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Più incentivi alle imprenditrici del settore agricolo

Il Dl Sostengi bis convertito in legge elimina il limite di età per le agevolazioni dedicate alle donne che avviano un'attività agricola. Oltre a un contributi a fondo perduto fino al 35% delle spese, si potrà godere di un mutuo a tasso zero nei limiti del 60% dell’investimento.

Pubblicato il 11/09/2021

Aggiornato il 13/09/2021

Agevolazioni per le donne imprenditrici nel settore agricolo

Salta il limite d’età per i contributi a fondo perduto dedicati alle donne che vogliano intraprendere una attività agricola. Secondo il decreto Sostegni bis convertito in legge, l’estensione coinvolge quindi anche le over 40 e ha lo scopo di favorire la nascita di imprese agricole al femminile senza più limiti di età.

Ma come si realizza in pratica l’agevolazione? In concreto, la misura prevede un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili, mentre per la parte che rimane è possibile accendere un mutuo a tasso zero nei limiti del 60% dell'investimento. Le iniziative di riferimento sono due: “Più Impresa” e “Donne in campo”.

I requisiti

Per accedere ai fondi, è necessario che le società agricole in questione non siano nate da più di sei mesi al momento in cui si richiede l’agevolazione. Inoltre è necessario che esercitino esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, oltre a essere amministrate e condotte da una donna oppure da un giovane imprenditore agricolo.

Fondamentale anche che siano composte da donne e da giovani imprenditori agricoli per la metà numerica dei soci e per la metà delle quote di partecipazione.

La misura

Nel dettaglio, “Più impresa” prevede di supportare le aziende con investimenti fino a 1,5 milioni di euro per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Le agevolazioni si concretizzano in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero nei limiti del 60% dell’investimento. Il mutuo deve avere una durata massima di 10 anni, che si estende a 15 anni (compresi i periodi di preammortamento) per le iniziative della produzione agricola.

Donne in campo

Tra le altre misure in favore delle donne attive nel settore dell'agricoltura, si può fare anche riferimento a "Donne in Campo" (G.U. n.12 del 26 agosto 2020) che, in parallelo a "Più impresa", prevede incentivi finalizzati allo sviluppo e al consolidamento delle aziende agricole condotte da imprenditrici: questi progetti potranno beneficiare di mutui agevolati a tasso zero, fino a un importo massimo di 300.000 euro.

Il finanziamento può andare da un minimo di 5 a un massimo di 15 anni. Gli investimenti, però, devono rientrare tra tre casistiche: migliorare il rendimento e a sostenibilità globale dell'azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione; migliorare le condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali; prevedere la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura.

I numeri

Secondo Ismea, le donne in agricoltura a fine 2020 erano 233mila su un totale di 912mila occupati. Forte l’incidenza in alcune regioni rispetto alla media nazionale: Campania (39%), Basilicata (39%), Molise (36%), Liguria (34%), provincia autonoma di Trento (32%) e Abruzzo (32%).

Particolarmente bassa, invece, in Sardegna (11%), Lombardia (17%), Sicilia (19%). Secondo la Camera di commercio, a dicembre 2020 le imprese agricole femminili erano il 28,3% delle imprese di tutti i settori economici, circa un quarto.

A cura di: Gabriele Petrucciani

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