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Quali documenti per richiedere un prestito?

27/10/2016

Il ricorso delle famiglie italiane al mercato del credito ha portato le erogazioni dei prestiti verso numeri sempre più positivi. Capita infatti sempre più spesso che si ricorra a un finanziamento per acquistare un’auto, un elettrodomestico, un complemento di arredo o semplicemente, che si debba affrontare una spesa per cui non si disponga della necessaria liquidità o non si desideri dare fondo ai propri risparmi.

Per ottenere un prestito bisogna possedere alcuni requisiti fondamentali: il riferimento va soprattutto all’età, solitamente compresa tra i 18 e i 75 anni e alla cosiddetta capacità di rimborso, vale a dire che il cliente abbia tutte le carte in regola per poter saldare ogni singola rata. In quest’ultimo caso è importante per la banca valutare il rapporto rata/reddito, nel quale la quota mensile non deve essere superiore ad 1/3 del reddito netto dei richiedenti.

La richiesta di un prestito necessita di una serie di documenti, utilizzati sia per identificare il cliente che per attestare la sua condizione lavorativa e reddituale. In particolare le norme antiriciclaggio impongono, per tutte le tipologie di finanziamento domandato, la consegna della documentazione fiscale. I cittadini italiani devono quindi presentare la carta d'identità o la patente di guida (entrambi validi per il periodo in corso) e il codice fiscale, mentre i cittadini UE ed extracomunitari devono anche abbinare rispettivamente il certificato di residenza e il documento di soggiorno.

Per quanto riguarda gli attestati riguardanti la condizione lavorativa, bisogna distinguere tra lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi. I dipendenti devono allegare l’ultima busta paga (a volte sono richieste le ultime due) ed eventualmente il CUD, mentre per gli ex lavoratori a riposo è richiesto l’ultimo cedolino o il modello Obis M. I liberi professionisti invece devono esibire l’ultima dichiarazione dei redditi (730 oppure Modello Unico) e il modulo F24 attestante i pagamenti, nonché il certificato di attribuzione della partita IVA e la visura camerale (non più vecchia di 3 mesi). La visura camerale è un documento ufficiale che viene rilasciato dalle Camere di Commercio e contiene tutte le informazioni principali relative all’attività del cliente, ovvero i dati anagrafici, data di costituzione, eventuali licenze di cui si è in possesso o iscrizioni ad un albo. I tempi tecnici per ottenerla possono variare (fino a un mese) e impongono una tassa di segreteria compresa tra i 3 e i 7 euro.

La documentazione può variare anche in base alla tipologia di prestito, per cui sarà necessario presentare ulteriori documenti. Per i prestiti finalizzati, utilizzati per l’acquisto di uno specifico bene o servizio, andrà presentato – oltre a quanto già citato sopra – un preventivo della spesa da sostenere, o una documentazione che attesti la finalità per cui verrà spesa la somma domandata.

Diversa la certificazione per la cessione del quinto, argomento già oggetto di approfondimento in relazione alla pensione qualche settimana fa; cambia infatti a seconda che questo venga domandato da un dipendente a tempo indeterminato o, appunto, da un titolare di pensione Inps o Inpdap. Il finanziamento permette di estinguere il debito attraverso la trattenuta mensile delle rate direttamente dallo stipendio e per una quota fino al 20% dello stesso. Per questo prestito è importante essere in possesso della dichiarazione di quota cedibile (per i lavoratori a riposo, rilasciato dall’istituto di previdenza sociale) e il certificato di stipendio, quest’ultimo consegnato dal datore di lavoro e che riporta la data di assunzione, la retribuzione lorda e netta, il TFR maturato, le eventuali trattenute o pignoramenti già presenti sul salario.

Ricordiamo che la ricerca del miglior prestito passa da PrestitiOnline.it, il portale che permette di comparare i finanziamenti più convenienti che si trovano attualmente sul mercato. La domanda di un cliente tipo – 40enne di Milano, finalità di acquisto auto, 10.000 euro in 84 mesi – vede come migliore proposta quella di Fiditalia, che applica una rata di 145,61 euro mensili al Tan fisso del 5.90% (Taeg 6,17%). Il costo dell’istruttoria è pari a zero, mentre le spese iniziali sono di 16 euro.

A cura di Paola Campanelli
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