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Accelera il progetto dell’euro digitale. Cosa cambierà per i risparmiatori

La BCE accelera nel progetto dell'euro digitale. L'iniziativa prevede che gli importi vengano memorizzati in un portafoglio elettronico, che gli utenti creerebbero presso la propria banca o un intermediario pubblico. Una moneta digitale emessa dalla BCE, gratuita per i cittadini.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

un dito tocca lo schermo di uno smartphone dal quale escono icone di euro
Euro digitale: le novità per i consumatori

Se l’Eurozona si doterà di un sistema di pagamento interno, potrà ridurre la dipendenza da fornitori esterni e rafforzare la propria resilienza finanziaria. È il concetto espresso dalla presidente della BCE, Christine Lagarde, la quale preme per un rapido completamento del processo che porterà alla nascita dell’euro digitale.

Un’innovazione che non impatterà solo sugli addetti ai lavori, ma anche su risparmiatori e consumatori, sia che vogliano effettuare acquisti, sia che vogliano sottoscrivere un finanziamento. “I pagamenti sono la spina dorsale della nostra economia e l'Europa non può permettersi di dipendere eccessivamente da fornitori esterni”, ha sottolineato Lagarde. Per poi ricordare che l’iniziativa si integrerebbe con il contante fisico.

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Cos'è l'euro digitale e come impatterebbe sui consumatori

Per capire come nasce il progetto, di cui si parla da anni, occorre considerare che già oggi oltre un terzo delle operazioni commerciali avviene online e il 55% dei cittadini dell’Eurozona preferisce pagamenti cashless, numeri in costante crescita negli ultimi anni.

Eppure, allo stato attuale non esiste un’opzione di pagamento digitale che copra l’intera area dell’euro. In tredici Paesi su venti, si utilizzano circuiti internazionali per i pagamenti con carta.

Il progetto dell’euro digitale prevede che gli importi vengano memorizzati in un portafoglio elettronico (wallet), che gli utenti creerebbero presso la propria banca o un intermediario pubblico. Si tratterebbe di una moneta digitale emessa dalla BCE, gratuita per i cittadini, accessibile tramite app e carte fisiche e distribuita da provider privati europei.

Con questo strumento, sarebbe possibile effettuare tutti i consueti pagamenti elettronici (nel negozio vicino a casa, online, verso un amico e così via) tramite telefono o carta, online o anche offline. Da tempo la Banca Centrale Europea ha avviato le consultazioni con gli addetti ai lavori per sondarne l’opinione, raccogliere suggerimenti ed evidenziare eventuali ostacoli. Intorno alla metà dell’autunno di quest’anno, dovrebbe essere completato il progetto dal punto di vista tecnico, con il passaggio alla fase decisionale ad opera dell’Europarlamento e della Commissione Ue.

Concorrenza tra superpotenze sugli asset digitali

“Non possiamo stare fermi, perché i costi e i rischi di non avere un euro digitale sarebbero alti per tutti: per i cittadini, per le aziende e per la sovranità europea”, ha sottolineato di recente Chiara Scotti, Vice Direttrice Generale di Bankitalia. Per poi precisare che, in caso di ulteriori ritardi, vi è il rischio che il vuoto istituzionale venga coperto dalle grandi aziende tecnologiche, magari puntando su stablecoin proprietarie (asset digitali dal valore stabile legato a una moneta tradizionale), che indebolirebbero ulteriormente l’autonomia europea.

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Il guanto di sfida lanciato da Trump

A questo proposito, va segnalato che la guerra commerciale lanciata dall’Amministrazione americana potrebbe presto ampliarsi dalle dinamiche commerciali alle stablecoin ancorate al dollaro, con il presidente Donald Trump che per questa strada punta a saldare il potere di Big Tech con quello del biglietto verde.

Proprio questo scenario potrebbe spingere il legislatore comunitario ad accelerare, superando le resistenze diffuse delle piccole banche regionali che temono una fuga di euro dai conti correnti ai portafogli digitali e delle associazioni di cittadini timorose per il rispetto della privacy, che il contante garantisce. La BCE punta a superare queste obiezioni attraverso un sistema che rende impossibile collegare pagamenti e identità, mentre l’opzione di pagare offline garantisce una riservatezza pari al contante.

I limiti di euro digitali nei portafogli virtuali

Un altro nodo riguarda i limiti di euro digitali che i cittadini potranno detenere nei portafogli virtuali. Non è chiaro chi dovrà stabilirlo e lo stesso discorso riguarda il valore. Se troppo alto, alimenterebbe i timori delle banche di veder fuggire soldi dai conti e aumentare il costo del funding, se troppo basso rischia di scoraggiare gli utenti.

Restano poi da stabilire i criteri di compensazione per i costi di implementazione delle banche e le commissioni che riceverebbero a fronte dell’obbligo di fornire gratuitamente i pagamenti in euro digitale ai clienti.

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