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Inflazione: aiuti del Governo a famiglie e imprese per 52 miliardi

A luglio l’inflazione si è portata al 7,9 per cento ma, senza le misure del Governo a favore di imprese e famiglie, avrebbe superato il 10 per cento. Intanto il carrello della spesa si è portato ai massimi dal 1984. Gli aiuti del Governo, pari a 52 miliardi, sono pari al 3 per cento del Pil.

Pubblicato il 05/09/2022
illustrazione con tablet, cestino della spesa e icone dello shopping

Il caro prezzi, alimentato soprattutto dalla componente energetica (che ‘abbraccia’ tutti i settori dell’economia), sta mettendo a nudo le crescenti difficoltà affrontate dagli italiani. Gli aiuti introdotti dal Governo guidato da Mario Draghi rivelano, con la loro entità, la grave crisi e questo scenario potrebbe addirittura aggravarsi.

Le ombre che si stanno allungando sui consumatori, secondo l’analisi che arriva dalla CGIA, anticipano infatti un autunno piuttosto complicato. Le incognite che gravano sull’economia sono molte: dal caro energia, appunto, all’impennata dell’inflazione (che adesso si sta allargando anche ai servizi), dagli incerti sviluppi della guerra in Ucraina ad una possibile recrudescenza del Covid (in concomitanza con la stagione fredda) stanno minando la serenità sia delle famiglie, sia delle imprese.

Senza le misure del Governo l’inflazione oltre il 10%

Se da una parte un’inflazione all’8% per un anno rappresenta per le famiglie monoreddito una decurtazione delle loro entrate pari a una mensilità, dall’altra parte bisogna riconoscere che l’Italia, senza gli aiuti, avrebbe fatto i conti con un’inflazione sopra il 10%. A luglio l’indice dei prezzi si è portato al 7,9%, ma quello che ha più destato preoccupazione è l’andamento del carrello della spesa, che si è portato ai massimi dal 1984 (al 9,1%).

Queste pressioni sono smorzate in modo significativo – per esempio - dalla riduzione degli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas, dalla riduzione dell’Iva sul gas per usi civili, dai crediti di imposta sulle bollette energetiche delle imprese, dalla riduzione delle accise sui carburanti, dal bonus da 200 euro per i redditi fino a 35mila euro (e altri provvedimenti ad hoc).

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Aiuti pari al 3% del Pil

Nel complesso, quest’anno, l’Esecutivo ha varato misure contro il rincaro dei prezzi a favore di famiglie e imprese per un importo di 52 miliardi, come spesa corrente perciò non andrà ad aumentare il deficit pubblico. Si tratta di aiuti molto importanti, pari a 3 punti percentuali del nostro Pil, che includono anche i 17 miliardi di euro previsti dal decreto Aiuti bis approvato all’inizio di agosto.

Al contenimento delle pressioni inflattive hanno contribuito anche altri fattori: dal boom del turismo (dopo la gelata imposta dal Covid) alla forte ripresa degli investimenti (soprattutto nel settore costruzioni), al buon andamento dell’export. Un quadro favorevole che si è tradotto in una ripresa corale della nostra economia e che, di riflesso, ha comportato un aumento di 39 miliardi per le entrate tributarie e contributive.

I cardini del Decreto aiuti bis

Il Governo con il Decreto aiuti bis ha rafforzato, in particolare, le misure varate in precedenza. In particolare, le novità riguardano:

  • il bonus sociale energia elettrica e gas (estese al quarto trimestre 2022 le agevolazioni per i consumatori economicamente svantaggiati);
  • allargamento ad altre categorie di lavoratori dell’indennità una tantum (200 euro ai lavoratori dipendenti);
  • rifinanziamento (fino a una dotazione di 600 milioni per quest’anno) del Fondo per il sostegno del potere di acquisto dei lavoratori autonomi;
  • rifinanziamento del Fondo bonus trasporti a favore delle famiglie di utilizzano mezzi pubblici (dotazione di 180 milioni);
  • esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti;
  • anticipo della rivalutazione delle pensioni all’ultimo trimestre 2022.

Inoltre, il provvedimento prevede proroghe dei crediti di imposta alle imprese per l'acquisto di gas ed energia.

A cura di: Fernando Mancini

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