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Auto: avvio 2020 in frenata per le immatricolazioni

Pubblicato il 06/02/2020

Partenza al rallentatore nel 2020 per le immatricolazioni di nuove vetture, in un mercato che resta guardingo per diversi fattori. La luce in fondo al tunnel per quanto riguarda l’andamento economico è ancora distante, la demonizzazione del diesel continua a frenare le scelte definitive degli automobilisti, così come i molti dubbi su come sarà il trasporto a quattro ruote del domani. A gennaio, nell’attesa di capire quali sarà l’indirizzo dell’industria produttrice, le immatricolazione di autovetture sono calate del 5,9% annuo, a 155.528 unità rispetto alle 165.271 del gennaio 2019. Il dato è stato reso noto dalla Motorizzazione. 

Gli effetti di fattori negativi su gennaio 

È probabile che sulla performance del primo mese dell’anno abbia inciso anche la corsa all’acquisto vista in dicembre (+12,66% annuo a 140.299). Infatti, secondo il Centro Studi Promotor, “il risultato del mese scorso ha risentito di qualche forzatura fatta a dicembre da alcune case per smaltire stock di vetture che non sarebbe stato possibile vendere a partire da gennaio per la normativa europea anti-inquinamento”. Così come c’è da inquadrare il dato dello scorso gennaio con il fatto che in gennaio c’è stato anche un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese 2019 e questo, in termini di immatricolazioni, secondo la stessa analisi, “vale circa il 4,5%”.  

I concessionari prevedono stabilità nei prossimi mesi

Al netto di tutti questi effetti il risultato del primo mese del 2020 può ritenersi sostanzialmente sugli stessi livelli del gennaio 2019. Dall’inchiesta congiunturale condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor “emerge un lieve peggioramento nei livelli di acquisizione di ordini cui si associa però un altrettanto lieve incremento nei livelli di visitatori nelle show room che potrebbe avere un effetto moderatamente positivo sui dati di febbraio. Per quanto riguarda le attese per i prossimi tre-quattro mesi, il 60% degli operatori interpellati si attende un mercato stabile o in aumento, mentre il 40% è pessimista”. 

Promotor, atteggiamento Governo non favorevole

Il mercato dell’auto ha iniziato il 2020, ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “senza infamia e senza lode, ma dovrà fare i conti con un quadro economico che è bruscamente peggiorato nell’ultimo trimestre del 2019 e con un atteggiamento del Governo che non è certo favorevole all’auto”. L’esperto ha puntato l’indice contro il calo accusato dal Pil che, aggiunge, “getta un’ombra pesante sulle speranze di ripresa dell’economia italiana nel 2020 e, d’altra parte, trova conferma sia nella persistente debolezza dell’attività produttiva che nell’indicatore anticipatore del ciclo economico dell’Istat”. 

Quagliano, la mossa sbagliata sull’auto aziendale

A ciò si aggiunge, ha affermato ancora Quagliano, “che le recenti decisioni del Governo non stanno certo sostenendo la domanda di autovetture in un settore, come quello dell’auto aziendale (noleggio + acquisti da parte di società), che ormai vale quasi il 50% del mercato e in cui la propensione all’acquisto di autoveicoli è stata fortemente penalizzata dalla vicenda della tassazione dell’auto in benefit nella Finanziaria e dal caos che si è creato per il pagamento del bollo”. Tra l’altro, ha sottolineato, “il 2020 dovrebbe essere l’anno in cui comincerà ad affermarsi l’auto elettrica anche in Italia”.  

Per fare decollare l’auto elettrica ci vuole ben altro

“Le case automobilistiche – ha spiegato Quagliano - hanno fatto uno sforzo notevolissimo su questo terreno e hanno presentato o stanno presentando moltissime novità di grande interesse, ma nel nostro Paese nel 2019, nonostante fossero in vigore incentivi specifici, la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni si è fermata allo 0,5% e ciò anche perché gli incentivi in vigore (e che saranno in vigore anche nel 2020) non hanno certo destato un grande interesse dato che lo stanziamento, peraltro modesto, messo a disposizione non è stato neppure utilizzato integralmente. E dunque se vuole davvero sostenere l’auto elettrica ci vuole ben altro”.  

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A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

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