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Crif: slancio delle richieste di credito delle imprese

Nei primi nove mesi del 2020 le richieste di prestiti da parte delle imprese sono aumentate di oltre il 20 pct. Brillante il +28 pct segnato nell’ultima settimana di ottobre, che acquisisce maggiore importanza perché registrato in un contesto condizionato dalla seconda ondata dei contagi.

Pubblicato il 27/11/2020

Ripartenza di slancio per il mercato del credito all’inizio di ottobre. Dopo il passo falso accusato nel terzo trimestre (-8,3%), le richieste di finanziamento presentate dalle imprese – secondo il Barometro di Crif - sono infatti tornate a crescere in ottobre, sino a far segnare un brillante +28% nell’ultima settimana del mese.

Accelerazione che contribuisce al bilancio positivo dei primi nove mesi, con il numero di richieste di credito presentato dalle imprese complessivamente cresciuto di oltre il 20%. Anche se la performance di ottobre è molto distante dalla fiammata registrata nel secondo trimestre (+79,3%), che beneficiava delle misure di stimolo varate dal Governo per contenere gli impatti causati dall’emergenza sanitaria sull’economia reale, resta lo stesso importante perché realizzata in un contesto difficile.

+30% le richieste dei mutui immobiliari

A partire dall’inizio di ottobre, nonostante l’aumento dei contagi da coronavirus e i timori di nuovi provvedimenti restrittivi, le imprese hanno ripreso lo stesso a rivolgersi in modo sostenuto alle aziende di credito per soddisfare le proprie esigenze di liquidità, facendo toccare il picco nell’ultima parte del mese. Il trend in atto, secondo la ricerca, è sostenuto in particolare dalle componenti dei mutui immobiliari (nelle ultime settimane stabilmente intorno al +30%) e dei presiti finalizzati, mentre fidi e, soprattutto, prestiti personali e carte di credito restano ancora distanti dai volumi registrati lo scorso anno.

Cresce l’importo medio

Dal Barometro di Crif spicca, oltre al balzo dei prestiti, anche la contemporanea crescita dell’importo medio dei finanziamenti richiesti che, nell’aggregato di imprese individuali e società, si è attestato a 72.084 euro, il valore più elevato degli ultimi due anni.

Andamento speculare tra le domande delle imprese individuali e quelle delle società di capitali. Nel dettaglio, le richieste presentate dalle imprese individuali hanno visto un importo medio pari a 27.080 euro, in calo dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2019, mentre per le società di capitali si è assestato a 99.631 euro, in crescita del 3,8% annuo.

L’analisi per classi di importo rivela che il 30,1% delle richieste si è concentrato sulla fascia inferiore ai 5mila euro, in virtù del peso preponderante che hanno le imprese individuali e le micro imprese. Tuttavia è da rilevare che le richieste di importo superiore ai 50mila euro arrivano a spiegare quasi il 17% del totale.

L’andamento delle richieste di moratoria

In questo scenario condizionato dalle crescenti preoccupazioni circa la pandemia, che non consente facili previsioni sui tempi di un ritorno alla normalità, le imprese hanno continuato a chiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere.

Relativamente al comparto business, l’analisi fa emergere significative differenze sulla base della dimensione d’impresa, al punto che il 73,1% dei contratti che hanno ottenuto la sospensione delle rate è riconducibile a società di capitali, mentre una quota del 23,6% è per le società di persone e il 2,1% per le ditte individuali.

L’importo medio delle rate oggetto di sospensione

Un altro dato significativo riguarda l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa e l’ammontare residuo per estinguere il finanziamento, che risultano pari rispettivamente a 2.999 euro e 134.246 euro, a conferma che le imprese si sono attivate primariamente per congelare gli impegni finanziari più onerosi.

Per le società di capitali la rata mensile sospesa grazie alla moratoria risulta pari a 3.568 euro, a fronte di un importo residuo pari a 152.627 euro. Decisamente più contenute le rate oggetto di sospensione da parte delle società di persone, pari 1.473 euro, e delle ditte individuali, con 835 euro.

A cura di: Fernando Mancini

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