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Superbonus 110%: cambiano i tetti di spesa

Pubblicato il 09/07/2020

Cambiano le soglie di spesa per il superbonus del 110%. La rivisitazione è arrivata in seno alla commissione Bilancio della Camera che ha dato il via libera al testo del decreto Rilancio. Prevista una differenza dei massimali di spesa tra i condomini da due ad otto unità immobiliari.

Ecco, allora, che nei condomini fino ad otto unità abitative è previsto un limite di 40mila euro, moltiplicato per il numero di alloggi, nel caso di interventi di coibentazione (la realizzazione di cappotto termico). In passato si potevano spendere 60mila euro a unità.

Nel caso di condomini composti da nove unità abitative in su, la soglia è fissata a 30mila euro, moltiplicata per il numero di alloggi. Si scende, dunque, ulteriormente. Cambia ancora la soglia se si fa riferimento ad edifici unifamiliari o ad unità immobiliari presenti negli edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti, come le villette a schiera: in questo il caso il tetto è pari a 50mila euro per ogni unità.

Ricapitolando, sono tre allora i nuovi limiti di spesa. Si passa dai 60mila euro iniziali ad unità abitativa ai:

  • 50mila euro per gli edifici singoli
  • 40mila euro per i condomini da 2 a 8 unità abitative
  • 30mila euro per i condomini con più di 8 unità abitative

Il limite è invece di 20mila euro in caso di sostituzione di impianto di riscaldamento nei condomini fino ad otto unità abitative. Per i condomini composti da più di 8 unità abitative, la soglia massima per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con caldaia o pompa di calore è pari a 15mila euro. Stesso tetto di spesa anche nel caso di sostituzione impianto negli edifici unifamiliari o unità con autonomia funzionale. In tutti i casi è fondamentale migliorare di due classi energetiche l’edificio.

La detrazione viene considerata pure nel caso di spese riguardanti lo smaltimento e la bonifica dell’impianto di riscaldamento sostituito. Inoltre, l’agevolazione del 110% viene riconosciuta anche nel caso di opere di efficientamento energetico su immobili demoliti e poi ricostruiti.

Non vale lo stesso discorso nel caso di interventi antisismici: in questi casi la soglia massima di spesa è fissata per 96mila euro. Confermati nel testo il recupero della detrazione in 5 anni, nonché lo sconto in fattura e la cessione del bonus.

Nel caso di sconto in fattura, succede che il fornitore anticipa l’importo delle opere, per poi recuperare il 110% come credito di imposta da usare o da cedere ad altri operatori, come le banche.

A chi conviene il superbonus

Il superbonus conviene soprattutto ai condomini, ossia agli immobili caratterizzati da più unità abitative. A beneficiare dell’agevolazione sono anche le dimore bifamiliari. Il superbonus è destinato anche ai possessori di seconde case. Utile, dunque, per chi ha intenzione di realizzare lavori in una casa di vacanza.

Le persone fisiche, così come previsto dal decreto, possono beneficiare, infatti, del 110% su un massimo di due unità abitative.

Superbonus 110%: chi è escluso

Non possono beneficiare delle nuove agevolazioni fiscali le unità immobiliari che risultano appartenere alle categorie catastali seguenti:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile
  • A/8: abitazioni in ville
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici

Si amplia la platea dei destinatari

Ad accedere ai nuovi superbonus ci sono altri beneficiari, quali:

  • i condomini;
  • le persone fisiche, non esercenti attività di impresa o arti e professioni, per interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari;
  • gli istituti autonomi case popolari (IACP);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • i contribuenti del terzo settore (organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, numero 266; le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano, previsti dall'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, numero 383)
A cura di: Tiziana Casciaro

Parole chiave

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