Auto elettrica: quali effetti dallo stop Ue ai motori endotermici?
L’industria automobilistica europea, con lo stop ai motori a benzina e diesel dal 2035, secondo Federmotorizzazione ha molteplici effetti negativi, tra cui la perdita di know how, di investimenti e 70 mila posti di lavoro. Senza contare che la costruzione di punti di ricarica è molto in ritardo.
La decisione del Parlamento europeo di sospendere, a partire dal 2035, la produzione di motori endotermici (con lo stop alle vendite di nuove auto a benzina e diesel) ha molteplici effetti negativi che, a dir poco, sono stati ampiamente sottovalutati dai responsabili politici.
In pratica, stimano in Federmotorizzazione Confcommercio, a Bruxelles è stata fatta “una scelta con il para-occhi” destinata a portare l’industria locale alla sudditanza dei Paesi asiatici e a un inevitabile irrigidimento della domanda, perché agli attuali costi le auto elettriche non sono alla portata di tutti. Senza contare che, a tutt’oggi, ci sono forti ritardi nel creare una rete efficiente di punti di ricarica (soprattutto in Italia) e, in prospettiva, si prevedono gravi problemi sociali visto che la transizione del settore comporterà inevitabilmente massicci tagli all’organico sia dell’industria, sia dell’indotto.
Il divario tra Nord, più ricco, e Sud Europa
La foto è stata scattata da Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione Confcommercio, che rincara la dose spiegando che quello ‘disegnato’ dall’Ue è un mercato adatto solo per i Paesi del Nord Europa, che sono avvantaggiati nella costruzione delle infrastrutture e da una politica sui redditi più favorevole.
Per contro, in Italia, ci stiamo chiedendo quanti automobilisti potranno permettersi un’auto elettrica tenuto conto che il suo costo supera del 20-30% quello delle vetture endotermiche. Questa scelta, infatti, non fa altro che evidenziare la distanza che c’è tra il Nord, più ricco, i Paesi del Sud Europa. Basta solo notare che l’auto elettrica più venduta in Europa nei primi tre mesi del 2022 è la Tesla, il cui costo parte da oltre 60mila euro. Il reddito medio pro capite di un lavoratore italiano, riferito al 2021, è di 20.720 euro e quello di un pensionato di 18.650 euro.
Il rischio di perdere il know how e 70mila posti di lavoro
Ma l’errore di puntare solo sull’elettrico non consiste solo in questo. La direzione che si è presa espone l’area a una pericolosa sudditanza nei confronti dei Paesi asiatici, in particolar modo rispetto alla Cina, per la sua disponibilità di litio (batterie), cobalto e terre rare (elementi fondamentali nella produzione delle nuove auto.
Gli effetti sulla nostra ricerca tecnologica, se non arrestata, ci metterà in condizione di usare altri carburanti per arrivare a decarbonizzare l’Automotive, visti i numerosi svantaggi dell’utilizzo di sole auto elettriche. Per l’Italia la situazione è ancora più grave, poiché la scelta comporterà – per il suo importante settore della componentistica ad alto valore aggiunto - una radicale e rapida trasformazione delle imprese, che perderanno così un know how unico. Bisogna mettere in conto, secondo la Federazione, una perdita secca di 70mila posti di lavoro.
Serviranno almeno 2,5 milioni stazioni di ricarica
Puntare soltanto sull’auto a emissioni zero, secondo Buongiardino, significa avere una quantità enorme di energia elettrica, prodotta però da fonti rinnovabili (oggi siamo al 17% in Italia) e che bisognerà dotarsi di un numero di punti di ricarica pubblici in linea con la futura massa di parco auto elettrico. A fine 2021 risultavano immatricolate circa 120mila auto BEV (elettriche) e, immaginando una dimensione del parco circolante al 2035 di 10 milioni di queste vetture, tenuto conto che ogni colonnina può caricarne due in contemporanea, servirebbero 2,5 milioni di colonnine. A tutt’oggi, sottolinea il presidente, nel Paese ci sono circa 26mila colonnine, delle quali il 12% non ancora attive. È una scelta non comprensibile nemmeno dal punto di vista ambientale, visto che l’incidenza di CO2 prodotta dall’Automotive in Europa corrisponde all’1% delle emissioni totali mondiali.
