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Credito: mercato più snello ed efficiente con l'open banking

L'open banking è il futuro del credito: ha permesso ai prestatori, grazie ai maggiori dati a disposizione, una visione molto più ampia del quadro finanziario dei clienti. Tuttavia, un report rivela che sono ancora molti i clienti restii a fornire l’acceso alle proprie informazioni.

Pubblicato il 26/05/2022
Impiegato all'ufficio banca
Il contributo dell'open banking alla crescita del mercato del credito

L’open banking evidenzia l’importanza di una nuova cultura del dato, passaggio fondamentale per rendere i processi di credito più sicuri ed efficienti, a favore di tutte le parti chiamate in causa. Se da una parte chi accende un prestito punta ad avere le migliori condizioni, l’obiettivo del prestatore è quello di sostenere i clienti nel loro percorso finanziario e aiutarli a gestirne i fondi in modo più efficace. L'accesso a dati di qualità, secondo Alessandro Cirinei, Open Banking Product Lead EMEA di Experian, è dunque fondamentale per tale obiettivo ed è anche importante garantire che sia fatto in modo responsabile.

L’open banking monitora la situazione finanziaria corrente

I dati tradizionali hanno permesso alle banche di monitorare la ‘storia’ delle persone nel pagare regolarmente bollette e debiti, ma non forniscono i dettagli della loro situazione finanziaria corrente rendendo più difficile il calcolo del rischio individuale, la stima del ciclo di vita finanziario o semplicemente l'offerta di supporto. L'open banking ha dato ai prestatori l'opportunità di avere una visione molto più ampia del quadro finanziario dei clienti per consigliarli al meglio. Permettendo alle applicazioni di terze parti di accedere ai conti bancari e finanziari dei clienti, il sistema consente alle istituzioni di sbloccare dati maggiormente rilevanti e contestualizzati, aiutando i clienti in maniera proattiva.

Consumatori restii a concedere l’accesso ai propri dati

Il risultato di questa pratica genera molti benefici. Le imprese, spiega Cirinei, possono identificare più facilmente gli indicatori di difficoltà finanziaria e intervenire, migliorare la gestione dei clienti e indirizzarli nella scelta di prodotti più adatti a loro. Tuttavia, anche se l'open banking può sbloccare la capacità di valutare l'accessibilità e l'affidabilità creditizia e prevedere meglio il futuro, ad oggi non c'è una totale adesione. Le banche stanno affrontando alcune sfide per ottenere i dati di cui hanno bisogno per fornire il miglior servizio. Infatti, secondo una ricerca di Experian, c'è ancora una certa reticenza tra i consumatori a dare a prestatori e imprese l'accesso ai propri dati.

I numeri del 'ritardo' verso l’innovazione

Il report rivela che il 43% dei clienti è propenso a fornire l’accesso alle proprie informazioni finanziarie, mentre il 53% permetterebbe l’accesso regolare alle proprie transazioni bancarie per monitorare le circostanze finanziarie e fornirgli supporto. Da un lato, questi numeri sono incoraggianti in quanto mostrano una maggiore disponibilità a condividere le informazioni in cambio di benefici a lungo termine, dall’altro confermano un’ampia percentuale non ancora pronta a impegnarsi. Inoltre, emerge che il 62% delle aziende crede di aver bisogno di un maggior numero di dati per alimentare le proprie esigenze di analisi e il 31% identifica la mancanza di dati sufficienti per gli insight come sfida principale.

Le due strade: nuove norme e educazione finanziaria

C’è quindi molto da fare per sbloccare il potenziale che i dati di buona qualità possono fornire. La soluzione, secondo Cirinei, è duplice: fare di più per incoraggiare l'adozione dell'open banking e spingere su una legislazione aggiornata e migliorata. Insomma, occorre puntare sulla legislazione e sull’educazione. In Europa, per esempio, le recenti normative Eba hanno reso le aziende responsabili della valutazione del merito di credito e dell'accessibilità economica per tutta la durata di un prestito, non solo alla sua creazione. Di conseguenza, il monitoraggio continuo è ora un elemento vitale per assicurare una conformità normativa proattiva.

Promozione benefici per il successo dell’open banking

La ricerca, spiega Cirinei, ha evidenziato che la promozione di benefici come un'applicazione più veloce e il miglioramento delle possibilità di ottenere un tasso migliore o di vedere accolte le proprie richieste spingerebbe le persone a fornire il permesso di accedere alle proprie informazioni finanziarie. Anche perché, aggiunge, un crescente apprezzamento del valore dei dati e delle opportunità che possono sbloccare è sempre più evidente su entrambi i fronti. Mentre ci muoviamo verso un mondo in cui ci si aspetta che i prestatori forniscano un’accurata valutazione continua dell'accessibilità e che spendano notevoli budget per digitalizzare l'esperienza del cliente, l'accesso a dati di qualità dovrebbe svolgere un ruolo chiave nella loro strategia per il futuro.

A cura di: Fernando Mancini

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