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Decreto Rilancio: ecco tutte le misure per le imprese

Pubblicato il 20/05/2020

Arriva il Decreto Rilancio, con molte promesse per l’economia reale. Intanto, in fila per i prestiti del Decreto Liquidità si sono messe le grandi aziende a partire da Fca, che ha richiesto 6,3 miliardi con la garanzia pubblica, come riporta Milano Finanza. Vediamo una per una, quali sono le misure per le imprese dell’ultimo Decreto del governo Conte.

Disposizioni in materia di versamento dell'IRAP

All’art. 27, l’ultimo Decreto per riparare i danni economici del Covid 19, prevede l’esclusione dal versamento del saldo IRAP relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019 e della prima rata dell’acconto IRAP relativo al periodo di imposta successivo (2020) per le società di capitali con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni (valore che si parametra sull’ultimo anno fiscale completo). A beneficiare di questa misura sono i soggetti di piccola e media dimensione ma, sfortunatamente, il Legislatore esclude dalla platea tutti i contribuenti di più rilevanti dimensioni anche nel caso in cui tali soggetti abbiano subito una drastica riduzione del fatturato a causa del lockdown. Si pensi, ad esempio, all’impatto negativo del Covid-19 nel settore della moda, della ristorazione e dell’automotive e alla conseguente riduzione del fatturato.

Proroga della riscossione dei versamenti sospesi

Il Decreto proroga ulteriormente i termini per i versamenti relativi ai mesi di aprile e maggio 2020, con riferimento alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria per i soggetti esercenti attività d'impresa che hanno registrato una riduzione significativa del fatturato. Tali versamenti, originariamente rinviati al 30 giugno col Decreto Liquidità, per effetto del Decreto Rilancio sono dovuti in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.

Contributo a fondo perduto

Il Decreto Rilancio, all’art. 28, prevede un contributo a fondo perduto per le imprese con fatturato 2019 inferiore ai 5 milioni e i cui ricavi di aprile 2020 siano inferiori ai due terzi di quelli di aprile 2019. Quest’ultima condizione non è richieste per le società che sono state avviate nel 2019 e per quelle con sede nella “zona rossa”. L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla riduzione del fatturato. Ovvero, le imprese con fatturato fino a 400mila euro riceveranno un contributo pari al 20% della riduzione del fatturato registrata; quelle tra 400mila e un milione un valore del 15% e quelle tra 1 e 5 milioni il 10%. Il contributo è riconosciuto per un importo non inferiore a 2.000 euro e non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e Irap.

Credito d’imposta per la sanificazione

L’art. 130-quater del Decreto Rilancio, abrogando la precedente misura agevolativa contenuta nel Decreto Cura Italia e Decreto Liquidità, ha introdotto un credito di imposta in misura pari al 60% (invece del precedente 50%) su un valore fino a 60mila euro (anziché 20mila) per le spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito di imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di sostenimento della spesa ovvero in compensazione orizzontale con il Mod. F24. Il Decreto precisa, inoltre, che l’utilizzo in compensazione orizzontale del suddetto credito non soggiace ai limiti previsti per le compensazioni dei crediti di imposta e che lo stesso non ha rilevanza fiscale in quanto non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini Ires che Irap.

Incremento del limite annuo dei crediti compensabili 

L’art. 158 del Decreto prevede un incremento, a decorrere dall’anno 2020, da 700mila euro a 1 milione di euro del limite annuo dei crediti compensabili tramite Mod. F24, ovvero rimborsabili in conto fiscale. Tale disposizione rappresenta uno strumento utile per incrementare la liquidità delle imprese, favorendo lo smobilizzo dei crediti tributari e contributivi, anche se la soglia fissata la rende inadeguata per i soggetti di più rilevanti dimensioni.

Le nuove misure per il lavoro

Il Decreto Rilancio riscrive le regole anche della Cassa integrazione. Che potrà essere richiesta per una durata massima di 18 settimane, di cui 14 fruibili per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 e quattro dal primo settembre al 31 ottobre 2020. Il governo ha snellito la procedura per la richiesta della Cassa in deroga, per cui il datore potrà rivolgersi direttamente al’Inps che entro 15 giornI dal ricevimento della domanda erogherà un anticipo dell’assegno del 40%.

Sono sospesi ex lege i licenziamenti per 5 mesi. Confermato per aprile, il bonus di 600 euro che sarà erogato in automatico ai professionisti non iscritti agli ordini, ai co.co.co. in gestione separata, e ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo. A maggio viene erogato un ulteriore bonus di mille euro per i liberi professionisti titolari di partita Iva che hanno perso almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 e ai co.co.co. che hanno cessato il rapporto di lavoro.

A cura di: Laura Magna

Parole chiave

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