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Bonus agricoltura: cos'è e a chi si rivolge

Con il bonus agricoltura, il credito d'imposta è pari al 40 per cento e ha un limite di 50mila euro per le piccole e medie imprese, mentre per le grandi imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli è previsto un tetto pari a 25mila euro.

Pubblicato il 26/05/2022
agronomo tiene la provetta con i chicchi di grano in campo
Arriva il bonus agricoltura

Un bonus nuovo per le imprese agricole e agroalimentari. Le regole sono già pronte per chi - attivo nel settore agricolo italiano - vorrà fare ricorso all’agevolazione. Si tratta di un credito d’imposta ideato per incoraggiare le imprese agricole e agroalimentari che intendono effettuare investimenti per realizzare o ampliare infrastrutture informatiche per il potenziamento del commercio elettronico.

Chi può fruire del bonus

Il bonus agricoltura è un credito d’imposta pari al 40 per cento degli investimenti sostenuti per favorire il commercio elettronico. Tale agevolazione può essere ottenuta per i periodi d’imposta che vanno dal 2021 al 2023 e non può essere superiore a 50.000 euro. Criteri e modalità sono stati dettati dall’Agenzia delle Entrate con un provvedimento a firma del direttore Ernesto Maria Ruffini.

Per gli investimenti fatti lo scorso anno, la comunicazione deve essere inviata dal 20 settembre al 20 ottobre 2022. Il credito, utilizzabile esclusivamente in compensazione, potrà essere utilizzato per i periodi d’imposta compresi tra il 2021 e il 2023.

Il credito d’imposta è riconosciuto alle reti di imprese agricole e agroalimentari, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi o aderenti ai disciplinari delle strade del vino. Il credito d’imposta è pari al 40 per cento e ha un limite di 50mila euro per le piccole e medie imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli e per le per le piccole e medie imprese agroalimentari, mentre per le grandi imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli è previsto un tetto pari a 25mila euro.

Gli investimenti agevolabili

Sono agevolabili, così come si legge nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, le spese sostenute per la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, con particolare riferimento al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale, per la creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri, gestiti dagli organismi associativi, per favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni, relative a:

  • dotazioni tecnologiche;
  • software;
  • progettazione e implementazione;
  • sviluppo database e sistemi di sicurezza.

Come accedere al bonus

Non ci resta allora che capire come fare per poter accedere all’agevolazione. Il primo passo è comunicare all’Agenzia delle Entrate, mediante i canali telematici predisposti, l’importo delle spese affrontate in ogni periodo d’imposta dal 2021 al 2023. La comunicazione va inviata dal 15 febbraio al 15 marzo dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti. Per le spese realizzate nel 2021, la comunicazione andrà inviata dal 20 settembre al 20 ottobre 2022 con il modello approvato dal provvedimento a firma del direttore dell’Agenzia.

Entro 5 giorni, a seguito della presentazione della comunicazione, verrà rilasciata una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la Comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’istanza, invece, un provvedimento delle Entrate comunicherà la percentuale di credito d’imposta spettante a ciascun soggetto richiedente, sulla base delle richieste ricevute e tenuto conto del limite di spesa di 5 milioni stabilito dalla legge.

Il credito d’imposta viene naturalmente revocato in caso di accertamento della falsità delle dichiarazioni rese e, in tutti i casi di decadenza o revoca, si procede al recupero del beneficio eventualmente già fruito. Il provvedimento dell’Agenzia introduce anche il divieto di cumulo: il credito d’imposta, infatti, non è cumulabile con altri aiuti di Stato, né con altre misure di sostegno dell’Unione europea in relazione agli stessi costi ammissibili che danno diritto alla fruizione dell’agevolazione.

A cura di: Tiziana Casciaro

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