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L’Italia è prima in Europa per richiesta di prestiti

Non ci siamo trasformati in poco tempo da formiche a cicale, ma è indubbio che l'atteggiamento degli italiani verso l'assunzione di debiti sta cambiando, come emerge da una ricerca condotta su scala europea che ci colloca in testa nel rapporto tra finanziamenti e stipendi.

Pubblicato il 03/01/2022
uomo impila monete con salvadanaio e calcolatrice
Richiesta di finanziamenti da parte degli italiani

Qualcosa sta cambiando nel rapporto tra italiani e finanziamenti. Anche se, per capire se si tratta di un fenomeno strutturale o solo un effetto della crisi pandemica, che da noi ha colpito più duro che altrove, occorrerà attendere ulteriori conferme.

Lo studio

Secondo l’ultima rilevazione dello European Consumer Payment Report 2021 realizzato da Intrum (multinazionale di servizi per il credito), il 25% dei cittadini del Vecchio Continente ha contratto prestiti nel corso degli ultimi mesi o ha utilizzato il plafond della carta di credito fino al limite a seguito della pandemia. Siamo ben distanti dai livelli che si registrano negli Stati Uniti, dove il livello è costantemente sopra il 40%, ma in ogni caso si tratta di un dato in sensibile crescita rispetto al 21% del report realizzato nel 2020. I numeri arrivano da un sondaggio condotto su 24mila consumatori, dunque è indicativo della situazione in corso.

Secondo la ricerca è la cosiddetta “generazione Zeta”, quella cioè composta da coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012, a “perdere facilmente il controllo dei propri debiti, mentre “il risparmio è ancora uno dei capisaldi delle famiglie”. Una considerazione che lascia immaginare una crescita del ricorso ai finanziamenti negli anni a venire, complice anche la diffusione di nuove forme di finanziamento online innovative, come il buy now, pay later, che consente di acquistare tramite piattaforme di e-commerce con pagamenti rateali a interessi zero.

I dati italiani

Quanto all’Italia, il 31% degli italiani prende a prestito una quota compresa tra il 10% e il 25% del proprio stipendio (contro il 25% della media europea), mentre il 17% ottiene tra il 25% e il 50% di quanto incassato mensilmente (in questa fascia la media europea si ferma al 15%). Siamo al primo posto per finanziamenti ottenuti rispetto agli incassi mensili, il che dipende in larga parte da salari molto contenuti rispetto agli altri Paesi europei.

Sempre restando al confronto tra dati nazionali e continentali, il 55% degli italiani almeno una volta nella propria vita ha preso a prestito dei soldi o aumentato il limite della propria carta di credito per acquistare qualcosa per i figli, mentre il 27% lo ha fatto più volte. In totale quindi l’82% degli intervistati di casa nostra ha comprato a credito beni o servizi per i figli. Si tratta anche qui di dati più alti della media europea.

Non ci sono segnali di tensione

Tornando all’analisi continentale, Intrum segnala che nei 24 Paesi in cui opera il numero delle nuove pratiche di recupero crediti è in diminuzione, il che sta a indicare la capacità di ripagare i prestiti ottenuti. Dunque, nonostante le difficoltà generate dalla crisi pandemica, la situazione del settore resta sotto controllo. Il che costituisce un elemento positivo non solo per le aziende del settore, ma anche per la continuazione delle erogazioni su buoni livelli nel prossimo futuro.

Lo studio segnala che solo il 16% degli europei ritiene di non avere il controllo dei propri debiti.

Infine, il 26% degli italiani coinvolti nel sondaggio si sente meno pronto a contrarre un debito ora rispetto a prima della pandemia (media Ue del 36%).

A cura di: Luigi dell'Olio

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