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Autobus elettrici: incentivi per le PMI

Buone notizie per le piccole e medie imprese: è stato attivato un nuovo intervento finanziato dal Pnnr. Si potrà presentare domanda per contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la realizzazione di una filiera nazionale di autobus elettrici.

Pubblicato il 21/07/2022
autobus turistico elettrico di colore verde
Autobus elettrici: arrivano gli incentivi per le PMI

Sviluppare la filiera nazionale degli autobus elettrici incentivando gli investimenti nel settore da parte delle piccole e medie imprese (Pmi) specializzate nella realizzazione della componentistica. È questo l’obiettivo del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha deciso di stanziare per questo particolare settore – fondamentale per la transizione ecologica del parco autobus circolante – 80 dei 300 milioni previsti da Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Questa nuova linea di intervento prevista dal Mise è già operativa: a partire dalle ore 12 del 25 luglio, infatti, le imprese potranno presentare richiesta di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per realizzare investimenti produttivi compresi tra 1 milione e 20 milioni di euro, attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo. Ma non è tutto, con questo provvedimento il Ministero si spinge oltre e guarda anche alla ricerca, alla sperimentazione e alla formazione del personale. Le Pmi che faranno richiesta di contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati, infatti, oltre alla produzione e all’assemblaggio di autobus elettrici e connessi digitalmente, potranno avviare anche progetti per la ricerca e sperimentazione industriale nonché per la formazione del personale.

Con questo nuovo bando è stato attivato tutto il pacchetto di interventi promosso dal ministro Giancarlo Giorgetti, al fine di facilitare la creazione e lo sviluppo in Italia di una industria autonoma di produttori di mezzi di trasporto sostenibili, che dalla componentistica all'assemblaggio sia in grado di intercettare la domanda proveniente dal mercato. Uno sportello dedicato agli investimenti per oltre 20 milioni di euro era stato già aperto lo scorso 26 aprile.

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Come presentare la domanda

Le domande per ottenere i contributi a fondo perduto o i finanziamenti agevolati devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. – Invitalia. L’Agenzia, che è il soggetto gestore della misura agevolativa, procede con l’attività istruttoria di competenza. L’incentivo è “a sportello”: le domande saranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione, sulla base di una procedura valutativa e saranno ammesse alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie. L’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili avrà come conseguenza la chiusura dello sportello.

Quali sono le agevolazioni?

Le agevolazioni sono di due tipi: il contributo a fondo perduto e il finanziamento agevolato. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto sapere che le due agevolazioni possono essere concesse anche in modo combinato tra loro. Tuttavia, ci sono dei limiti entro cui ci si può muovere. L’importo delle agevolazioni concedibili, infatti, è determinato – nel rispetto delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato – dalla tipologia di progetto che viene presentato presso lo sportello di Invitalia, della dimensione dell’impresa promotrice dell’attività e anche dalla localizzazione dell’iniziativa. L’importo concesso, in valore nominale, non può in ogni caso eccedere il limite massimo del 75% delle spese ammissibili.

Come vengono erogati gli incentivi

Le agevolazioni previste dal Mise possono essere erogate in due modi. In primo luogo in un massimo di cinque stati di avanzamento lavori e con un importo non inferiore al 15% delle spese ammesse. In tal caso la richiesta di erogazione deve essere presentata unitamente ai titoli di spesa nel limite del 30% delle spese ammesse alle agevolazioni. Tutte le erogazioni, tranne la prima, devono essere accompagnate dalla dimostrazione del pagamento dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente.

In secondo luogo le agevolazioni possono essere erogate sulla base di fatture di acquisto non quietanzate, in presenza di una convenzione tra Mise, Soggetto gestore e Abi per la realizzazione di un conto corrente in grado di garantire il pagamento ai fornitori dei beni agevolati in tempi rapidi. In questo secondo caso l’erogazione dell’agevolazione è subordinata all’adozione di uno specifico provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese.

A cura di: Tiziana Casciaro

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