Crif: col lockdown meno richieste di credito delle imprese
Le richieste di credito da parte delle imprese sono ulteriormente ribassate nel corso del primo trimestre, a causa degli effetti del coronavirus e, in particolare, del lockdown deciso per contrastare l’avanzata dell’epidemia. In questo arco di tempo tuttavia sono emersi due segnali incoraggianti: l’aumento dell’importo medio richiesto e, soprattutto, la risposta positiva che sta dando il mercato ai provvedimenti varati fin qui dal Governo. È quanto emerge dal più recente Barometro di Crif che, per il periodo gennaio-marzo, ha rilevato un calo del 14,7% delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese italiane.
La frenata più forte nelle regioni più colpite dal virus
La contrazione, che ha riguardato sia le società di capitali (-11,2%) sia quelle individuali (-19,9%), è stata accentuata dalla chiusura delle attività e dall’incertezza che le ha indotte ad adottare un approccio attendista. La dinamica, suggerisce l’analisti di Crif, va comunque contestualizzata “rispetto a uno scenario che già nel 2019 aveva visto una flessione complessiva della domanda di credito del 3,4% annuo”. C’è sta segnalare inoltre che tra le regione più ‘fredde’ in questo contesto ci sono quelle maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria: Lombardia -18,9%, Piemonte -18,5%, Veneto -16,4% ed Emilia Romagna -14,2%.
L’importo medio sale del 9,3% annuo
Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF, come accennato, emerge un altro dato interessante rappresentato: l’aumento dell’importo medio richiesto, salito nel primo trimestre a 68.974 euro nell’aggregato in aumento del 9,3% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio, la richiesta media delle imprese individuali si è attestata a 28.811 euro e quella delle imprese a 93.371 euro. È interessante notare che, pur con l’aumento del importo medio, ben sei richieste su dieci ha avuto un importo inferiore alla soglia dei 20mila euro. La spiegazione di questo fenomeno ci sono i provvedimenti varati recentemente dal Governo.
Le misure del Governo iniziano a far vedere i primi effetti
Infatti, spiega il rapporto, la costituzione di nuove garanzie e la semplificazione delle istruttorie per l’accesso alle stesse in particolare da parte di PMI e imprese individuali, ha comportato che ben il 58,6% del totale delle richieste di finanziamento presentate abbia avuto un importo inferiore ai 20mila euro. Per le imprese individuali, l’incidenza dello scaglione fino ai 20mila euro arriva a spiegare addirittura il 66,8% del totale, “cosa che lascia presupporre un’ampia estensione del provvedimento a coprire l’esigenza delle imprese che, va ricordato, nel nostro Paese sono prevalentemente di piccola e piccolissima dimensione”.
Il 45% delle imprese nel 2020 avrà esigenze di liquidità
La rischiosità del credito alle imprese mostra un tasso di default al 3,7%, in costante contrazione a partire dal 2014, e “va evidenziato – scrive il rapporto - come il merito creditizio delle aziende italiane parta da un livello sostanzialmente buono, anche se la crisi conseguente al lockdown e l’indebolimento dello scenario economico internazionale sono destinati a produrre un effetto negativo” appesantendo il loro accesso al credito. Per questo Crif stima che “il 45% delle imprese italiane mostrerà nel corso del 2020 significative esigenze di liquidità di cui solo una parte minoritaria sarà coperta dai flussi di cassa generati”.
Doppia valutazione per merito di credito al netto della crisi
Crif, al fine di “favorire il più possibile l’accesso al credito e l’inclusione finanziaria di imprese, artigiani, liberi professionisti e famiglie, ha scelto di mantenere nel proprio Sistema di Informazioni Creditizie la visibilità sulla valutazione del merito di credito ante crisi, come elemento rappresentativo del livello di solvibilità, non condizionato così dalla crisi economica conseguente al diffondersi della pandemia”. Lo ha annunciato il direttore generale, Enrico Lodi, spiegando che sono stati anche introdotti criteri che rendono le imprese che hanno fatto ricorso alla moratoria “eleggibili per un’equa, non penalizzante, valutazione del loro merito creditizio, criteri che potranno essere prorogati in funzione dell’eventuale perdurare della crisi e del conseguente allungamento” dell’ammortamento.
Crif, nuovo sistema per facilitare presentazione credenziali
In questo modo, ha precisato ancora Lodi, le imprese “che chiedono credito hanno così la concreta possibilità di dimostrare che la loro affidabilità è sì sotto pressione, ma a causa della pandemia e non per altre ragioni”. Da segnalare che, a partire da fine aprile, le PMI potranno disporre, senza alcun costo, di un servizio che CRIF ha realizzato ad hoc per facilitare la presentazione delle loro credenziali in tutte le circostanze in cui sarà necessario farlo.
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