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In calo le esigenze di liquidità delle imprese

Nel secondo trimestre 2021, le richieste di credito si sono ridotte del 38,5 per cento. Merito di un'economia in miglioramento, ma anche delle misure di sostegno che fino a oggi sono state dispiegate dal governo. A rilevarlo è un'analisi di Crif, che mostra anche un incremento dell'importo medio.

Pubblicato il 29/07/2021
Imprese, richieste credito in calo

L'economia accelera sulla strada della ripresa e le imprese, che in piena pandemia hanno trovato nelle banche un valido alleato, ora sembrano in grado di poter camminare da sole. La testimonianza arriva dall'analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, secondo cui le richieste di credito da parte delle imprese hanno registrato nel secondo trimestre 2021 una contrazione del 38,5% rispetto allo stesso periodo del 2020 (proprio quando il Covid-19 ha sorpreso l'Italia), riallineandosi ai valori del 2019. A livello regionale, le contrazioni più significative sono state rilevate nelle Marche (-30,4%), Basilicata (-26,5%) e Liguria (-23,0%), mentre solo la Sardegna (+0,6%) ha fatto registrare un lieve incremento.

Alla fine del 2019, quasi la metà delle imprese italiane presentava situazioni di liquidità delicate e senza particolari margini di manovra, spiega Simone Capecchi, executive director di Crif, per cui uno shock tanto imprevisto quanto violento come quello causato dalla pandemia da Covid-19 ha determinato un deciso incremento delle richieste di credito per far fronte alle esigenze finanziarie di breve termine.

Per quattro trimestri consecutivi i volumi di richieste di credito sono stati decisamente sostenuti e solo ora si registra un’inversione di tendenza, grazie alle prospettive di ripresa economica. Allo stesso tempo è aumentato in modo significativo l’importo medio dei finanziamenti, "a conferma di una crescente propensione delle imprese a frazionare meno le richieste, rivolgendosi in primis agli istituti di riferimento con i quali intrattengono rapporti abituali”, aggiunge ancora Capecchi.

L'analisi

Entrando più nel dettaglio, la contrazione in atto delle richieste di credito riguarda sia le società di capitali (-29,8% nel secondo trimestre) sia le imprese individuali (-50,2%). Ma in questi mesi si è registrata anche una consistente flessione delle richieste di mutui immobiliari (-62%), sempre da parte delle imprese, e dei prestiti personali (-31%).

Più contenuta la contrazione rilevata per i fidi (-14%) e per le carte (-9%), mentre i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi sono l’unica tipologia di finanziamento ad aver fatto segnare un incremento delle richieste (+54%).

L'economia in miglioramento e le misure di sostegno dispiegate dal governo hanno contribuito a contenere la rischiosità del comparto, puntualizza Capecchi: "In particolare, un ruolo fondamentale è stato giocato dalla moratoria, che ha consentito alle imprese in difficoltà di congelare il rimborso dei finanziamenti in essere". Relativamente al comparto business, la dinamica registrata da Crif mette in evidenza come il 17,5% dei contratti di finanziamento alle aziende abbia beneficiato della sospensione delle rate, ma a oggi rimangono in essere solo il 50% circa del totale dei provvedimenti attivati per le imprese.

Cresce l'importo medio

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif emerge anche un forte incremento dell’importo medio richiesto, che che nel secondo trimestre si è attestato a 98.689 euro, facendo segnare un balzo del 91,3 per cento.

In particolare, le richieste di credito delle imprese individuali hanno visto un importo medio di 35.894 euro (+69% rispetto allo stesso periodo 2020), mentre le richieste delle società di capitali si sono attestata a 131.941 euro (+77,7%).

Guardando lo spaccato per aree geografiche, il Trentino-Alto Adige è la regione caratterizzata dall’importo medio più elevato (153.156 euro), seguita da Lombardia (108.901 euro) e Lazio (106.650 euro). All’opposto, l’ammontare più basso è stato riscontrato in Valle D’Aosta (43.506 euro), Sicilia (56.195 euro) e Sardegna (63.554 euro). L'aumento del valore medio dei finanziamenti trova una spiegazione nella possibilità da parte delle imprese di interloquire con la propria banca di riferimento, confidenti di poter trovare riscontro positivo, senza dover necessariamente frazionare l’importo in diverse tranche da allocare su più banche, sottolinea una nota diffusa da Crif.

A cura di: Gabriele Petrucciani

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