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Abi potenzia la moratoria sui finanziamenti alle PMI

Pubblicato il 10/03/2020

Aggiornato il 12/03/2020

Le conseguenze dell’espansione del coronavirus sono sotto gli occhi di tutti, così come la evidente difficoltà per le piccole imprese e per tutto il settore produttivo di far fronte a un’emergenza che ha bloccato un intero sistema economico.

Si giustifica in questo quadro critico il rafforzamento della moratoria sui finanziamenti, misure di tolleranza concesse alle micro, piccole e medie imprese da parte di Abi insieme alle Associazioni di rappresentanza delle imprese, che prolungano la possibilità di chiedere la sospensione per i prestiti fino al 31 gennaio 2020.

Fino a un anno di stop per la corresponsione della sola quota capitale del finanziamento, purché si tratti di un’operazione a medio-lungo termine e quindi di durata superiore ai 24 mesi. La sospensione può essere richiesta anche per finanziamenti perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. 

Consentito anche l’allungamento del periodo di ammortamento del prestito, fino al 100% rispetto alla durata residua.

L’accordo del credito 2019

La prima moratoria sui prestiti alle imprese risale al 15 novembre 2018, quando l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese avevano sottoscritto l’Accordo per il Credito 2019 che, in continuità con l’Accordo per il Credito 2015, prevedeva in relazione alle micro, piccole e medie imprese la possibilità per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di sospendere fino a un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti, oppure allungarne la scadenza.

Quello siglato in questi giorno è un addendum all’accordo 2019 siglato dagli stessi attori, dettato dalla situazione di emergenza contingente.

Le imprese e la crisi di liquidità

Secondo quanto stabilito, le banche potranno autonomamente applicare ulteriori misure per le imprese rispetto a quelle decise nell’accordo, con tempi di istruttoria congrui rispetto alla gravità dell’emergenza.

Una misura straordinaria decisa dall’Associazione Bancaria Italiana e un’importante boccata di ossigeno per le imprese, perché potranno usare la liquidità per sostenere i costi fissi. Il provvedimento non riguarda soltanto le PMI della zona rossa, ma di tutto il territorio nazionale, che nel giro di un mese si sono trovate in una crisi di liquidità dovuta al fermarsi dei consumi, al blocco di alcune produzioni e alla contrazione degli scambi internazionali.

L’obiettivo del Ministro dell’Economia e delle Finanze è sostenere le imprese messe in ginocchio, scongiurando così il pericolo di una stretta creditizia che colpirebbe in maniera definitiva le aziende.

Le misure straordinarie di alcune banche

BNL, la Banca del Gruppo Bnp Paribas, ha aderito alla moratoria consentendo la sospensione per 6 mesi della quota capitale delle rate dei prestiti, un’iniziativa che ha raggiunto circa 40mila imprese. In più, ha messo a disposizione delle aziende delle linee di credito dedicate «per rispondere all’eventuale momentanea carenza di liquidità derivante dall’attuale situazione». Per questo ha istituito 1000 Artigiancassa Point, sportelli virtuali di consulenza rivolti agli imprenditori in difficoltà.

Banca Sella consente alle imprese danneggiate dal coronavirus di sospendere le rate di pagamento dei mutui e dei finanziamenti, oltre ai contratti di locazione finanziaria e operativa sottoscritti con Sella Leasing, per un periodo massimo di 12 mesi durante i quali i clienti potranno sospendere anche l’intera rata del finanziamento e non solo la quota capitale.

Anche Banca Intesa dà la possibilità di sospendere fino a 3 mesi, prorogabili a 6 in caso l’emergenza dovesse prolungarsi, delle rate dei finanziamenti, per l’intera quota capitale o la rata intera.

A cura di: Paola Campanelli

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