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Debito famiglie: nel 2021 aumentata l’esposizione media

Con l’avvicinarsi di una crisi e la fiammata dell’inflazione è aumentato il rischio usura per gli imprenditori e le famiglie. Il debito di queste ultime nel 2021 è aumentato di circa il 4 per cento a 574,8 miliardi di euro. Secondo la CGIA c’è bisogno di incentivare il Fondo per la prevenzione.

Pubblicato il 12/04/2022
Banconote da 100 euro esposte a ventaglio da un uomo
Cresce il debito delle famiglie

Il debito delle famiglie italiane è in aumento a seguito della crisi innescata dalla pandemia e poi per la fiammata registrata dall’inflazione che ha tagliato il potere di acquisto. E adesso, la guerra in corso non spinge all’ottimismo perché ha ridotto le loro certezze e la loro fiducia, in un momento in cui vedono la crescita economica rallentare e i tassi d’interesse tornare a puntare al rialzo. Alla fine dello scorso dicembre l’esposizione ammontava complessivamente a 574,8 miliardi di euro, in aumento di quasi il 4% annuo (+21,9 miliardi), ovvero per un importo medio per nucleo di 22.237 euro (ovvero +851 euro per famiglia).

Cresce il rischio usura

Si tratta di uno scenario che spiana la strada alla malavita. A preoccupare, avvertono infatti dall’Ufficio studi della CGIA, non è tanto ciò che si è in grado di misurare, ma quello che non si riesce nemmeno a intravedere: come, appunto, il rischio usura. Un fenomeno, questo, che è già difficilmente dimensionabile quando si hanno statistiche recenti relative al numero di denunce notificate alle forze dell’ordine, mentre oggi, paradossalmente, i dati più aggiornati a disposizione sono riferiti addirittura a un paio di anni fa (prima dell’avvento del Covid). La situazione, avvertono comunque gli esperti, anche se critica non è ancora drammatica.

La forte ripresa economica dietro alla domanda di credito

La CGIA fornisce infatti una chiave di lettura in positivo: è probabile che l’incremento sia in parte riconducibile alla forte ripresa economica, come rivela il fatto che le aree più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati. Certamente qui tra gli indebitati ci sono anche nuclei delle fasce sociali più deboli, ma le forti esposizioni di questi territori potrebbero essere legate anche ai significativi investimenti avvenuti negli anni nel mercato immobiliare che, per certo, sono riconducibili a famiglie benestanti, in particolare nel Nord Italia.

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Il peso delle bollette energetiche

L’orizzonte però non è roseo per l’intero Paese: l’accelerazione dei prezzi in generale, il rincaro esponenziale dei carburanti e quello delle bollette energetiche potrebbero infatti peggiorare notevolmente la situazione economica di tantissime famiglie italiane. Gli esperti della CGIA segnalano soprattutto che molti artigiani, piccoli commercianti e partite Iva stanno pagando due volte lo straordinario aumento registrato in questi ultimi 6 mesi dalle bollette di luce e gas. La prima come utenti domestici e la seconda come piccoli imprenditori. Una situazione che per molte attività sta diventando impossibile da sostenere ancora a lungo.

Incentivare il ‘Fondo per la prevenzione’ contro l’usura

Il fenomeno dell’usura è molto carsico, impossibile da monitorare: chi finisce nella rete dei criminali, infatti, spesso ha paura di denunciare perché teme per la propria incolumità. Con la crisi nuovamente alle porte, anche le forze dell’ordine denunciano molti segnali di avvicinamento della malavita al mondo delle imprese. Lavoratori autonomi che si indebitano per poche migliaia di euro, ma che in pochi mesi si trovano nell’impossibilità di rimborsarli perché, nel frattempo, gli interessi hanno raggiunto livelli molto elevati. Per evitare tale pericolo, suggeriscono gli esperti, bisogna incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura, poco utilizzato perché ancora poco conosciuto.

I più indebitati in Lombardia, in fondo alla classifica Enna

Le famiglie più in ‘rosso’, secondo la CGIA, sono ubicate nella provincia di Milano, con un debito medio di 33.523 euro. Subito dietro ci son quelle di Monza-Brianza (31.547) e al terzo posto quelle residenti a Bolzano (30.643). Appena fuori dal podio si piazzano quelle di Roma (30.441), di Como (29.564) e di Prato (con 29.310). Tra le meno esposte, troviamo le famiglie residenti nella provincia di Reggio Calabria, con un’esposizione di 10.712 euro, quelle di Agrigento (10.185) e quelle di Vibo Valentia (9.964) e, in fondo alla classifica, ovvero quelle meno esposte, ci sono le famiglie che abitano a Enna, con un rosso pari a soli 9.468 euro.

A cura di: Fernando Mancini

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