un minimo stabilito, o addirittura di rimborsare l'intera cifra. E se non si usa la carta non si paga nulla. 

Occhio alle insidie

Attenzione però: un uso poco attento della carta revolving - o della carta opzione utilizzata con la modalità di rimborso rateale - può portare a conseguenze poco piacevoli. Innanzitutto, se si fanno diverse transazioni con la carta è possibile perdere di vista la cifra per la quale ci si indebita. E poi, dato che il plafond viene reintegrato man mano che si pagano le rate, si può continuare a prendere soldi a prestito di mese in mese. Se si usa di continuo la carta, non solo per acquisti importanti una tantum ma anche per le esigenze quotidiane, di fatto ci si continua a indebitare potenzialmente all'infinito. Con l'effetto di pagare molto di più di quanto speso, visto che ogni rata include sia una quota capitale sia una quota interessi, e che gli interessi continuano a maturare anche su somme utilizzate di modesta entità.

Peraltro, gli interessi sulle carte revolving e opzione sono piuttosto alti, soprattutto se rapportati con altri tipi di finanziamenti. Secondo i dati di Banca d'Italia, i tassi effettivi globali medi rilevati per il primo trimestre 2020 si attestano al 10,11% per il credito personale, al 9,15% per il credito finalizzato e ben al 16,03% per il credito revolving. Quindi comprare un televisore con un finanziamento chiesto direttamente in negozio può magari essere un po' più macchinoso rispetto al semplice gesto di tirare fuori dal portafoglio la carta per l'acquisto dello stesso apparecchio, ma è sicuramente meno caro. 

A cosa stare attenti

Innanzitutto, è bene scegliere accuratamente la carta, confrontando diversi prodotti e valutandone le condizioni contrattuali e i costi. Il primo costo cui badare è ovviamente il tasso di interesse, indicato con il cosiddetto Tan (Tasso annuo nominale), che serve per determinare la quota di interessi che verrà pagata con la rata. Ma ci sono anche altre spese, come l'imposta di bollo, le spese di istruttoria, di estratto conto, di incasso delle rate, il canone annuo, eventuali coperture assicurative ed eventuali commissioni sui prelievi. Il costo effettivo del finanziamento viene indicato nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Eventuali spese non indicate nel Taeg – per esempio nel caso di alcune spese assicurative – devono essere indicate espressamente nelle condizioni contrattuali.

A cura di: Gaia Giorgio Fedi

Parole chiave

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