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Nuove misure a sostegno di famiglie e imprese

In occasione dell'approvazione del documento programmatico di bilancio, il Consiglio dei ministri ha confermato lo stanziamento di risorse aggiuntive per il Fondo di Garanzia Pmi. Chiuso il capitolo moratorie, possibile l'introduzione di un nuovo strumento di garanzia gestito da Sace.

Pubblicato il 03/11/2021
Sostegno a famiglie e imprese

Più credito per famiglie e imprese, ma con tempi e modalità nuove. La legge di Bilancio 2022 promette nuove misure a sostegno della liquidità dopo l’ondata di iniziative nate con l’emergenza Covid-19 per supportare le esigenze finanziarie dei nuclei familiari italiani e delle tante Pmi che compongono il nostro tessuto produttivo. Numeri alla mano, sono ancora attive moratorie per 64 miliardi, pari a circa il 23% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020, a fronte di poco più di 570mila sospensioni accordate.

Le richieste a garanzia dei nuovi finanziamenti bancari a favore di pmi e micro imprese (interviene il Fondo di Garanzia per le pmi), invece, sono superiori a 202,5 miliardi e superano quota 202,5 miliardi. Quanto a Garanzia Italia di Sace, i prestiti garantiti hanno raggiunto 29,1 miliardi per oltre 3.300 richieste.

Ma cosa accadrà nei prossimi mesi? Oltre al rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, previsto nella Legge di bilancio 2022, è stato prorogato il credito di imposta "Transizione 4.0". La proroga dei crediti d’imposta sarà triennale per i beni strumentali e decennale per le attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design, con una rimodulazione delle aliquote agevolative per gli investimenti effettuati a partire dall'1 gennaio 2023.

Il fondo di garanzia

Il Consiglio dei ministri relativo all'approvazione del documento programmatico di bilancio ha confermato lo stanziamento di risorse aggiuntive per il Fondo di Garanzia Pmi nella manovra 2022. Lo strumento, che ha superato i 200 miliardi di euro di finanziamenti garantiti, con circa 2,5 milioni di domande, sarà rafforzato e diventerà un pilastro per le necessità di credito delle imprese italiane.

Lo stanziamento è di 3 miliardi al 2027. Le percentuali di copertura del Fondo dovrebbero però subire delle modifiche rispetto alle regole precedenti, che prevedevano la copertura della garanzia al 90% per i finanziamenti fino a 30mila euro e la copertura all'80% della garanzia diretta e al 100% della controgaranzia (sul 90% della copertura del confidi) per gli altri finanziamenti, fino all'importo di 5 milioni di euro per singolo beneficiario. Inoltre, in tutti i casi la garanzia era deliberata senza valutazione del merito di credito e gratuitamente, con approvazione automatica per le operazioni fino a 30mila euro.

La moratoria va in soffitta

Si chiude invece il capitolo della moratoria Covid, la sospensione dei mutui e delle linee di credito prevista dal Cura Italia. L'agevolazione era stata già prorogata dal decreto Agosto e dalla manovra 2021, e successivamente dal decreto Sostegno bis fino alla fine del 2021, ma solo per le società che ne avevano fatto richiesta entro il 31 gennaio 2021.

Il ruolo di Sace

Senza la moratoria sui prestiti, le nuove iniziative dovrebbero prevedere l'introduzione di un nuovo strumento di garanzia gestito da Sace. L'obiettivo è uno strumento che rientri nel perimetro degli aiuti di Stato (con l’ok di Bruxelles) e che possa assistere le imprese sia in caso nuovi finanziamenti, che per prestiti già in essere e rinegoziazioni di mutui esistenti (il decreto è atteso con la Legge di Bilancio 2022).

Le altre iniziative

Nel documento programmatico di bilancio è prevista anche la proroga di incentivi fiscali collegati alla Transizione 4.0, oltre a risorse per sostenere l’internazionalizzazione (8 miliardi al 2026) e una proroga del contributo a favore delle Pmi per l’acquisto di beni strumentali, ovvero la nuova legge Sabatini, la misura che regola gli incentivi dati alle Pmi che hanno necessità di rinnovare macchinari e attrezzature (beni strumentali per i processi produttivi): 180 milioni per ciascun anno dal 2022 al 2026.

La manovra prevede poi la proroga dell’operatività straordinaria del fondo Gasparrini: è estesa al 31 dicembre 2022 la sospensione del mutuo prima casa di autonomi e liberi professionisti. Dal primo luglio 2022 decadono i prestiti agevolati, ma resta fino al 31 dicembre 2022 la possibilità di chiedere i finanziamenti Sace fino a 5 milioni di euro, con una serie di requisiti compresa la valutazione del merito di credito.

A cura di: Gabriele Petrucciani

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