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A novembre più prestiti a famiglie e imprese

A novembre scorso in Italia la dinamica della raccolta complessiva risulta in aumento su base annua. I depositi sono cresciuti di oltre 109 miliardi di euro rispetto a un anno prima, mentre la raccolta a medio e lungo termine è scesa negli ultimi 12 mesi di oltre 22 miliardi di euro.

Pubblicato il 23/12/2020

Crescono i prestiti destinati alle imprese e alle famiglie. Nel mese di novembre 2020 tali finanziamenti sono cresciuti del 5,1%. È quanto emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia relativi ai prestiti a famiglie e imprese. Il calcolo è stato fatto conteggiando pure i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni nelle consistenze non connesse con transazioni, come le variazioni legate alle fluttuazioni del cambio.

Dal Rapporto mensile dell’Abi emerge ad ottobre 2020 un aumento del 7,4% su base annua dei prestiti alle imprese. L’incremento è, invece, del 2,1% per i prestiti alle famiglie.

Bassi i tassi di interesse

Restano bassi i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento. A novembre 2020 i tassi sono ancora ai minimi storici. Dall’ultimo bollettino realizzato dall’Associazione Bancaria italiana emergono pure alcune dinamiche più specifiche, quali:

  • il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,25% (2,27% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,10% (1,29% il mese precedente; 5,48% a fine 2007); 
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,26% (1,26% anche a ottobre 2020, 5,72% a fine 2007).

Calano le sofferenze nette

Sul fronte della qualità del credito viene fuori che le sofferenze nette, ossia al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, sono 24,5 miliardi di euro ad ottobre 2020. Parliamo di un dato in calo rispetto ai 31,2 miliardi di ottobre 2019: si tratta, infatti, di una flessione pari a -6,7 miliardi e dunque a -21,5%. La contrazione è evidente anche rispetto ai 38,2 miliardi di ottobre 2018 (-13,7 miliardi pari a -35,9%). 

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 con 88,8 miliardi, la riduzione è di oltre 64 miliardi, pari a -72,4%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell’1,41% ad ottobre 2020, mentre era 1,79% ad ottobre 2019. La percentuale era pari al 2,26% ad ottobre 2018 e al 4,89% a novembre 2015.

Depositi col segno più

L’ultimo bollettino dell’Abi rivela anche che a novembre 2020 la dinamica della raccolta complessiva è in crescita del +6,0% su base annua. Il mese scorso i depositi sono aumentati di oltre 109 miliardi di euro rispetto a un anno prima. La variazione è pari a +8,3% su base annuale. La raccolta a medio e lungo termine, cioè mediante obbligazioni, è calata negli ultimi 12 mesi di oltre 22 miliardi di euro in valore assoluto. La flessione è pari a -9,3%.

I tassi di interesse sulla raccolta bancaria

Nel mese di novembre 2020 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,49% ad effetto: 

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,32% (0,32% anche nel mese precedente); 
  • del tasso sui PCT, che si colloca allo 0,90% (0,90% anche il mese precedente); 
  • del rendimento delle obbligazioni in essere, 1,93% (1,97% a ottobre 2020).

Ad ottobre 2020 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria era pari allo 0,50%. Inoltre Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie persiste in Italia su livelli particolarmente pessimi.

A novembre 2020 il margine tra tasso sui prestiti e tasso sulla raccolta risulta di 176 punti base, mentre era di 177 punti base nel mese precedente. Il dato risulta in evidente calo dagli oltre 300 punti base registrati prima della crisi finanziaria. Erano infatti 335 i punti base a fine 2007.

A cura di: Tiziana Casciaro

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