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Come è aumentata la domanda di mutui e prestiti dopo il lockdown

L'ultimo Rapporto di Experian pubblica i dati sulle richieste di prestiti e mutui dopo il lockdown e confronta lo stato dei pagamenti delle rate di maggio rispetto ad aprile. Per ora non si assiste a un peggioramento della qualità del credito dovuto al covid-19 sui redditi degli italiani.

Pubblicato il 03/09/2020

Dopo il fermo dei mesi di lockdown, la ripresa delle richieste di mutui e prestiti ha segnato numeri importanti che sono stati riassunti in una ricerca pubblicata dalla società Experian dal titolo “Rapporto sul Credito Italiano – Trends & Insights”.

Quello che emerge è che nel confronto tra i dati di luglio e i mesi di stop forzato a causa dell’emergenza coronavirus, la domanda di mutui ha registrato +48%, quella dei prestiti personali +50%, mentre la richiesta di prestiti finalizzati è schizzata a +245%.

Se si fa un passo indietro al mese di giugno, le rilevazioni erano state rispettivamente +56% per i mutui, +46% per i prestiti personali +229% per i prestiti finalizzati.

Sembrerebbero dati molto incoraggianti, se non fosse che il raffronto va fatto con i numeri precedenti al lockdown: in questo caso le percentuali rilevate sono penalizzanti, con i mutui in calo del 3,89% e i prestiti personali del 18,82%. Rimane invece positivo il dato sui prestiti finalizzati, che rispetto al periodo precedente alla pandemia fanno registrare +14,19%.

La controtendenza dei prestiti finalizzati

È proprio la voce “prestiti finalizzati a presentare numeri in evidente crescita rispetto al periodo pre-lockdown: +4,9% a giugno e +14,19% a luglio, un aumento inaspettato da imputarsi alla ripresa del comparto auto che rappresenta il 30,8% delle richieste di prestito complessive. Proprio questo settore è stato uno dei più penalizzati dalla crisi dell’emergenza sanitaria, visto che nel quadrimestre marzo-giugno ha perso 173mila nuove auto e veicoli commerciali, per un valore di quasi 4 miliardi di euro: 1,1 miliardi di entrate in meno per l’Erario tra IVA e tasse (dati ANIASA).

Prestiti e mutui: lo stato dei pagamenti

Il Rapporto presentato da Experian pubblica anche i dati che mettono a confronto lo stato dei pagamenti delle rate di mutui e prestiti di maggio rispetto ad aprile.

Per i mutui, il 99,16% di chi registrava pagamenti regolari ad aprile, rimane regolare anche nel mese di maggio. Tra chi invece ha mancato il pagamento della rata di aprile, il 42% è rimasto nella stessa situazione il mese successivo.

Per i prestiti personali, il 99,28% dei rapporti regolari ad aprile rimane tale anche nel mese di maggio. Chi non ha versato la rata di aprile, rimane nel 51% dei casi nella stessa situazione a maggio. È tornato a una posizione debitoria regolare il 26% dei titolari di un prestito, mentre ha peggiorato la sua condizione il 20% dei clienti.

Sui prestiti finalizzati il dato migliora, perché il 99,61% dei rapporti regolari in aprile rimane tale anche nel mese di maggio. Chi non ha potuto far fronte alla rata di aprile ma è tornato regolare a maggio è il 32% rispetto a chi ha visto peggiorare la posizione debitoria, il 21%.

Questo è dovuto al ruolo che hanno avuto durante il covid-19 le moratorie concesse dai due decreti Cura e Liquidità: solo lo scorso mese di agosto, secondo la Banca d’Italia, sono stati presentati agli istituti di credito 2,7 milioni di richieste, per un totale di 300 miliardi di euro tra famiglie e imprese.

“Per il momento, non stiamo assistendo ad un peggioramento della qualità del credito dovuto alle conseguenze del COVID-19 sui redditi degli Italiani”, fa sapere la società attraverso le parole di Carlo Gabardo, Head of Analytics di Experian. “La stragrande maggioranza dei debitori che partivano da una situazione dei pagamenti regolare, è rimasta tale. C’è da dire però che questo dato va anche letto alla luce di un ricorso piuttosto rilevante allo strumento della moratoria e che la situazione del credito andrà monitorata attentamente nei prossimi mesi, quando l’effetto delle moratorie e delle varie forme di sostegno pubblico al reddito si andrà ad attenuare progressivamente”.

La proroga della moratoria su mutui e prestiti Pmi

Il decreto Agosto ha fatto slittare di altri quattro mesi la moratoria a favore delle piccole e medie imprese. C’è dunque più tempo per chi ha già richiesto la sospensione delle rate, visto che i pagamenti riprenderanno il 31 gennaio 2021 e a marzo per le imprese del settore turistico. Lo slittamento è automatico per le imprese che entro il 15 agosto scorso avevano già fatto richiesta di moratoria, mentre chi ancora non avesse fatto ricorso ai benefici previsti, c’è tempo fino al 31 dicembre 2020.
La richiesta va inoltrata sempre alla banca o all’intermediario finanziario, con un’autocertificazione che attesti di aver subito danni in seguito all’emergenza sanitaria.

A cura di: Paola Campanelli

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