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Crif: in agosto boom di richieste di credito

Nella prima settimana di agosto le domande di credito delle famiglie e imprese italiane sono cresciute del 7 pct e del 15 pct. Nel frattempo sono continuate le richieste di moratoria che, per quanto riguarda le società, sono arrivate per il 60% dalle regioni più colpite dal Covid.

Pubblicato il 01/09/2020

La fase post lockdown ha fatto segnare un deciso recupero delle richieste di credito da parte di famiglie e imprese, che sono tornate sui livelli pre emergenza Covid. Nello specifico, dopo gli incoraggianti dati rilevati in luglio, anche la rilevazione da parte di CRIF relativa alle istruttorie contribuite sul proprio sistema di informazioni creditizie nella prima settimana di agosto ha fatto registrare una performance positiva, rispettivamente con un +7% per le famiglie e un +15% per le imprese. 

Continuano le richieste di moratoria dopo l’emergenza

In questo scenario, precisa la nota, “sicuramente in recupero, ma ancora fortemente condizionato dalla perdurante incertezza causata dall’emergenza pandemica, famiglie e imprese non hanno però smesso di richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere”. Nel dettaglio, relativamente al comparto business, il 72,6% delle richieste di moratoria che sono state ottenute in questi mesi sono riconducibili a società di capitali, contro quote del 23,9% per le società di persone e del 2,3% per le ditte individuali. 

Le rate sospese e il debito residuo

Un altro dato significativo riguarda l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa e il debito residuo, che risultano pari rispettivamente a 2.796 euro e 136.689 euro. Per le Società di capitali la rata media sospesa grazie alla moratoria risulta di 3.303 euro a fronte di un importo residuo per estinguere il finanziamento di 154.308 euro. Decisamente più contenuta la rata mensile oggetto di sospensione da parte delle società di persone (1.504 euro) e delle ditte individuali (835 euro).

Il 60% delle moratorie nelle regioni più colpite dal Covid

L’analisi di CRIF fa emergere che il 47,6% delle sospensione delle rate ottenute dalle imprese si riferisce a mutui di liquidità contro il 25,6% dei contratti di leasing e il 17,4% dei mutui immobiliari. Seguono i prestiti personali (5,2%), e i prestiti finalizzati (4,2%). Un’altra evidenza interessante che emerge riguarda la distribuzione delle richieste di moratoria presentate dalle imprese nelle differenti regioni del Paese: il 23,5% dei contratti che in questi mesi hanno beneficiato della sospensione delle rate riguarda imprese della Lombardia, che precedono quelle dell’Emilia Romagna (con il 13,4% del totale), quelle del Veneto (con l’10,7%) e del Piemonte (con il 9,1%). Queste quattro regioni, non a caso sono state le più colpite dall’emergenza Covid, da sole spiegano quasi il 60% delle richieste totali.

Richieste sospensione soprattutto per i mutui

Per quanto riguarda le linee di credito per le quali è stata chiesta la sospensione delle rate da parte di privati, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% del totale e il 26,6% riguarda prestiti personali, che sono le due forme di finanziamento più onerose per le famiglie. A seguire, il 12,6% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità contro l’8,6% dei prestiti finalizzati e il 5,6% dei contratti di leasing e altri prodotti rateali. “I contratti per i quali i consumatori hanno potuto ottenere la sospensione grazie alla moratoria sono – rileva Crif - in genere più onerosi in termini di rata mensile e debito residuo, consentendo così ai beneficiari di liberarsi in questa delicata fase di un impegno significativo e agevolare la sostenibilità del bilancio familiare”.

Efficacia delle misure del Governo a favore delle famiglie 

Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 534 euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 euro. Per quanto riguarda l’applicazione della moratoria alle famiglie nelle diverse regioni del Paese, il 16,9% dei contratti sospesi si concentra in Lombardia, che precede nell’ordine il Piemonte (10,9% del totale), il Veneto (con il 9,7%) e l’Emilia Romagna (con il 9,6%). Seguono il Lazio (7,9%), la Sicilia (7,8%), e la Toscana (7,0%). “Indubbiamente - ha commentato Antonio Deledda, direttore Credit Bureau Services di CRIF - la moratoria varata dal Governo nei mesi scorsi ha rappresentato un efficace misura di sostegno alle famiglie e alle imprese che in questi mesi si sono trovate in difficoltà a causa dell’emergenza Covid”.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

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