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Banche e imprese a Ue e Governo: agire su moratorie

Garantire la necessaria liquidità alle imprese e ottimizzare l'attuale disciplina del Temporary Framework sugli aiuti di Stato. Questo l'appello lanciato dalle banche e dalle principali associazioni di rappresentanza delle imprese italiane al Governo e alle istituzioni europee.

Pubblicato il 30/03/2021
Le banche e le imprese chiedono a Ue e governo di agire su moratorie e liquidità

Due lettere, una indirizzata alle istituzioni europee e l’altra alle istituzioni italiane. Un solo appello: agire su liquidità e moratorie. È questo l’accorato sos che parte dalle banche e dalle imprese presenti in Italia e che è stato indirizzato all’Unione Europea e al Governo italiano. A farsi portavoce delle richieste sono stati l’Associazione Bancaria Italiana (Abi), Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Conf cooperative, Legacoop), Casartigiani, CIAAgricoltori Italiani, CLAAI - Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Conf commercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria.

Nelle due missive viene richiesto alle autorità preposte di continuare a garantire la necessaria liquidità alle imprese e ottimizzare l’attuale disciplina del Temporary Framework sugli aiuti di Stato in relazione all’evoluzione della situazione. I firmatari delle lettere sottolineano che il prolungarsi della crisi sanitaria determinata dal Covid-19 continua ad incidere negativamente sulle attività di impresa e allontana per molte di loro la ripresa. “Tale grave situazione ha evidenti impatti economici e sociali. È quindi ancora fondamentale sostenere le imprese, evitando che esse perdano capacità produttiva: occorre creare i presupposti sulla base dei quali le imprese, una volta terminata l’emergenza sanitaria, abbiano le capacità, anche finanziarie, per riattivare rapidamente la produzione e contribuire alla crescita economica del Paese”, scrivono l’Abi e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese italiane.

Nell’appello rivolto sia alle istituzioni europee sia italiane ci si sofferma molto, poi, sul tema della liquidità: l’auspicio è che le banche possano accordare alle imprese e alle famiglie nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e prorogare le moratorie in essere, senza l’obbligo di classificazione del debitore in forborne o, addirittura, in default secondo la regolamentazione europea in materia, riattivando la flessibilità che l’EBA aveva concesso alle banche europee all’inizio della crisi economica.

Sia l’Associazione Bancaria Italiana che le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese italiane toccano anche il tema del Temporary Framework, considerando il limite di sei anni per gli aiuti come garanzia sui prestiti, estremamente stringente. “È necessario estendere la garanzia pubblica da sei anni a non meno di quindici anni. Ciò consentirebbe alle imprese di diluire il proprio impegno finanziario su un arco di tempo più lungo, avendo a disposizioni maggiori risorse per affrontare la fase della ripresa con successo”, si legge nell’appello.

Per le banche e le imprese vanno, dunque, incoraggiate le operazioni di ridefinizione della durata dei finanziamenti in essere con le garanzie offerte dal Fondo di garanzia per le PMI, l’Ismea, la Sace o altri soggetti autorizzati e con copertura degli eventuali maggiori oneri per le imprese mediante adeguati contributi in conto capitale ammissibili secondo la disciplina del Temporary framework. È proprio l’eccezionale severità della crisi che, a detta dei firmatari delle lettere, richiede di intervenire con tempestività e pragmatismo per limitare le negative conseguenze economiche e sociali.

I numeri

Intanto dall’ultima rilevazione si attestano ad oltre 2,7 milioni le domande di adesione alle moratorie sui prestiti per un valore di circa 293 miliardi. A superare quota 145 miliardi sono, invece, le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso 'Garanzia Italia' di SACE i volumi dei prestiti garantiti hanno raggiunto i 21,9 miliardi di euro, su 1.626 richieste ricevute.

In totale sono 1.793.947 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo che va dal 17 marzo 2020 al 9 marzo 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti. Parliamo di un importo complessivo di oltre 145,3 miliardi di euro. In particolare l’ultima rilevazione conta 1.785.632 domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

A cura di: Tiziana Casciaro

Parole chiave

moratoria prestiti abi liquidità

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