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Margini più stretti per il bonus barriere architettoniche: le novità del 2024

Il bonus barriere architettoniche 2024 si presenta monco sia in merito alle opere che possono accedere alle detrazioni, sia relativamente ai soggetti che possono accedere alla misura. La lamentela arriva dagli addetti ai lavori, che si appellano al legislatore per le modifiche.

Pubblicato il 19/01/2024
barriere architettoniche
Bonus barriere architettoniche: novità del 2024

C’è grande preoccupazione sul mercato in merito ai criteri per il 2024 del bonus barriere architettoniche, che prevede la detraibilità al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo variabile, da 30mila a 50mila euro, a seconda dell’edificio sul quale vengono eseguiti i lavori.
La detrazione Irpef è da ripartire in cinque quote annuali di pari importo. Nell’agevolazione rientrano (o meglio sarebbe dire “rientravano”) le spese sostenute per ascensori e montacarichi, per elevatori esterni all’abitazione, per la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, e quelle “per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave”, secondo quanto indicato testualmente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Questo bonus può essere cumulato con la detrazione Irpef per ristrutturazione edilizia dell’immobile e con il Superbonus, dato che rientra tra gli interventi trainati.

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I limiti previsti per il 2024

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il decreto del 28 dicembre 2023 ha minato le fondamenta di questa misura, dato che quest’anno il bonus si applica esclusivamente per gli interventi aventi per oggetto scale, rampe e ascensori, con la cessione del credito e lo sconto in fattura che restano solo per quegli interventi eseguiti sulle parti comuni dei condomini con destinazione abitativa e sulle singole unità immobiliari da persone fisiche che destinano l’immobile ad abitazione principale e che abbiano un reddito Isee non superiore a 15 mila euro con quoziente familiare, oppure che hanno nel proprio nucleo familiare un disabile.

Sono invece esclusi dallo sconto in fattura tutti gli interventi eseguiti su edifici non residenziali e le spese sostenute da soggetti diversi dai condomini e dalle persone fisiche in possesso dei requisiti su indicati. Non solo. Il legislatore circoscrive le disabilità che possono accedere al bonus alla sola mobilità verticale.

Vengono poi esclusi alcuni degli interventi più gettonati lo scorso anno, come il cambio delle finestre e il rifacimento dei servizi igienici. Né sono più agevolati gli interventi di automazione degli impianti e le spese di smaltimento e bonifica dei materiali in caso di sostituzione di un impianto preesistente.

In ogni caso continuano a valere le vecchie regole se entro il 29 dicembre scorso il committente ha presentato la richiesta del titolo abilitativo (se necessario) o, per l’attività in edilizia libera, ha già avviato i lavori o comunque ha siglato un accordo vincolante con il fornitore e ha pagato un acconto.

Il superbonus ha superato quota 100 miliardi

Intanto arriva un nuovo aggiornamento sui costi del superbonus. A dicembre gli investimenti di riqualificazione ammessi hanno raggiunto quota 102,7 miliardi, mentre quelli relativi ai lavori già conclusi sono arrivati a 90,1 miliardi. Questo significa che mancano lavori programmati ma non ancora eseguiti per 11,6 miliardi di euro. Nella stragrande maggioranza dei casi – 9,7 miliardi – si tratta di interventi in corso d’opera nei condomìni, mentre il resto è distribuito tra abitazioni monofamiliari e unità indipendenti in edifici plurifamiliari.

Quanto ai nuovi lavori, a partire da quest’anno l’incentivo è sceso al 70% (dal 90% del 2023 e dal 110% precedente), per poi calare ulteriormente al 65% nel 2025, ultimo anno di applicazione. In questo scenario, già oggi in alcuni casi è più conveniente accedere a bonus alternativi, caratterizzati da una burocrazia più snella. Senza trascurare il già citato bonus barriere architettoniche nei casi in cui resta in vigore la detrazione al 75%. La stessa detrazione è prevista per la coibentazione dell’involucro se si raggiunge la qualità media di prestazione energetica richiesta dalle normative di settore.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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