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Arbitro Bancario Finanziario, come funziona la risoluzione alternativa delle controversie

L'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra clienti e banche o intermediari in materia di servizi bancari e finanziari, come per esempio dispute relative a conti correnti, mutui, prestiti, carte di pagamenti, segnalazioni alla Centrale rischi.

Pubblicato il 27/11/2020

Una contestazione su un costo del conto corrente, un rifiuto a rimborsare la cifra relativa a un uso fraudolento della carta di credito, un'illegittima segnalazione alla Centrale rischi: sono tanti i motivi per cui ci si può trovare a dover affrontare una disputa con una banca o un intermediario, che non trova soluzione nei metodi previsti dalla normale dialettica tra istituto e cliente, sui quali non è conveniente adire le vie legali per ragioni di costo e di tempo. In questi casi è però possibile rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario, (Abf), un sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra clienti e banche o intermediari in materia di servizi bancari e finanziari. 

Quando è possibile presentare un ricorso

Si può ricorrere all'Abf nel caso in cui sia sorta una controversia con una banca, un altro intermediario finanziario iscritto negli albi di Banca d'Italia o previsti da normative di settore (società finanziaria, confidi, Istituto di pagamento, Istituto di moneta elettronica – IMEL), Poste italiane per la sola attività di Bancoposta o un intermediario estero che opera in Italia. Prima di fare ricorso, però, è necessario avere già cercato di risolvere il problema, con l'invio di un reclamo scritto all'intermediario, e se l'intermediario non ha risposto entro 60 giorni o il termine più breve previsto dalla legge, oppure se non ha dato una risposta soddisfacente. Il ricorso va inviato entro 12 mesi dal reclamo (altrimenti, se è passato più tempo, occorre prima provare a risolvere il problema con un secondo reclamo. 

Non è possibile inviare il ricorso se ci si è già rivolti a un giudice, a un arbitro o a un organismo di conciliazione, ma lo si può presentare se la procedura di conciliazione non è andata a buon fine. 

È essenziale che l'oggetto della contesa riguardi un servizio relativo alle attività bancarie o finanziarie, per esempio in relazione a conti correnti, mutui, prestiti personali o altri finanziamenti, carte di credito e debito, segnalazioni alla Centrale rischi. E che la cifra richiesta all'intermediario nel ricorso non superi i 200mila euro, anche se non ci sono invece limiti di importo se si chiede soltanto l'accertamento di diritti, obblighi e facoltà (come la mancata cancellazione di un'ipoteca dopo l'estinzione di un mutuo).

Non rientrano nella competenza dell'Abf i servizi con finalità di investimento (per esempio consulenza finanziaria, conto titoli, eccetera): in quel caso ci si può tuttavia rivolgere all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). 

Come presentare il ricorso 

Prima di presentare il ricorso è necessario pagare un contributo di 20 euro, con bonifico bancario sul conto corrente intestato a Banca D'Italia - Segreteria tecnica dell'Arbitro Bancario Finanziario (IBAN IT71M0100003205000000000904), con versamento sul conto corrente postale n. 98025661 (con la stessa intestazione), oppure in  contanti presso una delle filiali di Banca d'Italia aperte al pubblico. Deve essere indicata la causale “Ricorso Abf”, nonché il codice fiscale o partita Iva del soggetto che presenta il ricorso. 

Dopo aver effettuato il pagamento, ci si può collegare su portale dell'Abf e seguire la procedura guidata per la presentazione del ricorso, inserendo le informazioni e i documenti per provare le circostanze relative alla controversia con l'intermediario. In alcuni casi è possibile anche presentare il ricorso in forma cartacea, inviandolo assieme a tutta la documentazione per posta o via fax alla Segreteria tecnica competente, o a qualsiasi finale di Bankitalia, o anche a mano nelle filiali aperte al pubblico. Il ricorso cartaceo è possibile se si intende presentare un ricorso nei confronti di due o più intermediari in contemporanea, o nei confronti di un intermediario estero che opera in Italia in regime di libera prestazione di servizi o un confidi. 

Come funziona la procedura

Una volta ricevuto il ricorso, l'Abf verificherà che sia completo e regolare e, nel caso, chiederà delle integrazioni o delle regolarizzazioni entro un certo termine: per questo motivo, è essenziale controllare spesso l'Area riservata sul portale ed eventualmente l'indirizzo di posta elettronica fornito. 

Se il ricorso è regolare e completo, o una volta che è stato messo in regola, viene trasmesso all'intermediario, che deve rispondere entro 30 o 45 giorni inviando le proprie controdeduzioni.  E il ricorrente può rispondere alle controdeduzioni con una memoria di replica, entro 25 giorni, a cui l'intermediario può a sua volta rispondere entro 15 giorni (o 20, se aderisce a una associazione di intermediari). 

Entro 90 giorni dalla data di completamento del ricorso l'Abf comunica l'esito della controversia, che può concludersi con l'accoglimento integrale del ricorso, l'accoglimento parziale, o il rigetto.

A cura di: Gaia Giorgio Fedi

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