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Furgoni diesel: nel 2019 vendite Ue aumentate del 93 pct

Pubblicato il 17/04/2020

Il passaggio dal motore a scoppio a quello a propulsione alternativa, auspicato da più parti nel rispetto dell’ambiente, sarà al rallentatore. Se si dovesse misurare la fase da come stanno andando le immatricolazioni dei nuovi furgoni si intuisce che la trasformazione del settore trasporti, in chiave sostenibilità, sarà molto più lenta del previsto. Questo settore, infatti, investe soprattutto in prospettiva (sia intermini di ammortamento sia per quanto riguarda la resa del veicolo) e i dati rilevati dall’Acea per il 2019 lasciano ben pochi dubbi.

Quote minoritarie per i motori alternativi

Lo scorso anno, nel complesso, il 92,8% di tutti i nuovi veicoli commerciali leggeri immatricolati nell'Unione europea aveva il motore diesel. Al secondo posto della classifica, con il 4,4% delle vendite realizzate, si sono piazzati i furgoni con motori a benzina. Secondo le statistiche dell’Associazione che raggruppa i principali produttori di auto europei, i veicoli puramente elettrici (ECV) rappresentavano solo l'1,2% delle vendite totali in tutta la regione, mentre i furgoni con propulsione alternativa (APV) in totale occupavano una quota di mercato di appena il 2,8%.

Il mercato è dominato dal gasolio

Nel 2019 il numero di furgoni diesel immatricolati nell'Unione europea è aumentato del 2,4% tendenziale a 1.956.004 unità. Scendendo nel dettaglio dei principali mercati europei, la domanda di veicoli commerciali leggeri alimentati a diesel è aumentata, in particolare in Germania (+7,7%), Francia (+3,4%) e Regno Unito (+1,7%). In controtendenza sono andate le immatricolazioni di furgoni diesel in Italia (-0,3%) e in Spagna (-4%).

In Italia torna in auge la benzina

La performance delle vendite di van a benzina - nettamente superiore - segnala come anche in questo caso la demonizzazione del diesel abbia avuto un enorme peso. Lo scorso anno sono stati venduti nel Vecchio continente 93.373 furgoni, il 14,9% in più rispetto al 2018. Ad eccezione della Germania (-11,7%), la domanda di questo tipo di veicoli è cresciuta soprattutto in Spagna (+30,3%) e Francia (+27,9%), che assieme hanno rappresentato la metà di tutti i furgoni a benzina venduti nell'Ue. Segno positivo anche in Italia (+65,3%) e nel Regno Unito (+12,4%).

Germania e Francia leader nell’elettrico

La domanda di nuovi furgoni elettrici lo scorso anno è cresciuta del 22,9% a 26.107 unità, pari a una quota dell'1,2% delle vendite totali di veicoli commerciali leggeri nell'Ue. La Francia (8.087 unità) e la Germania (6.704 unità) sono stati i maggiori mercati per questo tipo di veicoli a propulsione elettrica (ECV) e hanno assorbito nell’insieme quasi il 60% di tutti i furgoni elettrici immatricolati in tutta l'Unione Europea.

L’ibrido, boom da una base molto bassa

Sempre nel 2019 sono stati immatricolati 4.577 nuovi furgoni elettrici ibridi, con un incremento del 159,8% in più rispetto all'anno precedente. Da segnalare che questa crescita a tre cifre ha una motivazione principalmente tecnica: è il risultato di una base di confronto molto bassa. Infatti, secondo l’Acea, i veicoli elettrici ibridi (HEV) hanno rappresentato solo lo 0,2% di tutti i veicoli commerciali leggeri venduti nella regione.

In Italia 'tirano' i motori a gas e a Gpl

In tutta Europa nel 2019 le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri a carburante alternativo (gas naturale, Gpl, biofuel, etanolo) sono aumentate del 33,6% a 27.305 unità. L'Italia (10.110 unità) e la Spagna (6.429 unità) sono stati i maggiori mercati del Continente, con incrementi delle vendite (per quanto riguarda i settori gas naturale e Gpl) rispettivamente del 23% e dell’84,5%.

A cura di: Fernando Mancini

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