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Decreto Sostegni bis: altri 18 miliardi a fondo perduto

Gli aiuti dello Stato, pur considerando i 18 miliardi previsti dal Decreto Sostegni Bis, coprono solo il 13 pct delle perdite accumulate da imprese e partite Iva a causa della crisi. L’Agenzia delle Entrate comunica che i fondi erogati nel 2020 non determinano la soglia di accesso ai nuovi fondi.

Pubblicato il 26/05/2021
L'arrivo del Decreto Sostegni Bis porterà alle imprese aiuti per 18 miliardi

Stanno per arrivare alle imprese italiane e alle partite Iva toccate dalla crisi economica nuovi fondi nell’ambito del nuovo Decreto Sostegni: si tratta di un pacchetto da 18 miliardi di euro di contributi a fondo perduto.

Nel mentre, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che non rientrano nel calcolo dei sostegni i contributi a fondo perduto erogati nel 2020 in attuazione dei vari decreti emanati (‘Rilancio’, ‘Agosto’, ‘Ristori’ e ‘Natale’) per fare fronte alle conseguenze della pandemia. Gli stessi aiuti, inoltre, non vanno considerati per determinare la soglia di accesso al regime forfettario, ovvero la disciplina di favore destinata alle persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni con ricavi o compensi non superiori a 65mila euro.

Gli aiuti già erogati non determinano soglia di accesso ai nuovi

In pratica le realtà che hanno continuato a soffrire gli effetti delle restrizioni e, nel frattempo, non hanno ‘superato’ le soglie previste dai provvedimenti governativi continuano ad avere il diritto di accedere ai nuovi contributi.

E per molte società e partite Iva rappresenteranno un’importante boccata di ossigeno, anche se ‘contenuta’ rispetto alle perdite complessive che tutto il comparto produttivo ha subito. Il nuovo pacchetto andrà ad aggiungersi ai 27 miliardi di sussidi versati alle imprese negli ultimi 14 mesi. Tuttavia, secondo i calcoli della CGIA di Mestre, a fronte di un crollo del fatturato che il sistema economico ha subito nel 2020 di 350 miliardi di euro, questi 45 miliardi di indennizzi coprirebbero solo il 13% circa delle perdite totali.

Il problema della tempistica

Un altro aspetto che alimenta la preoccupazione sono i ritardi con cui questi aiuti rischiano di arrivare a valle, tenuto conto che lo scostamento di bilancio di 40 miliardi di euro è stato votato dal Parlamento lo scorso 22 aprile.

Mai come in questo momento, sostengono gli esperti, la tempestività nell’erogazione degli aiuti è decisiva per le imprese che sono in difficoltà, anche considerando che nelle ultime settimane lo stato di crisi di molte filiere economiche è ulteriormente peggiorato.

Secondo la CGIA, infatti, sono centinaia di migliaia le imprese che sono ancora completamente chiuse o semi-chiuse. Il Governo Draghi sul fronte aiuti alle imprese ha comunque dato un importante segnale, cambiando passo rispetto all’Esecutivo precedente e mettendo sul tavolo sostegni di una dimensione tale mai raggiunta in Italia.

Escluse dal calcolo anche le altre agevolazioni legate al Covid

Tornando alla nota dell’Agenzia delle Entrate, i contributi a fondo perduto erogati nel 2020 non concorrono alla determinazione della soglia dei ricavi prevista dal Decreto Sostegni per l’accesso ai nuovi contributi. Inoltre, non devono essere considerati ai fini del calcolo della riduzione del fatturato medio, né devono essere inclusi tra i ricavi previsti dalle soglie dimensionali per la determinazione delle percentuali.

Non vanno conteggiate neanche le altre agevolazioni introdotte per il contrasto della pandemia, come il bonus affitto o i crediti d’imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro, la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di protezione, ma anche l’indennità di maternità. Nel caso delle associazioni sportive dilettantistiche, nel calcolo del contributo vanno considerati esclusivamente i ricavi rilevanti ai fini Ires.

A cura di: Fernando Mancini

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