Coronavirus: prime iniziative nel privato per chi è in difficoltà con le rate
Quello che stiamo vivendo nelle ultime settimane è un momento che sicuramente entrerà a far parte dei libri di storia. Un periodo tragico che accomuna i cittadini di tutto il mondo. L’emergenza Coronavirus ha completamente stravolto la vita di ciascuno di noi. La gente è costretta a stare in casa e ad uscire soltanto per comprovate necessità. Anche una semplice passeggiata non è al momento consentita ai fini di scongiurare nuovi contagi da Covid-19.
La paura è tanta e molte sono anche le difficoltà economiche che ci si ritrova ad affrontare. Sono numerose le famiglie e le imprese che nelle ultime settimane si ritrovano a fare i conti con entrate sempre più esigue e con la difficoltà di far fronte ad impegni finanziari già in essere.
Il Governo sta cercando in tutti i modi di correre ai ripari e di promuovere interventi sul fronte della liquidità, ma non riesce a soddisfare tutti. Una buona fetta della popolazione non sa come rimborsare le rate dei prestiti contratti in precedenza.
Cosa succede a chi non paga un finanziamento
Lo scenario diventa, infatti, ancor più cupo tra le quattro mura di chi, ad esempio, ha perso il lavoro o si è ritrovato da un giorno all’altro in cassa integrazione e magari sta pagando le rate per aver acquistato una macchina.
Il Governo, finora, ha teso una mano alle piccole e medie imprese. Introdotta, al momento, una moratoria sui prestiti ma solo per una specifica utenza: le partite Iva, le piccole e medie imprese, le ditte individuali e i professionisti possono beneficiare, infatti, di una moratoria su un volume totale di prestiti calcolato in circa 220 miliardi di euro. In questo modo vengono congelate fino al prossimo 30 settembre le linee di credito in conto corrente, i finanziamenti per anticipi su titoli di credito, le scadenze di prestiti a breve e le rate di prestiti e canoni in scadenza.
È possibile poi richiedere la sospensione temporanea delle rate del mutuo prima casa: a beneficiarne sia i lavoratori dipendenti che i lavoratori autonomi. Questi ultimi dovranno essere in grado di certificare perdite pari al 33% sul fatturato trimestrale.
Inoltre l’Abi e le Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno sottoscritto l’Accordo per il Credito 2019 che, in continuità con l’Accordo per il Credito 2015, prevede, in relazione alle micro, piccole e medie imprese, la possibilità per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di sospendere fino a un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e di allungare la scadenza dei finanziamenti.
Nessun intervento, invece, a favore delle famiglie e dei soggetti che hanno chiesto un prestito personale. Nessuna moratoria per chi oggi sta pagando le rate di cessioni del quinto e di finanziamenti personali. Ed è ben noto a tutti che, quando non si paga un finanziamento, le conseguenze non sono affatto piacevoli. Se non si pagano le rate di un prestito, si viene iscritti nelle liste dei cattivi pagatori.
Far parte di questa “black-list” significa anche esporsi al punto da non poter ottenere altri finanziamenti in futuro. Il tempo in cui si resta iscritti nella lista dei cattivi pagatori dipende poi anche dalle rispettive inadempienze.
Chi non paga un prestito, oltre a ritrovarsi “bollato” come cattivo pagatore e ad avere difficoltà in futuro in caso di richiesta di finanziamento, dovrà pagare anche gli interessi di mora. Inoltre è possibile anche che l’istituto di credito voglia procedere alla risoluzione del contratto, esigendo il rimborso della somma dovuta in un’unica soluzione. Solitamente questa circostanza si verifica nei casi più gravi. Se l’insolvenza riguarda solo una o due rate, il debitore ha l’opportunità di rientrare nei pagamenti.
L'iniziativa delle finanziarie
E se dallo Stato non ci sono aiuti in tal senso, c’è chi come TidoCredito by Pitagora, attiva nel mercato del credito al consumo, promuove nuove iniziative e si schiera dalla parte di chi sta vivendo questo periodo con tante difficoltà sul fronte economico. A partire dall’8 aprile, infatti, tutti i nuovi clienti che richiederanno una cessione del quinto, entro e non oltre il 18 maggio 2020, contestualmente alla prima rata trattenuta, riceveranno il rimborso della prima rata del finanziamento.
La cessione del quinto è un finanziamento a tasso fisso che prevede un piano di rimborso a rate costanti. La particolarità di questo prestito sta nel fatto che il rimborso delle rate non venga eseguito dal richiedente, ma dal datore di lavoro o dall’istituto previdenziale, qualora il beneficiario del prestito sia un pensionato.
Il finanziamento viene detto cessione del quinto perché l’importo della rata di rimborso non può andare oltre la quita parte dello stipendio o della pensione mensile. A far richiesta di questo finanziamento sono dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati. Nel caso di lavoratori dipendenti, però, è preferibile che il contratto sia a tempo indeterminato. La cessione del quinto rappresenta un’operazione garantita e sicura per l’istituto di credito data la modalità di rimborso; ecco perché questi prestiti vengono concessi anche a chi magari ha un passato creditizio non perfetto.
Per saperne di più e per conoscere tutti i vantaggi di questa forma di finanziamento, ti consigliamo di leggere la guida alla cessione del quinto.
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Cos'è la cessione del quinto e come funziona
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