Sottovalutati anche i potenziali progressi tecnologici
Inoltre, secondo Buongiardino, la scelta Ue pecca di sufficienza per quanto riguarda la produzione di CO2 delle auto elettriche (misurata sul loro ciclo di vita, smaltimento incluso), che è superiore a quella dei veicoli endotermici, mentre non ci sono ancora certezze sui sistemi di recupero/smaltimento delle batterie e sulla sicurezza delle stesse auto BEV (per i manutentori e gli stessi automobilisti). Il Parlamento europeo, infine, non ha preso in considerazione gli eventuali progressi tecnologici che saranno potenzialmente introdotti entro il 2035 come, ad esempio, i carburanti di origine vegetale o sintetici che puntano ad azzerare l’impronta del carbonio. È stato sottovalutato anche il possibile sviluppo di sistemi efficienti ed economici nell’uso dell’idrogeno verde.
Articoli correlati
Tra aprile e settembre 2026, il prestito auto usata ha rappresentato il 14,92% delle richieste effettuate su PrestitiOnline.it, risultando la terza finalità più scelta dopo liquidità e interventi di ristrutturazione o riqualificazione della casa. L'importo medio richiesto è stato di 11.555 euro, 263 euro in più rispetto alla media degli altri finanziamenti.
A luglio 2026 le soluzioni per un prestito auto sono flessibili e vantaggiose. Con una simulazione per 10.000 euro, emergono le offerte di Findomestic, Creditis e Agos, che propongono procedure 100% digitali, zero costi nascosti e rate mensili contenute per gestire al meglio il budget familiare.
Le vendite di vetture elettriche pure (BEV) hanno raggiunto il 6,4% del totale in Italia, mostrando una lieve crescita rispetto al 5,9% di luglio e al 4,9% di agosto 2025. L’effetto degli incentivi statali sta iniziando a esaurirsi, influenzando le immatricolazioni di auto BEV. In controtendenza, le ibride plug-in (PHEV) continuano a mostrare una notevole dinamicità, raggiungendo una quota del 12,0%, in aumento rispetto al 10,5% di luglio e al 7,1% di agosto 2025.
A gennaio scorso, secondo l'analisi UNRAE, il 49,8% dei trasferimenti netti riguarda vetture con oltre 10 anni di anzianità, in aumento di 1,2 punti. Le auto di età compresa tra 6 e 10 anni rimangono stabili al 17,4%, mentre quelle da 4 a 6 anni scendono al 9,8%. Le vetture più recenti, da 1 a 2 anni, rappresentano il 4,0%, con un incremento per quelle fino a 1 anno, che salgono al 7,4%.
Guide correlate
Meglio richiedere il prestito al concessionario o alla banca? Analizziamo nel dettaglio pro e contro delle due opzioni principali, considerando aspetti come comodità, risparmio, trasparenza e potere contrattuale. Una guida completa per decidere in base alle proprie esigenze.
Il leasing permette di utilizzare un bene, come un'auto, pagando un canone mensile, con la possibilità di riscattarlo alla fine. Il finanziamento, invece, consente di diventarne subito proprietari tramite un prestito. Analizziamo la differenza tra leasing e finanziamento per aiutarti a scegliere.
Il prestito auto: cos'è e come funziona
L'auto è un bene durevole essenziale per la vita nel quotidiano. Il prestito auto rientra nel novero dei prestiti personali ed è classificabile nei prodotti finanziari relativi all'esigenza di mobilità.
Il prestito per l'acquisto della casa è una soluzione pensata per chi desidera acquistare un immobile senza ricorrere a un mutuo ipotecario. Ideale per importi inferiori a 50.000 euro, questo tipo di finanziamento offre tempi di approvazione rapidi e procedure semplificate, rendendolo perfetto per chi ha bisogno di liquidità immediata.
Nella sezione News di PrestitiOnline.it riportiamo le novità del mercato dei finanziamenti e dei settori ad esso collegati con articoli scritti da professionisti esperti di prestiti e credito al consumo che collaborano con importanti testate nazionali e scrivono su blog specializzati. Puoi contattare la Redazione all'indirizzo: redazione@mavriq.com.
PrestitiOnline.it è un marchio di MutuiOnline S.p.A., società che fa parte di Moltiply Group S.p.A., quotato al segmento STAR di Borsa Italiana. PrestitiOnline.it opera in qualità di broker e garantisce una totale imparzialità e autonomia rispetto a gruppi bancari e società finanziarie confrontati; il servizio è gratuito per il cliente, sono gli istituti finanziari convenzionati con PrestitiOnline che si fanno carico della commissione.