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Tutto quello che c'è da sapere per evitare le truffe sui prestiti

Pubblicato il 09/10/2019

 

La digitalizzazione ha reso più semplici e accessibili i servizi finanziari, compresi i finanziamenti, spianando la strada alla nascita di nuove formule innovative, come i prestiti online e perfino il prestito tra privati, accessibile con requisiti meno restrittivi rispetto al credito tradizionale. Attenzione però: la semplicità con cui si può accedere a queste forme di finanziamento non deve indurci ad abbassare la guardia, perché il pericolo di truffe è sempre in agguato. 

Non è così strano imbattersi in individui o società che promettono un finanziamento in modo semplice e veloce. Spesso purtroppo si tratta però di società fittizie o di persone che forniscono false generalità, e che dopo aver ottenuto dal consumatore informazioni personali e denaro spariscono nel nulla. Ma basta un minimo di attenzione per evitare brutte sorprese.

Scegliere operatori affidabili

La prima regola è quella di rivolgersi soltanto a soggetti affidabili, verificando che siano autorizzati a operare da Banca d'Italia: una finanziaria seria o, nel caso di prestiti tra privati, una piattaforma di social lending come Prestiamoci o Smartika. Anche se chiunque con un gruzzolo da investire può offrire un prestito tra privati, se si opera attraverso una piattaforma si è tutelati perché quest'ultima svolge uno screening non soltanto sul richiedente ma anche sul prestatore.

Per esercitare l'attività di mediazione creditizia occorre inoltre essere iscritti negli elenchi dell'Organismo degli agenti e dei mediatori (Oam), come si può verificare sullo stesso sito dell'organismo. L'Oam verifica i requisiti per l'iscrizione, la professionalità degli operatori, il rispetto delle regole previste e ha poteri sanzionatori nei confronti degli iscritti, e quindi di tutela nei confronti dei consumatori. Anche i comparatori come PrestitiOnline sono soggetti all'iscrizione agli elenchi dell'Oam.

Ci sono poi una serie di campanelli d'allarme cui fare attenzione. Innanzitutto è meglio diffidare di offerte ricevute sui social media come Facebook, Twitter e altri. Allo stesso modo, è bene fare attenzione quando si riceve l'offerta via email, perché di solito dietro tali messaggi si nascondono tentativi di phishing: magari il prestito è uno specchietto per le allodole per accedere ai dati bancari dell'utente e derubarlo.

Bisogna fare attenzione anche quando la mail proviene da una banca o da un intermediario noto: gli operatori seri non chiedono mai l'accesso a dati finanziari via email, quindi quando si riceve un messaggio in cui si chiede di inserire i dati del proprio conto o delle carte di pagamento è senz'altro un tentativo di phishing. Anche la presenza di un linguaggio sgrammaticato è sintomo che ci sia qualcosa che non va, perché vuol dire che il messaggio è stato scritto con un traduttore automatico. 

No al pagamento anticipato di somme

Un segnale preoccupante è quando il prestatore richiede il pagamento anticipato di alcune somme, spesso sotto forma di un anticipo sugli interessi dovuti o delle spese per l'erogazione del prestito. Il rischio è che una una volta ottenuti questi soldi il prestatore sparisca, anche perché normalmente le spese per l'accensione di un prestito sono incluse nella rata (e indicate nel Taeg).

Anche la richiesta di interessi troppo alti va guardata con sospetto: spesso i truffatori fanno leva sul fatto che il richiedente non abbia accesso ai canali di finanziamento tradizionali e chiedono condizioni troppo onerose. La legge fissa delle soglie massime, superate le quali gli interessi possono essere considerati usura.

Ma occorre stare attenti anche quando le condizioni di accesso sono troppo favorevoli: è assai improbabile che chi offre un prestito non voglia sapere nulla del richiedente e della sua capacità di ripagare il prestito, quindi anche in questo caso il rischio che si tratti di una truffa è elevato.

A cura di: Gaia Giorgio Fedi

Parole chiave

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