Arriva il nuovo ecobonus per le famiglie: come accedervi
Il 2024 segnerà un rafforzamento degli incentivi per le ristrutturazioni immobiliari che generano miglioramenti in termini di efficienza energetica al di fuori del Superbonus, che invece è destinato a finire ormai definitivamente in soffitta a causa della carenza di fondi.
Un miliardo e 300 milioni di euro rinvenienti dalla rimodulazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). È la somma stanziata dal governo a beneficio del nuovo ecobonus per famiglie a basso reddito e giovani che realizzano lavori di efficientamento energetico all’interno dei condomini o che realizzano impianti fotovoltaici sugli immobili agricoli.
La misura – secondo le intenzioni dell’esecutivo – è stata disegnata per superare le criticità e le distorsioni generate dal Superbonus nel corso degli ultimi due anni.
In attesa di conoscerne i dettagli, va ricordato che si è iniziato a parlare di questa misura già dall’estate, con il governo che lo aveva presentato come ecobonus sociale, che ne aveva ipotizzato la destinazione ai proprietari a basso reddito di abitazioni private e aveva dichiarato un plafond di 4 miliardi di euro. Nella versione definitiva, gli immobili destinatari sono gli alloggi pubblici e i condomìni e la dotazione finanziaria scende a circa un terzo.
Gli altri bonus per l’efficientamento energetico
Premesso che la normativa sui bonus è in costante evoluzione, vediamo quali sono gli altri incentivi attualmente in vigore, relativi all’efficientamento energetico:
- ecobonus dal 50% al 75% (a seconda della tipologia dell’intervento e dell’immobile beneficiario);
- superbonus al 70% per i condomìni (scomparirà il superbonus le unifamiliari);
- bonus ristrutturazioni 50%.
Intanto si va delineando il futuro del già citato Superbonus, la cui normativa negli ultimi tempi è stata oggetto di continue revisioni con la finalità da una parte di contrastare gli abusi e dall’altra di contenere la spesa pubblica.
Per il futuro, la maggioranza punta a realizzare un nuovo sistema di finanziamento delle spese per la riqualificazione energetica entro il quarto trimestre del 2024, trasferendo materialmente i fondi al soggetto attuatore.
Restando nel campo del Superbonus, un approfondimento de Il Sole 24 Ore segnala il flop del fondo per indigenti, nato alla fine del 2022, con il taglio del superbonus dal 110 al 90%, per sostenere quei contribuenti non in grado di pagare di tasca propria il 10% che, con il nuovo assetto dell’agevolazione, sarebbe rimasto a loro carico. Per questo motivo, il contributo è commisurato al 10% dei bonifici effettuati dal 1° gennaio al 31 ottobre del 2023. Il massimo di spesa agevolabile è pari a 96 mila euro, per cui il contributo può arrivare a un bonus massimo di 9.600 euro incassati. Eppure, nonostante appena 20 milioni previsti, le domande sono state esigue tanto da non coprire nemmeno questo ammontare.
Risorse per lo student housing
L’aggiornamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, concordato con i tecnici di Bruxelles, ha portato inoltre a stanziare 238 milioni di risorse aggiuntive per sostenere lo sviluppo dello student housing in Italia, confermando così l’obiettivo di creare 60 mila nuovi posti letto per studenti universitari entro giugno del 2026. Il ministero dell’Università e della ricerca sta realizzando la mappatura di edifici pubblici liberi, da riqualificare in tempi brevi in modo da offrire una prima risposta all’emergenza abitativa che coinvolge tanti giovani studenti.
Infine, va ricordato che il 30 novembre è scaduto il termine per presentare domanda all’Agenzia delle entrate facendo ricorso alla remissione in bonis. Per chi non ha trovato una banca disposta ad accettare le spese, c'è comunque la possibilità di ripartire la detrazione in dieci rate annuali a partire dalla dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno. Si tratta di un meccanismo che consente di presentare le dichiarazioni necessarie per usufruire di specifiche agevolazioni o regimi fiscali agevolati anche oltre il termine prefissato, a fronte del pagamento di una sanzione di 250 euro.
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