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UE: ancora giù le vendite di veicoli commerciali in giugno

Pubblicato il 04/08/2020

Mercato europeo dei veicoli commerciali ancora in grave sofferenza a giugno, anche se è riuscito a contenere i danni rispetto al tonfo denunciato durante il picco dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni di movimento (e lockdown). Nel mese preso in considerazione, secondo i più recenti dati dell’Associazione dei produttori automobilistici europei (Acea), le immatricolazioni di veicoli commerciali sono diminuite complessivamente del 20,3%, che si confronta con il -48,6% accusato in maggio.

La domanda è rimasta debole in tutta l’area

“La domanda di nuovi veicoli commerciali è rimasta debole in tutta l'UE” ammette l’Acea, sottolineando comunque come “il tasso di declino sia rallentato rispetto ad aprile e maggio”. Il calo è stato meno pronunciato nel segmento dei furgoni, e questo ha permesso una parziale compensazione delle difficoltà pronunciate dai segmenti camion e autobus. Tre dei quattro maggiori mercati della regione hanno registrato cali percentuali a doppia cifra lo scorso mese: Germania (-30,5%), Spagna (-24,2%) e Italia (-12,8%), mentre la Francia ha registrato un modesto aumento (+2,2% ).

-33,7% il saldo del primo semestre

Il bilancio della prima metà dell’anno è pesante. Nel continente, a causa della mancanza di visibilità sulla dinamica dell’economia, del calo degli investimenti e dei redditi, le immatricolazioni di veicoli commerciali sono nel complesso diminuite del 33,7% a causa delle perdite registrate nei mesi precedenti. Il contenimento del calo delle vendite di giugno è riconducibile al fatto che le restrizioni contro la pandemia da coronavirus sono via via state allentate in molti Paesi Ue. Ciò non ha comunque evitato a tutti i 27 mercati dell'area di accusare nel primo semestre ribassi a doppia cifra, inclusi i quattro principali: Spagna (-44,8%), Italia (-35,4%), Francia (-32,0%) e Germania (-28,6%).

In Francia la vendita dei furgoni ha ripreso a tirare

A giugno in Europa la domanda di furgoni è diminuita del 10,4% a 142.799 unità, in netto miglioramento rispetto al 41,3% perso in maggio. La Francia, che è il più grande mercato per questo segmento, ha dato un contributo significativo a questa performance, segnando una crescita del 7,8% (con 51.849 unità vendute). Per contro la Spagna (-19,8%) e la Germania (-17,7%) hanno ancora subito perdite a doppia cifra, seguite dall'Italia con un calo più modesto (-5,3%). Il saldo dei primi sei mesi dell’anno è negativo (-31,8%), influenzato da tutti e quattro i maggiori mercati: Spagna -45,7%, Italia -35,9%, Francia -31,2% e Germania -25,1%.

Autocarri, per Estonia e Lettonia perdite di oltre l’80%

Sempre nello scorso mese le vendite nel segmento degli autocarri pesanti (HCV) hanno accusato una contrazione del 55,6%), con Estonia e Lettonia che hanno registrato perdite percentuali superiori all'80%. Anche i quattro principali mercati hanno registrato risultati negativi, in particolare Germania (-57,4%), Spagna (-55,7%) e Italia (-51,8%), mentre Cipro è stato l'unico stato membro UE a spuntare una crescita. Nella prima metà dell’anno le vendite in questo segmento sono crollate del 44,2%, con l’Italia che ha fatto meglio della media (-34,2%).

Camion medi e pesanti, dodicesimo mese in negativo

A giugno la domanda di nuovi camion (MHCV) in tutta l'Unione europea è diminuita per il dodicesimo mese consecutivo: le vendite sono più che dimezzate (-54,3%) a 20.064 unità. La Germania, il mercato leader per questo tipo di veicolo, ha registrato il calo percentuale più elevato (-56,4%) rispetto a maggio. Subito dietro Spagna (-54,7%), Italia (-48,3%) e Francia (-33,8%). Il bilancio del primo semestre per l’intera Ue è pesante (-42%) e dello stesso tenore quello segnato dai quattro principali mercati: Francia (-39,4%), Germania (-38,5%), Spagna (-36,2%) e Italia (-33,7%).

Autobus e pullman, il segmento resta in grave sofferenza

Nell’UE le registrazioni di autobus e pullman sono diminuite in giugno del 41,5%, in leggero miglioramento rispetto al calo di maggio (-56,5%). Solo tre dei 27 mercati dell'UE hanno registrato risultati positivi: Cipro, Lussemburgo e Slovacchia. Gli altri 24 mercati, inclusi i quattro principali, hanno subito cali percentuali a doppia cifra. Nella prima metà del 2020 la domanda di autobus in tutta l'Unione è diminuita del 35,1%, con soli 12.508 nuovi veicoli immatricolati. Le vendite sono diminuite di oltre la metà in Spagna (-52,3%), mentre Italia (-21,3%), Germania (-19,2%) e Francia (-18,9%) hanno contenuto le contrazioni.

A cura di: Fernando Mancini

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acea veicoli commerciali

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