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Immobili italiani con impianti poco efficienti: ecco cosa è possibile fare

I consumi in ambito immobiliare non sono legati esclusivamente alla condizione degli edifici, che in Italia sono nella maggioranza dei casi datati, ma anche alle condizioni degli impianti che vengono utilizzati all'interno del contesto domestico. Risparmiare si può.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

classi energetiche elettrodomestici
Come ottimizzare i consumi in ambito domestico

Non solo immobili datati, ma anche impianti poco efficienti. Gli sprechi sul fronte dei consumi in ambito domestico dipendono da una pluralità di cause, che è bene conoscere per poter puntare a ridurre la bolletta. A maggior ragione in una fase di ritorno delle turbolenze sul costo della materia prima come quella che stiamo vivendo.

Forno, lavatrici e piano cottura: occhio ai consumi

Secondo l’ultimo Osservatorio Green Home Smart Home, condotto dall’istituto di ricerca sociale e di marketing Eumetra, un quarto delle case italiane ha forno elettrico e frigorifero con almeno dieci anni di servizio. Meglio va alle lavatrici e alle lavastoviglie, che in oltre la metà dei casi sono state installate nell’ultimo quinquennio, ma occorre considerare che i progressi sul fronte dei consumi nei dispositivi lanciati negli ultimi 18-24 mesi sono stati enormi.
Maggiore efficienza si registra in merito ai piani cottura, che hanno meno di cinque anni nell’80% dei casi e non si tratta di un dato trascurabile, considerato quanto consumano i piani a induzione.

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Passi in avanti sul fronte della smart home

Problemi, limiti, ma anche soluzioni. Lo studio segnala che una famiglia italiana su tre si sta guardando intorno perché è interessata ad acquistare sensori per la perdita di gas o acqua, il 28% progetta di comprare videocamere di sicurezza e il 27% sensori di movimento nell’area della propria abitazione. Tutti aspetti che combinano la ricerca di una maggiore sicurezza con la possibilità di monitorare i consumi, al fine di minimizzare gli sprechi.

L’Osservatorio messo a punto da Eumetra segnala che le abitazioni anche solo parzialmente efficienti (quelle dotate di infissi isolanti, lampade led, o elettrodomestici efficienti) non superano il 34% del totale, mentre quelle al massimo dell’efficienza si fermano a una su otto. All’estremo opposto, nel 30% delle case, gli impianti di riscaldamento autonomo e gli infissi isolanti superano i dieci anni di anzianità.

La smart home si fa strada nonostante la congiuntura

Il mercato delle soluzioni per la smart home è arrivato a valere nel 2022 ben 770 milioni di euro, con una crescita del 18% rispetto al 2021. A rivelarlo è l’Osservatorio istituito dalla School of Management del Politecnico di Milano, dal quale emerge che il nostro Paese registra un tasso di crescita più alto rispetto alle altre grandi economie del Vecchio Continente: la Spagna limita il progresso al 10%, la Francia al 2%, la Gran Bretagna al 4,1%, mentre la Germania fa addirittura registrare un calo nell’ordine del 5%. Tuttavia la spesa pro capite resta molto contenuta, con i 13 euro per abitante che sono ben distanti dai 60 euro circa di Gran Bretagna e Stati Uniti, così come dai 45 della Germania.

Di positivo c’è che il gap si va restringendo. Secondo il Decoding the digital home study, realizzato da EY intervistando 2.500 famiglie italiane, il costo dei dispositivi smart home non rappresenta più un ostacolo significativo per gli italiani. Anzi, il rincaro del costo dell’energia – che si è manifestato lo scorso anno con un’impennata in particolare tra la fine dell’estate e l’autunno - ha spinto gli italiani a porre maggiore attenzione al risparmio energetico. A trainare le vendite sono le soluzioni più prossime al risparmio energetico, tramite sistemi di riscaldamento e condizionatori connessi, con una quota pari al 20% del totale e una crescita annua del +41%.

In particolare, il 34% degli intervistati nella Penisola ritiene che questi prodotti abbiano un prezzo ragionevole, un punto in più rispetto alla media globale e in progresso del 5% rispetto all’analoga indagine realizzata lo scorso anno.

Quanto ai possibili freni all’acquisto, il 40% ritiene che l’aspetto più critico riguardi la fiducia, condizione essenziale per superare le riserve relative eventualmente al prezzo e alla sicurezza dei dati. Intanto la percezione del rapporto qualità-prezzo da parte dei consumatori va migliorando di anno in anno nella maggior parte delle categorie di servizi.

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