La crisi apre la caccia alla liquidità
L’aumento della cassa integrazione e l’incremento delle attività che chiudono i battenti fanno crescere l’esigenza di “capitale” tra le famiglie italiane. E l’importo medio dei prestiti erogati balza a 12.520 euro, contro gli 11.793 del mese precedente.
La recrudescenza della pandemia fa sentire i suoi effetti sul mondo del credito al consumo, con la “Liquidità” che torna ad essere una delle principali esigenze delle famiglie italiane e l’importo medio dei prestiti erogati che fa registrare un’impennata significativa. Per contro, si smorza l’entusiasmo per i bonus auto e quindi per i prestiti finalizzati all’acquisto di un’autovettura, nuova o usata. Sono queste le principali evidenze della consueta fotografia mensile scattata a febbraio dall’Osservatorio Prestiti di PresitiOnline.it.
Entrando più nel dettaglio, le richieste di finanziamento con finalità “Liquidità” raggiungono una quota di mercato del 24,6%, in crescita dal 23,3% della precedente rilevazione. Seguono i finanziamenti per l’Auto usata, al 21,3% (in calo rispetto al 22,7% di febbraio), e quelli per la Ristrutturazione casa che, in scia al trend degli ultimi quattro anni continuano a perdere terreno (la market share scende al 13,7% dal precedente 14,4%; nel 2018 aveva raggiunto un picco al 23,9%).
Anche in termini di erogato la finalità “Liquidità” fa un leggero balzo in avanti, raggiungendo una quota di mercato del 19,3% (19% a febbraio). Sul gradino più alto del podio si conferma l’Auto usata, nonostante il forte ridimensionamento (dal 24,1% al 21,5%), mentre al terzo posto troviamo la Ristrutturazione casa, con una market share in calo dal 18,1% al 17,1 per cento.
Boom di erogato
Il perdurare della crisi, legato al continuo calo del potere di acquisto delle famiglie (crescono i ricorsi alla cassa integrazione e il numero imprese costrette a chiudere per sempre la propria attività), mantiene l’importo medio dei prestiti su livelli elevati rispetto ai minimi toccati a fine 2020.
In particolare, l’erogato medio è cresciuto ulteriormente rispetto ai valori rilevati a gennaio, raggiungendo i 12.520 euro (a gennaio si era attestato a 11.793 euro, mentre alla fine dello scorso anno aveva raggiunto un minimo a 9.948 euro).
In termini di durata, lo spaccato fotografato da PrestitiOnline.it mostra una crescita significativa dei prestiti erogati nel lungo periodo, con una quota di mercato che complessivamente fa registrare un incremento del 5%: nel dettaglio, la market share dei finanziamenti a 6 anni sale dall’8,9% al 10,8%, quella a 7 anni passa dal 10,2% al 10,6%, a 8 anni si va dal 6,1% all’8,6%, mentre sopra gli otto anni la quota di mercato raggiunge l’11,2%, contro il precedente 11 per cento. Come classi d’importo, invece, il grosso del mercato è fatto da prestiti (in termini di erogati) al di sotto dei 10mila euro, con una quota di mercato del 56,9 per cento.
Tassi a lungo più bassi
Fronte tassi d’interesse, crollano significativamente quelli a lungo termine, almeno con riferimento ai prestiti finalizzati all’acquisto di un’auto nuova. Le rilevazioni all’1 marzo, considerando il profilo di un impiegato di 35 anni residente a Milano che richiede un finanziamento di 20mila euro, mostrano Taeg a 9 e 10 anni rispettivamente del 6,50% e del 6,35%, con una rata mensile di 243 euro e di 224 euro.
La stessa simulazione effettuata esattamente un mese prima evidenziava tassi d’interesse sensibilmente più alti: per acquistare un’auto nuova, a 9 anni il costo complessivo del finanziamento ammontava al 9,11%, per una rata mensile di 265 euro, mentre a 10 anni si pagava un Taeg del 9,10% e una rata di 247 euro.
A distanza di 28 giorni, quindi, si registra un risparmio mensile di 22 euro a 10 anni e di 23 euro a 10 anni, che considerando tutta la durata del finanziamento si traduce in uno “sconto” complessivo rispettivamente di 2.376 euro e di 2.760 euro.
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